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Retrobanchi Bar Refrigerati

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I retrobanchi bar refrigerati servono a tenere bibite, ingredienti da cocktail, snack confezionati e prodotti di servizio nel punto più vicino all’operatore, senza spostamenti inutili tra bancone, cella e magazzino. Sono attrezzature pensate per il lavoro alle spalle del banco: apri, prelevi, richiudi e continui il servizio. La scelta cambia molto tra un bar caffetteria, un locale serale con alto consumo di bottiglie, una paninoteca o un banco gastronomia che usa il retrobanco refrigerato anche come appoggio operativo.

Perché scegliere un retrobanco refrigerato dietro il banco bar

Il retrobanco refrigerato lavora nella zona più critica del locale: la parete retrobanco bar, dove si concentrano macchina caffè, macinacaffè, lavatazze, lavello, scaffali, bottiglieria e passaggi del personale. Per questo non va valutato come un semplice frigorifero basso, ma come parte della linea di lavoro. Un modello ben dimensionato riduce aperture ripetute di armadi lontani, tiene le bevande a portata di mano e aiuta a separare ciò che serve al banco da ciò che resta in scorta.

Nei bar con servizio colazioni e aperitivi conviene prevedere vani dedicati a succhi, soft drink, latte, basi per miscelazione e bottiglie pronte. Nei locali con mescita serale è preferibile puntare su capacità interna maggiore e porte comode da aprire anche durante i picchi. Se il locale lavora anche con panini, tramezzini o piccola gastronomia, il retrobanco può affiancare altre attrezzature, ma senza sostituire un piano preparazione refrigerato o un armadio per stoccaggio prolungato.

Capacità, ventilazione e posizione nella linea di servizio

La capacità in litri è un dato utile, ma da sola non basta. Un retrobanco troppo piccolo si riempie male, ostacola la circolazione dell’aria e costringe a ricariche continue. Un modello sovradimensionato, invece, può occupare spazio prezioso dietro il banco, soprattutto se la zona comprende un retrobanco bar con lavello o un modulo tecnico per la macchina caffè. Meglio misurare prima il passaggio utile, l’apertura delle porte, la distanza dagli scarichi e l’ingombro degli operatori durante il servizio.

La refrigerazione ventilata è indicata quando il vano viene aperto spesso, perché distribuisce il freddo in modo più uniforme rispetto a sistemi statici. Il dato da controllare è anche il tipo di condensazione: il raffreddamento ad aria richiede griglie libere e ricambio sufficiente, quindi va evitato l’incasso soffocato dentro strutture chiuse. Se si realizza un retrobanco bar in cartongesso o una parete attrezzata su misura, serve lasciare spazio reale per areazione, pulizia e manutenzione, non solo un foro estetico.

Un altro aspetto pratico è la gestione della condensa. Nei modelli con evaporazione automatica, l’acqua prodotta dal ciclo frigorifero viene gestita internamente, riducendo interventi manuali e svuotamenti. Per un locale con turni lunghi è un dettaglio che incide sulla continuità del lavoro, soprattutto quando il retrobanco è posizionato in una zona poco accessibile.

Nuovo o usato: cosa controllare prima dell’acquisto

Molti buyer valutano un retrobanco bar usato o un banco bar refrigerato usato per contenere l’investimento iniziale. La scelta può sembrare conveniente, ma va controllata con attenzione: guarnizioni, compressore, rumorosità, stato delle ventole, uniformità della temperatura, integrità delle porte e reperibilità dei ricambi. Un retrobanco refrigerato usato può avere consumi più alti o richiedere manutenzione subito dopo l’installazione, con fermo macchina nel momento meno opportuno.

Su un prodotto nuovo, invece, si leggono meglio dati tecnici, classe climatica, potenza in Watt, dotazioni e conformità. La marcatura CE è un riferimento essenziale per attrezzature professionali immesse sul mercato europeo, mentre per l’organizzazione igienica del locale restano centrali le procedure HACCP e il Regolamento CE 852/2004 sull’igiene degli alimenti. Se l’attrezzatura viene usata per bevande confezionate il rischio è più basso, ma appena si conservano ingredienti aperti, latte o preparazioni alimentari, il controllo della temperatura diventa parte del lavoro quotidiano.

