Grammi ogni novemila metri
Il denier è il titolo di un filato, cioè la grandezza che ne esprime la finezza. La definizione è secca: un denier è la massa in grammi di novemila metri di filato. Un filo da 40 denier pesa quaranta grammi ogni nove chilometri, uno da 600 denier ne pesa seicento.
Si abbrevia den e sulle etichette compare spesso come una D attaccata al numero, nella forma 600D. Il nome viene dal denier, moneta francese medievale, e il sistema nasce nella lavorazione della seta, dove la lunghezza di riferimento di novemila metri era la misura di comodo delle matasse.
La cosa da fissare subito è che il denier è una massa lineica, cioè una massa divisa per una lunghezza. Non è uno spessore, non è un diametro, non è una resistenza. Un numero più alto significa che quei novemila metri pesano di più, e nient’altro.
Sistema diretto e sistema indiretto
Per numerare un filato ci sono due strade opposte, e scambiarle manda in fumo qualunque confronto.
Nei sistemi diretti si fissa la lunghezza e si pesa. Appartengono a questa famiglia il tex, che è la massa in grammi di mille metri, il decitex o dtex, che è la massa in grammi di diecimila metri, e il denier stesso. Qui il numero cresce quando il filo diventa più grosso.
Nei sistemi indiretti si fissa la massa e si misura quanta lunghezza ci sta dentro. Appartengono a questa famiglia il numero metrico Nm, cioè quanti metri di filo pesano un grammo, e il numero inglese cotoniero Ne, che conta quante matasse da 840 iarde stanno in una libbra. Qui il numero cresce quando il filo diventa più fine, esattamente al rovescio.
Il passaggio da una famiglia all’altra non è una moltiplicazione ma un reciproco: Nm si ottiene dividendo novemila per il denier. Un filato da 600 denier corrisponde a Nm 15, uno da 40 denier a Nm 225.
Denier, tex e dtex: le conversioni
- 1 tex = 1 grammo ogni 1.000 m; 1 dtex = 1 grammo ogni 10.000 m
- 1 tex = 9 denier
- 1 denier = 1,111 dtex; 1 dtex = 0,9 denier
- 600 denier = 66,7 tex = 667 dtex
- 40 denier = 4,44 tex = 44,4 dtex
Fra queste unità una sola ha valore legale in Europa, e non è il denier. La direttiva 80/181/CEE, nel breve elenco di unità che tollera dentro campi ristretti, riserva alla massa lineica delle fibre tessili e dei filati il tex, definito come un milionesimo di chilogrammo per metro. Il denier lì dentro non c’è: resta un’unità d’uso commerciale, sopravvissuta perché i numeri con cui l’industria serica prima e quella delle fibre sintetiche poi hanno lavorato per un secolo sono quelli. Il sistema tex e le sue regole di impiego sono definiti dalla ISO 1144.
Il denier per filamento e la microfibra
Un filato multifilamento è fatto di molti filamenti tenuti insieme, e il denier stampato sul cartellino è quello dell’insieme. Il dato che descrive il singolo filamento si ottiene dividendo il denier totale per il numero di filamenti, ed è quello che in inglese si chiama denier per filament.
La differenza non è accademica. Due filati da 600 denier, uno composto da cento filamenti e uno da trenta, hanno la stessa massa lineica e comportamenti opposti: il primo ha filamenti da 6 denier, cade morbido e forma una superficie fitta; il secondo ha filamenti da 20 denier, è rigido e dà una tela più asciutta al tatto. Il numero grosso è identico, il tessuto no.
All’estremo fine della scala sta la microfibra, che per convenzione dell’industria tessile è il filamento con massa lineica intorno o sotto 1 dtex, cioè sotto 0,9 denier; sotto 0,3 dtex si parla di supermicrofibra. È la finezza dei panni per la pulizia delle superfici e delle ottiche, dove il numero enorme di filamenti sottili moltiplica la superficie di contatto a parità di massa.
Dove il denier compare scritto
Due famiglie di manufatti portano il numero in evidenza. La prima è quella delle calze, dei collant e dei gambaletti, dove il valore descrive la finezza del filo e quindi la coprenza e il corpo del tessuto: un 15 den è velato e trasparente, un 70 den è opaco e consistente. La seconda è quella delle tele tecniche, dove il numero seguito da D indica il filato di ordito e trama; 600D è una fascia media, quella delle borse, degli zaini e dei teli da trasporto, mentre le tele da carico pesante salgono oltre i mille denier.
Nel primo caso il filo è quasi sempre poliammide, spesso con un’anima elastica; nel secondo poliestere o poliammide, di solito con una spalmatura applicata dopo la tessitura. Il denier riguarda il filo e non la spalmatura, per cui due tele con lo stesso numero possono comportarsi in modo diverso davanti all’acqua e alla luce solare.
Il denier non è uno spessore né una compressione
Non misura un diametro. A parità di denier la sezione del filamento dipende dalla densità del polimero: il poliestere pesa circa 1,38 grammi per centimetro cubo, la poliammide 1,14, il polipropilene 0,90. Un filamento di polipropilene da 6 denier è quindi sensibilmente più grosso di uno di poliestere dello stesso titolo.
Non misura la grammatura del tessuto, che è una massa per unità di superficie, in grammi per metro quadrato: dipende dal titolo dei fili ma anche da quanti fili ci sono per centimetro e da come sono intrecciati.
Non misura una resistenza. La grandezza che dice quanto tiene una fibra è la tenacità, espressa in centinewton per tex, cioè come forza rapportata alla massa lineica, proprio perché il titolo da solo non basterebbe.
E soprattutto non misura una compressione. Sulle calze e sui gambaletti a compressione graduata il numero in den e il valore in mmHg sono due grandezze distinte: il primo descrive il filato, il secondo la pressione che il manufatto applica all’arto, dichiarata di norma al livello della caviglia. Un collant da 70 den non è per questo un collant compressivo, e due prodotti con lo stesso den possono appartenere a classi di compressione diverse.