Sgabelli Medici
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Gli sgabelli medici sono la seduta di lavoro degli ambienti sanitari: alzate girevoli e regolabili che tengono l’operatore alla quota giusta accanto al paziente, al microscopio o al piano di lavoro, pronte a spostarsi insieme a lui a ogni cambio di compito della giornata. In questa categoria trovi sgabelli medici nella versione essenziale e in quella con appoggio lombare, gli sgabelli con schienale, per ambulatori, studi medici e odontoiatrici, laboratori e strutture sanitarie. Lo sgabello sanitario è un oggetto che sembra banale finché non si guardano i requisiti che i capitolati gli chiedono: materiali che reggono i disinfettanti aggressivi, superfici senza pori dove nulla possa annidarsi e proliferare, stabilità certificata secondo norma. È arredo, ma arredo che vive in un ambiente dove l’igiene è una regola di lavoro. Questa pagina racconta i materiali giusti per l’uso sanitario secondo i disciplinari, i requisiti di stabilità che le sedute girevoli devono certificare e i criteri con cui si compone la dotazione di sedute di un’intera struttura.
I materiali: lavabili, impermeabili, senza pori
I disciplinari tecnici per gli sgabelli da laboratorio e da uso sanitario parlano chiaro: i materiali devono essere lavabili, impermeabili e resistenti a disinfettanti, acidi e alcali, con superfici prive di sezioni porose, così che in caso di contaminazione la disinfezione possa arrivare dappertutto. È il requisito che separa la seduta sanitaria da quella d’ufficio: il tessuto che respira, tanto apprezzato dietro una scrivania, in ambiente sanitario è una spugna che trattiene esattamente ciò che andrebbe eliminato. Per le aree comuni di cliniche e ospedali le indicazioni vanno nella stessa direzione: sedili facili da pulire e disinfettare, con materiali come il polipropilene o i rivestimenti in finta pelle sanitaria impermeabile. La regola pratica per chi acquista è una: ogni superficie della seduta va immaginata sotto un panno imbevuto di disinfettante, e ciò che non reggerebbe quel gesto ripetuto ogni giorno non appartiene a un ambiente sanitario.
Struttura e stabilità
Sotto la seduta lavora la struttura, e anche qui i capitolati dettano i termini. Per gli sgabelli sanitari è richiesta la conformità alla norma di stabilità UNI EN 1022/98: la seduta che ruota, si alza e si abbassa non deve mai diventare una seduta che si ribalta sotto il peso di chi lavora, e la stabilità è un requisito da certificare con le prove, non da presumere. Sui materiali della struttura, i capitolati per arredi sanitari chiedono sgabelli regolabili in altezza con seduta in acciaio inox AISI 304, la lega indicata come idonea per gli impieghi sanitari, e ammettono basi in alluminio o in acciaio inox: la scelta del materiale della struttura incide sulla solidità e sulla destinazione d’uso. La regolazione in altezza resta il cuore funzionale dell’oggetto: l’operatore che passa dal paziente al piano di lavoro deve poter portare la seduta alla quota esatta del compito, con un gesto solo e senza doverne scendere.
Con schienale o senza: le due anime
La famiglia si divide sulla presenza dell’appoggio. Lo sgabello essenziale, senza schienale, è la seduta dei compiti brevi e dei cambi continui: leggero, compatto, si infila sotto i piani di lavoro e non ha ingombri che urtano nei passaggi. Lo sgabello con schienale entra in scena quando la postazione trattiene l’operatore a lungo: l’appoggio lombare a cui tornare fra un gesto e l’altro cambia la qualità delle ore lavorate, ed è la ragione per cui questa variante ha una famiglia e una pagina tutta sua. Nella pratica le due anime convivono nella stessa struttura, stanza per stanza: la seduta si abbina alla durata del lavoro che dovrà ospitare, non alle pagine del catalogo. Lo studio del medico, del resto, deve essere dotato degli arredi e delle attrezzature necessarie all’assistenza: lo sgabello giusto al posto giusto è parte della funzionalità dell’ambiente di lavoro, non un dettaglio d’arredo.
Gli sgabelli medici nel reparto
Nel ramo degenza ospedaliera lo sgabello lavora accanto ai piani che definiscono le postazioni: i lettini da visita per l’esame del paziente, l’arredo per ambulatorio che veste il resto della stanza, le lampade da visita che illuminano il campo di lavoro. La seduta è l’elemento mobile di questo insieme: si sposta dove il lavoro chiama, ruota dove il gesto gira, e la sua qualità si misura su quanti spostamenti, regolazioni e sanificazioni sopporta negli anni senza perdere il filo.
Come scegliere gli sgabelli medici
Quattro criteri chiudono l’ordine. Le superfici: rivestimenti impermeabili e senza pori, che reggano disinfettanti, acidi e alcali, perché la sanificazione quotidiana è il destino di ogni seduta sanitaria. La struttura: stabilità conforme alla norma di riferimento e materiali come l’acciaio inox dove il contesto lo richiede, perché la seduta che ruota deve restare piantata a terra. La regolazione: escursione in altezza commisurata ai piani di lavoro reali della struttura, che vanno misurati con il metro prima di fare l’ordine. La destinazione: essenziale per i compiti brevi, con schienale dove le sedute si allungano, seguendo il lavoro vero di ogni stanza. Con queste risposte, lo sgabello medico fa il suo mestiere silenzioso: tenere chi cura alla quota giusta per lavorare bene, su una seduta che si può sempre disinfettare da cima a fondo senza eccezioni.
Domande frequenti
Superfici lavabili e impermeabili, capaci di sopportare disinfettanti, acidi e alcali, senza zone porose in cui la pulizia non arrivi: è quanto chiedono i disciplinari tecnici, insieme alla stabilità certificata secondo la UNI EN 1022/98. I capitolati sanitari aggiungono sedute in AISI 304 e strutture in alluminio o inox. In pratica: niente sedute d'ufficio in tessuto dentro un ambulatorio.
Quando la postazione trattiene l'operatore a lungo: l'appoggio lombare fa la differenza nelle sedute prolungate, dal lavoro odontoiatrico alle attività di precisione. Lo sgabello essenziale resta la scelta dei compiti brevi e dei cambi continui, perché è leggero, compatto e senza ingombri. Le due versioni convivono bene nella stessa struttura, abbinate stanza per stanza alla durata reale del lavoro.