Glucometri
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I glucometri sono il laboratorio tascabile del diabete: dispositivi per l’automisurazione della glicemia su sangue capillare, ottenuto in genere con una piccola puntura del polpastrello, dove una striscia reattiva monouso e una reazione enzimatica traducono la concentrazione di glucosio in un numero sul display. In questa categoria trovi glucometri insieme ai consumabili che ne fanno un sistema, le strisce per glicemia e le lancette pungidito, per farmacie, ambulatori, strutture sanitarie e per l’uso personale quotidiano dei pazienti. Il glucometro ha cambiato la vita di chi convive con il diabete: la misura che un tempo richiedeva un prelievo e un laboratorio adesso sta in una goccia di sangue e in pochi secondi di attesa, ripetibile ovunque ci si trovi e a qualsiasi ora del giorno. Questa pagina spiega come lavora la misura capillare, la norma internazionale che ne definisce l’accuratezza minima, i confini corretti rispetto al laboratorio e al monitoraggio continuo del glucosio, e i criteri concreti di scelta.
Come lavora la misura
Il principio di funzionamento è una reazione chimica in miniatura, sempre la stessa: la goccia di sangue capillare sale nella striscia reattiva, dove una reazione enzimatica proporzionale alla concentrazione di glucosio genera il segnale che lo strumento converte in lettura. È una misura su sangue intero capillare, e questo definisce i suoi confini: i glucometri da autotest non sono strumenti equivalenti a un’analisi di laboratorio su sangue venoso, e il risultato serve per l’uso pratico nel controllo quotidiano della glicemia, non per sostituire il laboratorio quando serve il dato di riferimento. Dentro questi confini, il glucometro fa esattamente ciò che deve: dare a chi si cura un numero affidabile in pochi secondi, tutte le volte che la terapia lo richiede, dal controllo a digiuno del mattino alla verifica prudente prima di mettersi alla guida.
La norma dell’accuratezza: ISO 15197
L’affidabilità di un glucometro ha una definizione scritta: la norma ISO 15197:2013 richiede che almeno il 95 per cento dei risultati cada entro 15 milligrammi per decilitro dal valore di riferimento sotto i 100 milligrammi per decilitro, ed entro il 15 per cento a 100 o più, rispetto a un metodo di laboratorio di riferimento. La stessa norma aggiunge il requisito di sicurezza clinica: almeno il 99 per cento dei risultati deve rientrare nelle zone A e B della consensus error grid, la griglia condivisa che classifica gli scostamenti dal valore vero secondo le conseguenze cliniche che potrebbero provocare. Sono i numeri da cercare nella documentazione quando si valuta uno strumento nuovo: l’accuratezza rispetto al metodo di riferimento, la conformità alla ISO 15197 e i risultati dentro le zone sicure della griglia sono il metro tecnico con cui i glucometri si confrontano davvero.
Il sistema intero: strisce, lotti, lancette
La qualità della misura non abita solo nello strumento: dipende dalla conformità del sistema intero, strisce reattive comprese, con il lotto di produzione e il corretto confronto con il metodo di riferimento secondo la norma applicabile. È la ragione per cui strumento e strisce vanno pensati insieme: la striscia è il vero reagente della misura, e la sua qualità di produzione e la sua conservazione pesano sul risultato finale quanto l’elettronica dello strumento. Le lancette pungidito chiudono il sistema dal lato del prelievo: la goccia ben formata, ottenuta con la lancetta del calibro giusto e con il gesto corretto sul polpastrello, è la materia prima di ogni lettura affidabile. Capitolo a parte per i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio: misurano il glucosio nel liquido interstiziale e appartengono a una categoria distinta dai glucometri tradizionali, senza sostituire automaticamente la misura capillare quando serve un riscontro puntuale.
I glucometri nella diagnostica strumentale
Nel ramo diagnostica strumentale il glucometro rappresenta la misura che è uscita dall’ambulatorio per entrare nelle case: come gli sfigmomanometri per la pressione e i pulsossimetri per la saturazione, è uno strumento che il paziente impara a usare da solo a casa propria, dentro un percorso di cura che il clinico imposta e sorveglia nel tempo. È la diagnostica della quotidianità domestica: numeri semplici, presi bene e presi spesso, che messi insieme disegnano l’andamento nel tempo che nessuna misura singola potrebbe mai raccontare.
Come scegliere i glucometri
Quattro criteri chiudono l’ordine. La conformità: l’accuratezza secondo ISO 15197, con i risultati nelle zone sicure della griglia di errore, è la sostanza dello strumento e va cercata in scheda prima di ogni funzione. Il sistema: la disponibilità continuativa nel tempo di strisce e lancette compatibili conta quanto il glucometro stesso, perché lo strumento rimasto senza le sue strisce è un soprammobile con il display. La praticità: le dimensioni della goccia richiesta, la velocità di lettura e la leggibilità del display fanno la differenza concreta per chi misura più volte al giorno, spesso con mani non più precise di un tempo. La gestione dei dati: la memoria delle misure e la condivisione delle letture aiutano il percorso clinico di chi segue il paziente fra un controllo e l’altro. Con queste risposte, il glucometro fa il suo mestiere quotidiano: trasformare una piccola goccia di sangue capillare in una decisione informata di terapia, più volte al giorno, per tutti gli anni che servono.
Domande frequenti
No: misura il sangue intero capillare e non è equivalente a un'analisi su sangue venoso, quindi il suo risultato serve per il controllo pratico quotidiano della glicemia, non come dato di riferimento. È anche una categoria diversa dal monitoraggio continuo, che legge il glucosio nel liquido interstiziale: tre strumenti, tre ruoli, e il percorso clinico li usa ciascuno per il suo compito.
Con la ISO 15197:2013: almeno il 95 per cento dei risultati deve stare entro 15 mg/dL dal riferimento sotto i 100 mg/dL ed entro il 15 per cento sopra quella soglia, e almeno il 99 per cento deve cadere nelle zone A e B della consensus error grid. Conta la conformità del sistema intero, strisce comprese: strumento e reagenti si valutano insieme, non separatamente.