Carrelli Portabicchieri
Carrello Portacestelli Vasca Inox con Manico CP1445
€271,14€222,25 + IVA
Carrello Portacestelli Vasca ABS con Manico CP1447
€145,79€119,50 + IVA
Carrello Portacestelli Vasca Inox senza Manico CP1446
€246,44€202,00 + IVA
Carrello Scolapiatti 3 Piani 110x62 cm
Fascia di prezzo: da €665,02 a €680,39€545,10 – €557,70 + IVA 2 varianti
Carrello Scolapiatti e Bicchieri con Frenate
Fascia di prezzo: da €695,77 a €726,51€570,30 – €595,50 + IVA 3 varianti
Carrello Scolapiatti 4 Piani 110x62 cm
Fascia di prezzo: da €811,06 a €826,43€664,80 – €677,40 + IVA 2 varianti
Carrello Portacestelli 6 Posti
Fascia di prezzo: da €295,85 a €328,79€242,50 – €269,50 + IVA 3 variantiAcquista online Carrelli Portabicchieri
I carrelli portabicchieri servono a tenere sotto controllo uno dei passaggi più delicati tra lavaggio, asciugatura, deposito e servizio: lo spostamento dei bicchieri senza urti, gocciolamenti e soste inutili davanti alla lavastoviglie. In bar, ristoranti con molti coperti, hotel breakfast, catering e mense, il problema non è solo portare bicchieri da un punto all’altro, ma farlo in modo ordinato, con cestelli stabili, superfici lavabili e percorsi sicuri anche nei corridoi stretti del retrobanco.
Dal lavaggio allo stoccaggio: dove serve davvero un carrello portabicchieri
Il carrello dedicato ai bicchieri lavora spesso a ridosso della zona lavaggio. Dopo il ciclo in lavastoviglie, i cestelli devono essere estratti, lasciati sgocciolare e trasferiti verso scaffali, bancone, sala o area banqueting. In questa fase contano tre aspetti pratici: base stabile, capacità coerente con il ritmo di servizio e materiali facili da sanificare. Un modello portacestelli è indicato quando il locale usa cassette standard per calici, tumbler, bicchieri acqua e flute; uno scolapiatti con ripiani può invece essere utile quando piatti e bicchieri devono convivere nello stesso flusso di asciugatura.
In ambienti con molta umidità, l’acciaio inox resta preferibile per resistenza, pulizia e durata. Le superfici devono sopportare contatto frequente con acqua, detergenti e residui di brillantante. Una finitura satinata sull’inox aiuta a mantenere un aspetto professionale anche con uso intenso, mentre un buon trattamento anticorrosione è importante nei punti più esposti a ristagni e sfregamenti.
Come scegliere in base a servizio, cestelli e spazi
Prima dell’acquisto conviene misurare il percorso reale: uscita lavastoviglie, passaggio tra banco e parete, porte, ascensori di servizio, area di deposito. Un carrello troppo grande rallenta il lavoro, uno troppo piccolo costringe a viaggi continui. Per i locali con rotazione elevata di bicchieri è meglio scegliere carrelli portacestelli pensati per ospitare più cassette impilate in sicurezza. Per sale colazione, eventi e catering, invece, può servire un carrello che combini ripiani, vasca di raccolta o appoggio stabile per cestelli misti.
Il diametro delle ruote incide molto più di quanto sembri: ruote piccole vanno bene su pavimenti lisci e tragitti brevi, mentre ruote più generose aiutano su fughe, soglie e pavimentazioni tecniche. Le ruote cuffiate riducono l’accumulo visibile di sporco attorno al supporto, dettaglio utile in cucine a vista, office di hotel e aree self service. Se il carrello viene caricato vicino a lavastoviglie o scaffali, i freni diventano quasi obbligatori: un modello con freni sulle ruote evita spostamenti involontari mentre l’operatore carica cestelli bagnati o pesanti.
Per chi gestisce anche piatti, vassoi o teglie, il carrello portabicchieri va scelto senza confonderlo con altre attrezzature. I carrelli per piatti professionali rispondono a una logica diversa, con contenimento verticale o supporti dedicati al vasellame. I carrelli portateglie servono invece per gastronorm, pasticceria e preparazioni da forno. Separare le funzioni riduce rotture, incastri e passaggi improvvisati durante il servizio.
Prodotti indicati per lavaggio, asciugatura e deposito
Tra le referenze più adatte a questo uso, FORCAR MULTISERVICE copre sia il carrello mobile sia l’arredo pensile per la zona lavaggio. Il Carrello Portacestelli 6 Posti è indicato quando il flusso principale passa dai cestelli: permette di raggruppare più cassette e portarle dal lavaggio al deposito senza appoggi provvisori su banchi già occupati. Per chi cerca una base con vasca, il Carrello Portacestelli con vasca in inox senza manico CP1446 è una scelta pratica nelle aree dove serve contenere gocce e residui d’acqua durante lo spostamento.
Nei locali che devono gestire insieme bicchieri e stoviglie, il Carrello Scolapiatti e Bicchieri con frenate è più adatto di un semplice supporto aperto: la presenza dei freni aiuta nelle fasi di carico e scarico, soprattutto se il carrello resta vicino a una parete o a una linea di lavaggio. Il Carrello Scolapiatti a 4 piani da 110×62 cm offre invece più superficie di appoggio quando il volume di stoviglie lavate è continuo, per esempio in mense, ristorazione collettiva e hotel con servizio colazione prolungato.
