Mobili di Servizio
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I mobili di servizio sono la regia nascosta della sala: armadi e consolle che tengono a portata di mano tutto ciò che il servizio richiede, dalle posate di ricambio alla biancheria pulita, dalle scorte del banco allo sbarazzo, restando presentabili davanti agli ospiti in sala. In questa categoria trovi mobili di servizio nelle configurazioni alte, doppie, con pensile o con tramoggia, dentro il ramo dell’arredo aree comuni, accanto alle vetrinette espositive che mostrano e agli espositori ghiacciaia che espongono il fresco. Il mobile di servizio fa il contrario dell’espositore: nasconde bene invece di mostrare, e la sua qualità si misura tutta su quanto lavoro riesce a tenere fuori dalla vista dell’ospite seduto. Il servizio di sala ha una sua logica, e da quella discendono sia che cosa un mobile deve saper contenere sia i criteri con cui si sceglie.
Che cosa contiene un mobile di servizio
Il contenuto di questi mobili racconta il mestiere meglio di ogni descrizione. Nel servizio di sala le stoviglie e gli utensili più usati comprendono i vassoi, i piatti di portata, i frangi, il tovagliolo di servizio, le posate di servizio e il guéridon: sono gli oggetti che il personale prende, usa e ripone decine di volte in una serata, e che devono stare vicini al tavolo senza ingombrare il passaggio. Anche i tessili hanno la loro logica, e la sala li distingue con precisione: il tovagliolo di servizio e il frangino sono attrezzature di lavoro, mentre la tovaglia e il mollettone appartengono al tavolo. Il mobile di servizio ben organizzato rispecchia questa distinzione nei suoi scomparti: da una parte ciò che veste il tavolo, dall’altra ciò che serve alle mani di chi lavora, e ogni cosa raggiungibile al primo colpo, senza doverla cercare.
La sala e i suoi gesti: perché il mobile conta
Il servizio al tavolo ha una coreografia precisa, e i mobili la assecondano o la ostacolano: il piatto pieno si porge da destra e quello sporco si toglie da sinistra, una regola che vale anche come criterio pratico per valutare la funzionalità dei mobili di servizio e la disposizione degli accessi in sala. Le tecniche del servizio raccontano lo stesso bisogno: in sala il tovagliolo di servizio si usa sul guéridon o in mano, mentre sul braccio è riservato allo sbarazzo, il che dice quanto il mobile debba supportare operazioni di appoggio temporaneo e movimentazione rapida. Vale la pena ricordare che questi arredi hanno senso soprattutto dove c’è personale di sala: la presenza o meno del servizio al tavolo è l’elemento che distingue il semplice consumo sul posto dalla somministrazione assistita, e il mobile di servizio è uno strumento della seconda.
Materiali: fra estetica e contatto alimentare
Nella ristorazione di livello i materiali sono una scelta di identità oltre che di funzione: il lino domina i tessili e l’acciaio inox molte attrezzature di servizio, mentre l’argento resta in uso soprattutto nelle strutture di alto livello per ragioni estetiche e di prestigio, al prezzo di una manutenzione più impegnativa. Fra i materiali diffusi per i piatti e i contenitori di servizio ci sono le ceramiche a pasta porosa come la terracotta, quelle a pasta non porosa come la porcellana e il vetro termoresistente, con la scelta che dipende da resistenza, igiene e destinazione d’uso. Per tutto ciò che tocca il cibo vale la cornice normativa dei MOCA: il Regolamento (CE) 1935/2004 è la norma quadro dei materiali a contatto con alimenti, e i materiali usati in mobili e attrezzature di servizio che entrano in contatto con gli alimenti devono rispettarne i requisiti generali.
Il mobile di servizio nell’arredo delle aree comuni
Nel ramo dell’arredo aree comuni i mobili di servizio sono la famiglia che lavora dietro le quinte: mentre le vetrinette espongono e le altre attrezzature accolgono l’ospite, questi armadi assorbono il disordine necessario del servizio e lo restituiscono ordinato. È un compito ingrato e decisivo: una sala di livello si giudica anche da quanto poco si vede il lavoro che la fa funzionare, e il mobile che nasconde bene, con ante che chiudono e piani che si puliscono in un gesto, vale più di quanto il suo aspetto sobrio suggerisca. Le configurazioni alte, doppie o con pensile nascono esattamente da questa necessità di capienza verticale dentro spazi di sala che non possono allargarsi.
Come scegliere i mobili di servizio
Prima di misurare la sala si misura il lavoro che il mobile dovrà assorbire. Il contenuto reale: si parte dall’elenco preciso di ciò che il mobile dovrà ospitare ogni sera, stoviglie, tessili, scorte e sbarazzo, perché la capienza si progetta sui gesti reali e non a occhio. La posizione in sala: gli accessi e le aperture vanno pensati sui percorsi del personale e sulla regola del servizio da destra e dello sbarazzo da sinistra. I materiali: superfici pulibili, finiture che reggono gli urti quotidiani e conformità MOCA dove il contatto con gli alimenti è previsto. L’estetica: il mobile sta in sala e deve dialogare con l’arredo, perché anche ciò che nasconde viene comunque guardato. Il giudizio arriva a sala vuota: se il piano sopra il mobile è ancora sgombro e le ante hanno tenuto dentro tovaglioli, posate di ricambio e sbarazzo per tutto il servizio, il pezzo ha lavorato. Se invece a metà serata è diventato il ripiano dove si posa quello che non si sa dove mettere, allora o è troppo piccolo per quella sala, o è finito nel punto sbagliato del percorso.
Domande frequenti
Gli utensili e le stoviglie del servizio: vassoi, piatti di portata, frangi, tovagliolo di servizio, posate di servizio e il necessario del guéridon, più i tessili e le scorte del banco. La sala distingue anche i tessuti: tovagliolo di servizio e frangino sono attrezzature di lavoro, tovaglia e mollettone appartengono al tavolo, e un mobile ben organizzato rispecchia questa divisione nei suoi scomparti.
Sui gesti reali della sala: il piatto pieno si porge da destra e quello sporco si toglie da sinistra, e la disposizione degli accessi va pensata su questi percorsi. Le tecniche di servizio chiedono appoggi temporanei e movimentazione rapida, quindi contano piani liberi e ante che si aprono senza intralciare. Dove i materiali toccano gli alimenti vale il Regolamento (CE) 1935/2004, la norma quadro dei MOCA.