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Il bisturi è il coltello chirurgico a lama corta usato per l’incisione dei tessuti molli. È lo strumento più elementare della sala operatoria e insieme uno dei più critici: la precisione del taglio dipende dalla forma della lama, dal materiale con cui è realizzata e dal modo in cui resta assemblata al manico durante la manovra. In questa categoria trovi lame e manici da comporre insieme nella sezione lame e manici per bisturi, oltre ai bisturi monouso già pronti all’uso, per incisioni che vanno dal punto singolo alla dissezione ampia.
Bisturi chirurgico: a cosa serve e chi lo usa
Il bisturi chirurgico serve a incidere i tessuti molli con un taglio netto e controllato, dove altri strumenti da taglio non danno la stessa precisione al primo passaggio. Lo usa principalmente il chirurgo durante l’intervento, ma il suo impiego non si ferma alla sala operatoria: compare anche nelle dissezioni anatomiche e nelle autopsie, dove la lama corta segue piani di tessuto sottili senza strappare le fibre circostanti.
In sala operatoria il bisturi non arriva mai da solo alle mani di chi opera. È il ferrista, la figura che gestisce il tavolo servitore, a passarlo con la tecnica corretta: lama rivolta verso il basso e verso l’interno della mano di chi lo riceve, per evitare tagli accidentali durante il passaggio. Questo dettaglio operativo spiega perché nella scelta dello strumento contino anche l’ergonomia del manico e la tenuta con cui la lama vi resta fissata: un manico che scivola nella presa, o che non blocca bene la lama, espone al rischio proprio in quel momento di passaggio.
Perché si chiama bisturi e cosa distingue il bisturi elettrico
Il nome deriva, secondo l’etimologia più diffusa, dalla città di Pistoia, storicamente legata alla produzione di lame e coltelli di piccola dimensione: da “pistolese” il termine si è evoluto fino a designare lo strumento a lama corta che conosciamo oggi. Il significato è rimasto stabile: indica sempre un coltello da taglio per tessuti molli, a differenza del termine inglese scalpel, usato nella letteratura tecnica internazionale per lo stesso strumento e utile a sapere se si consultano schede o cataloghi in lingua straniera.
Chi cerca un bisturi chirurgico trova spesso, nelle stesse ricerche, anche il bisturi elettrico: si tratta di uno strumento diverso, che lavora con corrente ad alta frequenza e può tagliare e coagulare insieme, riducendo le perdite ematiche durante l’incisione. Esiste in versione monopolare e bipolare. Non è un’alternativa al bisturi a lama: chi lo cerca per un uso specifico in sala operatoria trova la sua categoria dedicata fra gli elettrobisturi, mentre questa pagina resta sui bisturi a lama, manuali e monouso.
Come scegliere fra i tipi di bisturi chirurgico
La distinzione principale è tra il bisturi a lama intercambiabile, dove lama e manico sono due pezzi separati da comporre, e il bisturi monouso, dove lama e impugnatura formano un unico strumento sterile pronto all’uso e da smaltire dopo l’intervento. Il primo si sceglie quando serve poter cambiare lama durante lo stesso intervento senza cambiare manico, oppure quando si preferisce un manico riutilizzabile in metallo, più stabile in mano nelle manovre lunghe. Il secondo riduce i passaggi di preparazione ed elimina il rischio di errore nel montaggio: la confezione singola è già sterile e già assemblata, un vantaggio quando i tempi fra un intervento e l’altro sono stretti o quando serve un solo strumento senza aprire un intero set.
Dentro ciascuna delle due famiglie la scelta vera è sulla lama. La numerazione descrive la forma e non è un’etichetta generica: le lame più diffuse comprendono la numero 10, adatta a dissezioni e incisioni ampie, la numero 11, a punta, per incisioni puntiformi e piccoli drenaggi, la numero 15, più piccola e precisa per tagli fini, e le lame 22-24, più grandi, per incisioni profonde e prolungate. Il manico va scelto in coerenza con questa numerazione, perché non tutte le impugnature accolgono ogni foggia di lama. La sezione lame e manici per bisturi raccoglie entrambi gli elementi da abbinare secondo l’uso previsto.
Il materiale della lama è un altro criterio concreto. Le lame in acciaio inox mantengono il filo più a lungo e resistono meglio alla corrosione durante la conservazione, mentre quelle in acciaio al carbonio offrono un taglio più affilato al primo utilizzo ma perdono filo più rapidamente. Nella pratica quotidiana, dove lo strumento si usa una volta sola e si scarta, la differenza pesa meno che in un contesto dove il manico viene riutilizzato più volte nella stessa seduta.
Bisturi monouso o bisturi con lama separata: quale scegliere
La sterilità è il punto che accomuna le due famiglie ma che si gestisce diversamente. Nel bisturi monouso la sterilità riguarda l’intero strumento già assemblato, confezionato singolarmente e pronto all’apertura. Nel sistema a lama separata la sterilità riguarda la lama, che va montata sul manico al momento dell’uso con un dispositivo di innesto pensato per evitare il contatto diretto con il filo durante il montaggio e lo smontaggio: un passaggio che riduce il rischio di taglio accidentale rispetto al montaggio manuale diretto.
Per chi gestisce un ambulatorio o una struttura con volumi contenuti, il bisturi monouso semplifica la logistica: niente manici da sterilizzare fra un paziente e l’altro, niente lame da smaltire separatamente dal manico. Per chi opera con volumi alti e interventi che richiedono cambi di lama frequenti nello stesso atto chirurgico, il sistema a lama separata con manico riutilizzabile resta la soluzione più pratica, perché evita di aprire uno strumento intero ogni volta che serve solo cambiare la foggia della lama.
Cosa serve insieme al bisturi in sala operatoria
Il bisturi raramente lavora da solo. Nella stessa fase dell’intervento intervengono spesso le pinze chirurgiche, per tenere fermi i tessuti durante il taglio, e le forbici chirurgiche, per le fasi di dissezione dove la lama del bisturi non è lo strumento più adatto. A chiusura dell’incisione la scelta si sposta su punti e materiali di sutura, oppure su sistemi alternativi come i levapunti e cucitrici cutanee. Guardare l’intervento nel suo insieme, e non il solo momento del taglio, aiuta a capire quali altri strumenti devono trovarsi sul tavolo servitore prima ancora di iniziare, e in quale ordine il ferrista li dispone accanto al bisturi.
Domande frequenti
Il bisturi monouso è uno strumento unico già sterile e assemblato, da scartare dopo l'uso. Il sistema a lama separata prevede un manico riutilizzabile su cui si monta una lama sterile scelta di volta in volta, utile quando serve cambiare foggia di lama più volte nello stesso intervento.
La lama numero 15 è quella più indicata per tagli piccoli e precisi, mentre la numero 11, a punta, si usa per incisioni puntiformi. Le lame più grandi, come la 10 e le 22-24, servono invece per dissezioni ampie o incisioni profonde.