Non sempre, però, serve un carrello. In retrobanchi stretti o lavaggi con spazio a parete, il pensile scolapiatti e bicchieri da muro in acciaio inox SPB1398 permette di liberare piano di lavoro e mantenere bicchieri e piatti in asciugatura sopra la zona operativa. Il pensile scolapiatti da muro in acciaio inox SP1397 è più indicato quando l’obiettivo è creare una postazione fissa e ordinata, lasciando al carrello solo il trasporto tra cucina, sala e deposito.
Sicurezza, igiene e manutenzione quotidiana
Un carrello per bicchieri lavora spesso con carichi fragili e bagnati. Per questo la stabilità deve venire prima della capienza massima. Meglio evitare sovraccarichi, impilamenti non previsti e cestelli con bicchieri che sporgono: una manovra brusca in corridoio può trasformarsi in rottura, tagli e fermo del servizio. La marcatura CE, quando prevista per l’attrezzatura, segnala la conformità ai requisiti applicabili del prodotto, ma l’uso corretto resta responsabilità della gestione interna, anche in coerenza con le procedure HACCP e con le regole di sicurezza sul lavoro del D.Lgs. 81/08.
La pulizia deve essere semplice: superfici lisce, angoli accessibili, assenza di punti dove si fermano acqua e residui. Dopo il turno, conviene svuotare il carrello, asciugare le zone di raccolta e controllare ruote, freni e maniglie. Un carrello che trascina male aumenta lo sforzo dell’operatore e rende più probabile l’urto con porte, scaffali o altri carrelli di servizio. Se la linea include vivande calde in parallelo, è preferibile tenere separati i percorsi e usare attrezzature dedicate, come i piani caldi professionali per il mantenimento termico, senza appoggiare bicchieri o cestelli su superfici non pensate per quello scopo.
Domande frequenti
Dipende dal ritmo di lavoro e dal peso da spostare. La vasca in acciaio inox, come nel modello CP1446 o CP1445, resiste meglio a urti, calore residuo dei cicli lavastoviglie e detergenti aggressivi, ed è la scelta giusta per locali con turni continui e molti passaggi al giorno. La vasca in ABS, come CP1447 o CP1448, costa circa 125-135 euro in meno a parità di configurazione, pesa meno a vuoto ed è più semplice da spostare per il personale, ma tollera meno bene urti ripetuti e cicli di calore intensi. Per un bar con volumi contenuti l'ABS è una scelta ragionevole, per una cucina con servizio continuo l'inox dura di più nel tempo.
Il modello a 3 piani, 110x62 cm, senza freni parte da circa 665 euro; la versione a 4 piani nella stessa base arriva a circa 811 euro, quasi 150 euro in più per un ripiano aggiuntivo. Il ripiano extra ha senso quando il numero di cestelli che si accumulano tra un giro di svuotamento e il successivo supera regolarmente la capacità dei 3 piani, non solo nei picchi occasionali di servizio. Va però considerato l'ingombro in altezza: un carrello a 4 piani è più alto e meno maneggevole in un retrobanco stretto, dove passaggi ridotti e scaffalature basse rendono più pratico un modello più contenuto anche a costo di uno svuotamento più frequente.
Il manico costa circa 25 euro in più sulla versione inox e circa 33 euro in più su quella in ABS, ma cambia il modo in cui l'operatore muove il carrello quando ha le mani occupate da cestelli bagnati o da altre stoviglie. Con il manico si spinge tenendo una presa salda anche con guanti umidi, utile nei passaggi frequenti tra lavastoviglie e deposito. Senza manico, il carrello va guidato spingendo direttamente sul bordo della vasca, una configurazione che riduce l'ingombro complessivo e può convenire negli spazi molto stretti dove ogni centimetro di sporgenza conta più della comodità di spinta.
No. Il carrello portabicchieri lavora nel retrobanco, tra lavastoviglie e deposito, con cestelli e vasche pensati per il gocciolamento e lo stoccaggio ordinato prima del servizio. Il carrello portavassoi entra invece in sala o in area banqueting per il trasporto di vassoi già pronti, spesso con portate composte, verso il tavolo o il buffet. Usare un portabicchieri per i vassoi rischia instabilità, perché i cestelli non offrono un piano continuo di appoggio; usare un portavassoi per i cicli di lavaggio significa perdere la funzione di sgocciolamento e la resistenza specifica ai residui di acqua e detergente. Restano due mezzi con compiti separati anche quando condividono lo stesso corridoio di servizio.
Non sempre. Il numero di posti dichiarato indica quanti cestelli standard il carrello può ospitare fisicamente, non quanti se ne possono impilare in sicurezza durante il trasporto. Cestelli pieni di calici alti o flute sporgono più di quelli con bicchieri bassi, e uno stivaggio troppo compatto riduce la stabilità nei tratti con curve o dislivelli. Anche il peso incide: molti cestelli pieni d'acqua residua superano il peso previsto per un carico leggero, e la capacità nominale non tiene conto di questa variabile. Meglio lasciare un margine rispetto al numero massimo dichiarato, soprattutto nei locali dove il carrello percorre più tratti prima di essere svuotato.