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Cannule Tracheostomiche

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Le cannule tracheostomiche sono la via aerea di chi respira dal collo: tubi inseriti nel tracheostoma per mantenere pervia la via aerea, usati per la ventilazione, la gestione delle secrezioni o il supporto alla respirazione spontanea. In questa categoria trovi cannule tracheostomiche per le terapie intensive, i reparti, le RSA e l’assistenza domiciliare dei pazienti tracheostomizzati. Le configurazioni della famiglia sono tre, cuffiata, non cuffiata e fenestrata, e ognuna corrisponde a una fase precisa del percorso respiratorio. È una categoria dove ogni scelta è clinica: chi gestisce gli acquisti lavora sempre a valle di un’indicazione specialistica precisa, che va letta con cognizione e mai sostituita con un criterio di magazzino.

Cosa sono le cannule tracheostomiche

La cannula tracheostomica è il tubo che abita il tracheostoma, l’apertura chirurgica praticata nella trachea: tiene aperta la via, protegge il passaggio e fa da interfaccia fra le vie aeree del paziente e ciò che serve loro, il ventilatore, l’aspirazione delle secrezioni, l’aria ambiente della respirazione spontanea, con o senza filtri e nasi artificiali che umidificano il respiro. Attorno alla cannula ruota una quotidianità fatta di gesti ripetuti: l’aspirazione delle secrezioni con i sondini dedicati, la pulizia dello stoma e della controcannula, i cambi programmati secondo il calendario clinico. È il motivo per cui alla cannula si accompagna sempre un corredo più largo di lei: le controcannule interne, le fasce di fissaggio al collo, le medicazioni da stoma e i consumabili che tengono la via aerea pulita e sicura, giorno dopo giorno, in reparto come nella casa di un paziente seguito a domicilio.

Cuffiate, non cuffiate, fenestrate: le configurazioni

Le cannule si distinguono comunemente in cuffiate, non cuffiate e fenestrate, e la scelta dipende da quattro variabili cliniche: la presenza di ventilazione meccanica, il rischio di aspirazione, la necessità di fonazione e la fase di svezzamento del percorso. La cuffiata ha un palloncino gonfiabile che sigilla la trachea attorno alla cannula: è la configurazione della ventilazione a pressione positiva e della protezione dall’aspirazione. La non cuffiata lascia passare aria attorno al tubo: è la strada dei pazienti che respirano spontaneamente e della lunga permanenza senza ventilazione, tipica dei percorsi domiciliari stabilizzati. La fenestrata ha aperture nella cannula esterna che favoriscono il passaggio dell’aria verso l’alto, agevolando la fonazione e un colpo di tosse più efficace: è la configurazione dello svezzamento e del recupero della fonazione, il momento, spesso commovente, in cui il paziente torna a parlare con la propria voce.

La fenestrata e le sue regole

Proprio la fenestrata chiede le attenzioni maggiori. Le aperture che fanno passare l’aria verso la glottide aumentano il rischio di ingresso di secrezioni o contenuti orali e gastrici nelle vie respiratorie, e le cannule fenestrate non sono raccomandate in presenza di ventilazione a pressione positiva o in stomie di nuova formazione, salvo indicazioni specifiche e con la configurazione adatta al singolo caso. La regola tecnica che le governa è la controcannula: per le fenestrate è essenziale avere una controcannula non fenestrata per la ventilazione o l’aspirazione, perché la fenestrazione dev’essere esclusa quando non serve il passaggio d’aria verso l’alto, per esempio durante la ventilazione o l’aspirazione. È l’esempio perfetto della logica di questa categoria: la stessa cannula cambia mestiere semplicemente cambiando la controcannula interna, e il corredo di controcannule previste dal modello è parte della sicurezza quanto la cannula stessa.

La cura quotidiana: controcannula e stoma

La convivenza quotidiana con la cannula è fatta soprattutto di igiene. La controcannula va pulita con regolarità per ridurre le secrezioni e il rischio di ostruzione: i documenti clinici indicano pulizia frequente e asciugatura piena prima del reinserimento, la routine quotidiana che tiene libero il lume senza mai toccare la cannula esterna in sede. La pulizia del tracheostoma prevede la rimozione delle secrezioni secche e il mantenimento della cute asciutta, con la soluzione fisiologica sterile o l’acqua indicate dalle linee guida per la detersione locale: la pelle attorno allo stoma è la frontiera da difendere ogni giorno, e le medicazioni dedicate la proteggono dall’umidità delle secrezioni e dallo sfregamento della flangia. Nel ramo emergenza e rianimazione le cannule stanno accanto agli strumenti della via aerea, dai laringoscopi alle cannule di Guedel, e lavorano ogni giorno in coppia con i cateteri per aspirazione del monouso medicale, che tengono libere le vie che la cannula mantiene aperte.

Come scegliere le cannule tracheostomiche

Un ordine di cannule si compila con la cartella clinica davanti, non con il catalogo. La configurazione: cuffiata, non cuffiata o fenestrata secondo l’indicazione clinica del percorso, mai per assortimento generico o per analogia. Le misure: i diametri e le lunghezze prescritti per il singolo paziente, con il ricambio identico sempre disponibile, perché il cambio cannula programmato, o quello urgente, non può aspettare un ordine in corriere. Le controcannule: il modello scelto deve prevederle nel numero e nelle configurazioni che la routine di pulizia richiede, fenestrate e non dove servono entrambe. Il corredo: fasce di fissaggio, medicazioni da stoma e materiale di detersione vanno tenuti a scorta insieme alla cannula, perché la cura quotidiana consuma più della cannula stessa. Il cambio programmato ha una data, quello urgente non ne ha nessuna: in entrambi i casi la cannula di ricambio, dello stesso diametro e della stessa configurazione, deve stare già nel cassetto. Chi gestisce le scorte di un paziente tracheostomizzato lavora tutto sul tempo di attesa, e per una via aerea il tempo di attesa accettabile è zero.

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