Lame e Manici per Bisturi
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Le lame e manici per bisturi si scelgono in coppia, non separatamente: il manico determina l’aggancio meccanico, la lama determina il tipo di taglio. Le lame chirurgiche sono prodotte in forme e numerazioni diverse perché la scelta dipende dal tipo di incisione, dalla sede anatomica e dallo scopo dell’intervento. Chi lavora in ambito clinico, veterinario o podologico trova in questa categoria le lame sterili da innestare su manico riutilizzabile e i manici nelle misure standard, da abbinare secondo la numerazione corretta.
Quali sono i tipi di lame chirurgiche?
Non esiste una lama unica per ogni intervento: la forma cambia in base a tre criteri tecnici che guidano la selezione. Il primo è la profondità dell’incisione richiesta, il secondo è il tipo di tessuto da incidere, il terzo è la curvatura del filo, che determina quanto la lama scivola o affonda nel materiale. In generale le incisioni superficiali richiedono lame piccole e affilate, mentre i tessuti più duri o i tagli profondi richiedono lame più grandi e robuste. Questo significa che davanti a uno stesso paziente, ma con obiettivi diversi (aprire uno strato superficiale oppure raggiungere un piano più profondo), lo strumento corretto non è lo stesso.
La numerazione delle lame per bisturi non segue un ordine di grandezza progressivo intuitivo: due numeri vicini possono avere forme molto diverse, ed è la forma, non il numero in sé, a indicare l’uso. Per questo motivo chi seleziona le lame in reparto o in studio guarda prima il profilo (dritto, curvo, a punta) e poi la misura specifica.
Quanti tipi di bisturi esistono? Le lame più diffuse e i loro usi
Tra le forme più diffuse, la lama n. 10 è la classica: ha bordo tagliente curvo e punta arrotondata, adatta a incisioni ampie e poco profonde su pelle e muscoli. È la lama che si trova più spesso per le procedure generali, dove serve un taglio lineare senza affondare in profondità.
La lama n. 11 ha invece forma triangolare con punta affilata, pensata per incisioni corte e precise in aree ristrette o incassate: è la lama indicata, ad esempio, in procedure con drenaggi toracici, dove serve perforare con precisione più che tagliare in lunghezza.
La lama n. 15 è più piccola e più curva della n. 10, e si usa per piccole incisioni curve e per la dissezione di tessuti superficiali. È la lama di riferimento in chirurgia plastica, chirurgia della mano e podologia, contesti dove il controllo del gesto conta più dell’ampiezza del taglio.
Le lame n. 20, 21 e 22 sono versioni più grandi della n. 10, progettate per incisioni lunghe e profonde in tessuti spessi o resistenti. Sono la scelta quando il taglio deve attraversare strati più consistenti e una lama piccola richiederebbe passaggi ripetuti, con il rischio di un margine di incisione meno regolare.
Quali sono le lame giuste da abbinare al manico
Il bisturi manuale, a differenza del bisturi monouso a corpo unico, è composto da due parti distinte: lama e manico. I manici sono tipicamente di due misure principali, n. 3 e n. 4, a cui si abbinano lame compatibili secondo la numerazione della lama. Le lame più piccole e sottili (come la n. 10, la n. 11 e la n. 15) montano generalmente su manici di misura n. 3, mentre le lame più grandi (come la n. 20, la n. 21 e la n. 22) richiedono manici di misura n. 4, dimensionati per sostenere un filo più largo e un taglio più profondo senza flettere.
Verificare la compatibilità tra numero di lama e misura di manico prima dell’uso evita due problemi concreti: un aggancio instabile, che compromette il controllo del gesto, oppure una lama che non si innesta correttamente e rischia di danneggiarsi durante il montaggio. Il manico, essendo riutilizzabile, va inoltre trattato secondo le procedure di sterilizzazione previste dalla struttura, mentre la lama resta a uso singolo per motivi di sicurezza e di sterilità del taglio.
Materiale delle lame e criteri di scelta pratici
Le lame per bisturi sono realizzate in acciaio per mantenere un filo stabile lungo tutto l’utilizzo, mentre i manici sono in acciaio inox, pensati per resistere ai cicli di sterilizzazione ripetuti senza perdere la superficie di presa. Nella scelta pratica, oltre alla forma della lama, va considerato anche il contesto d’uso: nelle aree dove la procedura prevede un controllo rigoroso della contaminazione, come definito nei protocolli HACCP per gli ambienti sanitari e assimilati, la gestione separata di lame sterili monouso e manici riutilizzabili è parte integrante della procedura, non un dettaglio accessorio.
Chi imposta una fornitura per uno studio o un reparto trova in questa sezione l’intera gamma di bisturi, comprese le alternative a corpo unico già pronte all’uso, utili quando il volume di procedure non giustifica la gestione di manici riutilizzabili e la relativa sterilizzazione. Per chi invece opera in ambito più ampio, la categoria di chirurgia raccoglie gli altri strumenti complementari alla dotazione di taglio e sutura.
Conservazione e confezionamento delle lame
Le lame sterili sono confezionate singolarmente per mantenere l’integrità del filo e la sterilità fino al momento dell’uso: la confezione va aperta solo immediatamente prima dell’innesto sul manico, e una lama estratta e non utilizzata non va reintrodotta nella confezione originale né riutilizzata su un paziente diverso. Questo vale indipendentemente dalla forma o dalla misura scelta, perché la sterilità è una proprietà della singola lama, non del lotto nel suo complesso.
Per chi gestisce grandi volumi, la scelta tra confezioni con lame di un’unica numerazione o assortimenti misti dipende dal tipo di attività prevalente: uno studio podologico userà prevalentemente lame piccole e curve, mentre un reparto chirurgico generale avrà bisogno di un ventaglio più ampio di forme, dalla n. 10 alle lame più grandi per incisioni profonde.
Domande frequenti
No, la lama è a uso singolo e va sostituita a ogni procedura per mantenere la sterilità del taglio. Il manico, invece, è riutilizzabile e va trattato secondo i cicli di sterilizzazione previsti dalla struttura prima di un nuovo utilizzo.