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Il lavamani professionale è il punto acqua che permette al personale di lavarsi le mani senza interrompere il flusso di lavoro in cucina, laboratorio, retrobanco, mensa o area di preparazione. La scelta non va fatta come per un lavabo domestico: contano ingombro, comando dell’acqua, facilità di pulizia, posizione rispetto ai passaggi e compatibilità con sapone, carta e accessori a parete. In spazi stretti conviene un lavamani piccolo o sospeso, mentre nei reparti con uso continuo è preferibile puntare su rubinetteria a pedale, comandi clinici e componenti robusti, pensati per ridurre il contatto manuale.
Dove installare il lavamani in una cucina professionale
Un lavamani deve stare dove serve davvero: vicino all’ingresso dell’area di preparazione, in prossimità del banco di lavoro, accanto a una zona lavaggio o in un punto facilmente raggiungibile dal personale di sala che rientra in cucina. Se viene collocato lontano dal flusso operativo, verrà usato meno e finirà per diventare un ingombro. Meglio prevedere uno spazio dedicato, con dispenser sapone, asciugamani monouso e pattumiera a pedale nelle vicinanze.
Nei locali piccoli il tema principale è l’ingombro. Un lavamani piccolo consente di rispettare le procedure igieniche anche in retrobanchi compatti, chioschi, bar con laboratorio ridotto o cucine di supporto. Le dimensioni vanno valutate considerando non solo la vasca, ma anche l’apertura del rubinetto, il passaggio del personale e lo spazio per eventuali accessori. Se la parete è disponibile, il modello sospeso libera il pavimento e rende più rapida la pulizia della zona sottostante.
Comandi a pedale, leva clinica e miscelazione
Per un uso professionale conviene privilegiare comandi che limitano il contatto con le mani appena lavate. Il rubinetto a pedale è una scelta pratica nelle cucine dove più operatori usano lo stesso punto acqua durante il servizio. Il Rubinetto a Doppio Pedale PEDA2 di FORCAR MULTISERVICE permette di separare i comandi e si presta ai contesti in cui serve una gestione più precisa dell’erogazione. Per installazioni più semplici, il rubinetto a pedale per lavamani monoacqua PEDA1MON riduce la complessità dell’impianto e resta adatto a punti di lavaggio dedicati.
Quando servono acqua calda e fredda, il rubinetto a pedale per lavamani con miscelatore PEDA1MIS è più comodo rispetto a un comando singolo, perché aiuta a lavorare con temperatura più confortevole senza manovre ripetute. In contesti sanitari, assistenziali, mense e reparti dove l’igiene delle mani è ancora più frequente, può essere utile un miscelatore monoforo con leva clinica, azionabile con avambraccio o gomito. Evita invece rubinetteria troppo decorativa o di taglio domestico: un lavamani antico, in ferro o da camera può avere valore estetico in altri ambienti, ma non è la scelta corretta per un’area HoReCa soggetta a lavaggi, urti e controlli igienici.
Materiali, pulizia e accessori attorno al punto acqua
Il lavamani lavora in una zona umida, spesso vicino a superfici inox, detergenti e passaggi continui. Per questo la finitura deve essere lavabile, resistente e facile da asciugare. Una finitura satinata sull’acciaio inox aiuta a contenere l’effetto visivo di aloni e micrograffi, aspetto utile in cucine a vista, laboratori gastronomici e retrobanchi bar. Anche la scelta del comando incide sulla pulizia: meno manopole vengono toccate, meno superfici devono essere sanificate a ogni cambio lavorazione.
Accanto al lavamani è utile prevedere piani di appoggio, mensole e contenimento a parete senza trasformare il punto acqua in una zona deposito. Per tenere sapone, rotoli, guanti e piccoli accessori in modo ordinato, si possono abbinare ripiani inox per accessori di servizio o pensili inox a parete, lasciando libera l’area immediata di lavaggio. Se il lavamani è vicino alla preparazione, il collegamento con i tavoli da lavoro in acciaio inox deve essere ragionato: mani pulite, utensili a portata e nessun incrocio tra sporco e pulito.
Uso intensivo, manutenzione e conformità
Un punto acqua professionale deve sopportare aperture continue, schizzi, detergenti e pulizie ripetute. Nei comandi a pedale conta la qualità del ritorno meccanico: una molla di ritorno efficiente riduce il rischio di gocciolamenti e mantiene più ordinata la postazione. Anche raccordi, rubinetti e gruppi doccia vanno scelti con attenzione se il lavamani è inserito in una linea più ampia di lavaggio o prelavaggio.
La marcatura CE e la corretta installazione sono aspetti da verificare nelle attrezzature e nei componenti destinati ad ambienti professionali. Sul piano igienico, il riferimento operativo resta il sistema HACCP, insieme al Regolamento CE 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari. Il lavamani deve quindi favorire comportamenti corretti: accesso rapido, comando semplice, sapone disponibile, asciugatura separata e superficie facilmente sanificabile.
