Cannule di Guedel
Acquista online Cannule di Guedel
Le cannule di Guedel, note anche come cannule oro-faringee o cannule di Mayo, sono il presidio di base per mantenere pervie le vie aeree superiori in un paziente incosciente, spostando la lingua lontano dalla parete posteriore della faringe. Sono uno degli strumenti più richiamati nei protocolli di rianimazione e restano parte dell’equipaggiamento standard in sala operatoria, in ambulanza e nei kit di emergenza. In questa pagina trovi l’intero assortimento, dalle misure per neonato a quelle per adulto di corporatura maggiore, nelle diverse colorazioni di riferimento.
A cosa serve la cannula di Guedel e quando si usa
La funzione della cannula è semplice da spiegare e delicata da applicare: tiene la lingua sollevata dalla faringe, evitando che occluda il passaggio dell’aria in un paziente che ha perso il tono muscolare. L’indicazione riguarda il paziente incosciente, privo del riflesso faringeo (il cosiddetto gag reflex). Se il riflesso è presente, o il paziente è cosciente, il dispositivo è controindicato: lo stimolo alla parete della gola provoca conati e può innescare il vomito, con il rischio di aspirazione.
C’è un secondo limite altrettanto netto: la cannula non è indicata in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo. In quella situazione il dispositivo non risolve il blocco e può persino peggiorarlo, oltre a ritardare le manovre corrette di disostruzione. Chi allestisce un kit di emergenza, quindi, associa la cannula ad altri presidi per la gestione delle vie aeree: chi ha già in dotazione i tubi endotracheali trova qui il complemento per la fase precedente all’intubazione, mentre chi lavora anche su pazienti con stoma la trova utile insieme alle cannule tracheostomiche, dispositivo diverso per via di accesso ma stesso ambito di gestione delle vie aeree.
Cannule di Guedel misure e colori: come si sceglie quella giusta
La domanda più frequente davanti a un assortimento come questo è quale misura prendere, ed è anche la domanda con la risposta più concreta: la lunghezza corretta si stima misurando la distanza tra gli incisivi del paziente e l’angolo della mandibola (il punto goniaco). Una cannula troppo corta non allontana la lingua a sufficienza e non risolve l’ostruzione; una troppo lunga rischia di spingere l’epiglottide contro la laringe o di stimolare i tessuti più in profondità, con l’effetto opposto a quello cercato.
Per questo il settore ha adottato una codifica a colori legata alla taglia, così che il numero e la tonalità della flangia permettano di individuare a colpo d’occhio la misura giusta senza dover leggere ogni volta la stampigliatura. L’assortimento in questa categoria copre l’intera gamma, dalle misure neonatali e pediatriche fino a quelle per adulto di corporatura più grande, così da avere sempre a disposizione la taglia richiesta dal paziente che si ha davanti, senza dover indovinare o adattare per approssimazione una misura intermedia.
Cannule di Guedel come si usano: l’inserimento corretto
La tecnica di inserimento standard prevede di introdurre la cannula con la concavità rivolta verso il palato, per poi ruotarla di 180 gradi mano a mano che avanza, fino a raggiungere il posizionamento finale con la punta oltre la base della lingua. Alcuni protocolli, soprattutto nei pazienti pediatrici, prevedono in alternativa un inserimento diretto con la curvatura già rivolta verso il basso, usando un abbassalingua per tenere libero il passaggio, senza la rotazione a metà percorso.
Il criterio pratico per verificare che la lunghezza scelta sia corretta è visivo: a inserimento concluso, la flangia esterna del dispositivo deve appoggiarsi sulle labbra del paziente. Se resta sollevata o se al contrario affonda oltre il dovuto, la misura non è quella adatta e va sostituita prima di procedere oltre. È un controllo che richiede pochi secondi ma evita l’errore più comune in urgenza, cioè quello di forzare una misura sbagliata perché è la prima che si ha in mano.
Cannula di Guedel durante una crisi convulsiva: attenzione alla controindicazione
È una domanda che ricorre spesso, e la risposta va data con chiarezza per evitare un errore diffuso: durante una crisi convulsiva attiva il paziente ha spesso il riflesso faringeo integro e i muscoli masticatori contratti, condizione in cui l’inserimento forzato della cannula non è indicato e può causare lesioni ai denti o ai tessuti molli. Il dispositivo trova invece indicazione nella fase post-critica, quando il paziente resta incosciente e privo di riflesso faringeo: è in quel momento, non durante le convulsioni, che la cannula aiuta a mantenere pervie le vie aeree.
Materiali e caratteristiche di una cannula orofaringea
Le cannule oro-faringee sono realizzate comunemente in plastica rigida; le schede tecniche dei diversi produttori riportano materiali come polipropilene, LDPE o PE sia per il corpo del dispositivo sia per il bite block, la parte centrale su cui il paziente eventualmente serra i denti. Si tratta in ogni caso di dispositivi monouso: una volta utilizzati vanno smaltiti secondo le procedure previste per i rifiuti sanitari, senza tentativi di riutilizzo dopo la sanificazione.
Chi organizza un carrello per l’emergenza o uno zaino di primo intervento tiene sempre l’intera serie di misure a portata di mano, perché non si sa in anticipo quale paziente arriverà. Per completare la dotazione oltre alla gestione delle vie aeree può interessare anche cosa trovi tra i palloni di rianimazione, indispensabili per la ventilazione assistita una volta che la via aerea è stata liberata, o tra le borse e zaini di emergenza pensati per contenere in modo ordinato l’intero set di presidi.
Cannula di Guedel o Mayo: la stessa cosa con nomi diversi
Chi cerca questo prodotto trova spesso entrambe le denominazioni, ed è legittimo chiedersi se indichino oggetti diversi: non è così. Cannula di Guedel, cannula oro-faringea e cannula di Mayo sono tre nomi per lo stesso dispositivo, con la prima e la terza dicitura che richiamano il cognome dei medici a cui viene attribuita l’introduzione del presidio. Nella scelta d’acquisto quindi non cambia nulla: conta la misura, il colore di riferimento e, per chi acquista per una struttura, il codice MINSAN riportato in scheda prodotto ai fini della tracciabilità dell’ordine.
Domande frequenti
Sono dispositivi monouso: dopo l'utilizzo su un paziente vanno smaltite secondo le procedure previste per i rifiuti sanitari, senza sanificazione per un secondo utilizzo.
La cannula di Guedel si inserisce in bocca e mantiene libero il passaggio tra lingua e faringe nel paziente incosciente; la cannula tracheostomica si inserisce invece attraverso un'apertura chirurgica nel collo (stoma) e serve per un accesso diretto alla trachea, situazione clinica del tutto diversa.