Modelli e prodotti più adatti al servizio bar

Tra i modelli rappresentativi della categoria, FORCAR REFRIGERATION propone retrobanchi neri ventilati pensati per inserirsi dietro il banco senza appesantire la linea visiva. Il retro banco bar refrigerato ventilato da 280 L nero G-DC210 è adatto a locali con spazio contenuto o come modulo dedicato alle referenze a rotazione rapida. Il modello ventilato da 425 L nero G-DC310 è più indicato quando il consumo di bibite è elevato o quando si vuole ridurre la frequenza di ricarico durante il turno.

Il colore nero è pratico nei bar moderni perché dialoga bene con pareti attrezzate, mensole e zone cocktail, ma la parte estetica non deve superare quella funzionale. Conta la qualità delle porte, la facilità di pulizia interna, la stabilità del freddo dopo aperture frequenti e la robustezza delle superfici. In presenza di vetri, la vetrocamera aiuta a limitare dispersioni e formazione di condensa, fattore importante quando il retrobanco è visibile al cliente o collocato in ambienti caldi e umidi.

Come abbinarlo alle altre attrezzature refrigerate

Il retrobanco refrigerato non dovrebbe diventare il deposito unico del locale. Per scorte più voluminose, fusti, cassette o alimenti da conservare fuori dalla linea di servizio, sono più adatti gli armadi frigoriferi professionali. Il retrobanco resta invece il punto di prelievo veloce, da rifornire in base alla carta, agli orari di punta e allo storico dei consumi.

Se il locale espone prodotti pronti, dessert, bottiglie premium o preparazioni fredde da mostrare al cliente, conviene affiancare vetrine refrigerate per esposizione, lasciando al retrobanco il ruolo operativo. Nei bar con preparazione food più strutturata, i tavoli refrigerati sono più comodi per lavorare ingredienti, farciture e basi, perché uniscono conservazione e piano di appoggio.

Per attività ibride, come bar con banco salumeria, gastronomia veloce o servizio pranzo, un retrobanco refrigerato salumeria può essere utile solo se gestito con corretta separazione dei prodotti. Bevande, latticini, affettati e preparazioni aperte non vanno mescolati senza criterio. Meglio destinare ripiani e contenitori a categorie precise, mantenendo ordine e tracciabilità interna.

Installazione dietro al banco: errori da evitare

Prima di acquistare, verifica misure reali e non solo lo spazio “a parete”. Serve considerare battiscopa, prese, scarichi, passaggi cavi, apertura delle ante e distanza dalla macchina caffè. Un retrobanco bar per macchina caffè deve convivere con calore, vapore, macinatura e movimentazione continua di tazze e lattiere: meglio evitare di chiudere il gruppo frigorifero accanto a fonti di calore senza ventilazione.

Attenzione anche alla umidità dell’ambiente, frequente nelle zone lavaggio e nei bar con lavello integrato. La pulizia deve essere rapida, con accesso ai punti dove si accumulano polvere e residui. Se il retrobanco è rivestito o incassato, prevedi pannelli ispezionabili: un tecnico deve poter raggiungere compressore e parti elettriche senza smontare mezza parete.

La scelta più sicura è partire dal flusso di servizio: cosa deve essere freddo, chi lo preleva, quante volte viene aperto il vano e dove viene ricaricato. Per un bar compatto conviene un modello ventilato da capacità media, ordinato per referenze ad alta rotazione. Per locali con aperitivi e forte vendita di bibite, meglio salire di litraggio e affiancare scorte in armadio. Evita di scegliere solo in base al prezzo o all’estetica: un retrobanco refrigerato ventilato deve lavorare bene ogni giorno, restare accessibile e mantenere la linea bar fluida anche nei momenti di massimo servizio.

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