In alcuni reparti, soprattutto manutenzione interna, officine di servizio o aree tecniche collegate a strutture ricettive e mense, possono essere presenti detergenti più forti, compresa pasta lavamani professionale o pasta lavamani in confezioni da 5 kg. In questi casi è meglio separare il punto lavaggio mani del personale alimentare da quello destinato a grassi, oli e sporco tecnico, per evitare contaminazioni e residui abrasivi vicino alle preparazioni.
Quale lavamani scegliere in base al servizio
Per un bar con retrobanco stretto conviene un lavamani compatto con comando semplice, facile da raggiungere durante il servizio. Per una cucina di ristorante è preferibile un rubinetto a pedale, soprattutto se più addetti alternano preparazione, cottura e impiattamento. In una mensa o RSA, dove le procedure sono ripetitive e il personale cambia turno, la leva clinica o il comando a pedale riducono gli errori d’uso e rendono più intuitiva la postazione.
La raccomandazione pratica è partire dal flusso: individua dove le mani si sporcano, dove devono essere lavate prima di toccare alimenti o stoviglie pulite, poi scegli il lavamani e la rubinetteria. Se lo spazio è poco, meglio un modello piccolo ben posizionato che un punto acqua più grande ma scomodo. Se l’uso è frequente, meglio investire su pedale, miscelazione e componenti solidi: sono dettagli che pesano ogni giorno sul lavoro del personale e sulla pulizia della cucina.
Domande frequenti
Il pedale singolo esiste in due versioni distinte in catalogo: il modello monoacqua PEDA1MON eroga da un'unica linea, senza miscelazione tra caldo e freddo, mentre il modello PEDA1MIS abbina lo stesso pedale a un miscelatore che permette di impostare la temperatura una volta sola. Il doppio pedale PEDA2 va oltre: un pedale regola la portata e l'altro la temperatura, così l'operatore può correggere il mix di acqua calda e fredda durante lo stesso lavaggio, non solo impostarlo in anticipo. Per un punto di passaggio rapido, dove la temperatura non cambia mai, il monoacqua resta la soluzione più semplice da installare. Dove più persone usano lo stesso lavamani e preferiscono una temperatura diversa l'una dall'altra, il doppio pedale offre il controllo più fine.
La leva clinica si aziona con l'avambraccio o il gomito, quindi le mani non toccano mai il comando, prima e dopo il lavaggio: è una scelta diffusa in reparti dove l'igiene delle mani è particolarmente frequente. Il sensore a infrarossi va oltre, perché eroga l'acqua automaticamente quando rileva le mani sotto il rubinetto, senza bisogno di azionare nulla con nessuna parte del corpo: riduce ancora di più i punti di contatto, ma introduce un componente elettronico in più da alimentare e mantenere. La leva clinica resta più semplice da installare e da riparare, mentre il sensore conviene dove il volume di lavaggi è alto e serve la massima riduzione del contatto manuale.
Il lavamani su mobile, con porta battente, offre un vano chiuso sotto la vasca dove tenere sapone di scorta, guanti, carta o piccoli accessori fuori vista, oltre a nascondere lo scarico e i raccordi idraulici. È una scelta pratica quando serve anche un punto di appoggio ordinato vicino al lavaggio. Il modello a parete, sospeso, non ha piedi d'appoggio a terra: sotto la vasca si passa lo straccio senza ostacoli, mentre il mobile con porta lascia comunque una base a contatto con il pavimento da pulire tutt'intorno. Conviene il modello a parete in spazi stretti o dove la pulizia del pavimento è frequente, mentre il mobile con porta è preferibile quando serve anche un piccolo spazio di stoccaggio vicino al punto acqua.
Il gruppo doccia è un braccio con erogatore flessibile, montato in genere a un'altezza di 1200 mm, pensato per un risciacquo più ampio rispetto al getto fisso di un rubinetto standard, per esempio quando serve raggiungere avambracci o zone oltre le sole mani. Alcuni modelli abbinano manopole tradizionali, altri una leva singola, altri ancora un rubinetto complementare accanto al gruppo doccia stesso, per coprire sia un lavaggio rapido sia uno più esteso nello stesso punto. È utile in reparti dove il lavaggio non riguarda solo le mani ma anche superfici o attrezzi di piccole dimensioni, mentre in un punto di passaggio dedicato al solo lavaggio mani un rubinetto o un miscelatore standard restano sufficienti senza bisogno del braccio flessibile.
Il combinato lavamani e lavastracci su mobile unisce in un unico corpo due funzioni distinte: una vasca per il lavaggio delle mani e un vano più basso e profondo pensato per sciacquare stracci, mop e attrezzi di pulizia, di solito con uno scarico dedicato. Serve dove lo spazio per due punti acqua separati non c'è, ma il reparto ha comunque bisogno di entrambe le funzioni vicine, per esempio in un retrocucina compatto o in un'area di servizio con pulizie frequenti. Tenere separati mani e attrezzi di pulizia nello stesso mobile, ma in vasche distinte, evita di mescolare acqua sporca da lavaggio pavimenti con il punto dedicato all'igiene del personale, pur risparmiando spazio a terra rispetto a due elementi indipendenti.