Piani Caldi
Mobiletto Scaldapiatti Inox 120 Piatti con 2 Freni…
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Piano Caldo a Infrarossi 3 Lampade 1350 W…
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Piano Caldo a Infrarossi 1 Lampada
Fascia di prezzo: da €328,79 a €495,93€269,50 – €406,50 + IVA 2 varianti
Piano Caldo in Vetro Temperato
Fascia di prezzo: da €353,50 a €427,61€289,75 – €350,50 + IVA
Piano Caldo
Fascia di prezzo: da €195,20 a €341,15€160,00 – €279,63 + IVA 6 varianti
Piano Caldo con Cupola in Plexiglass Semicircolare PCC4730
€530,52€434,85 + IVA
Piano Caldo a Infrarossi 2 Lampade 950 W…
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I piani caldi servono a tenere pronti piatti, teglie e porzioni già cucinate nel tratto più delicato del servizio: tra uscita dalla cucina, banco, ritiro del cameriere o consegna al cliente. Sono attrezzature da appoggio pensate per gastronomie, pizzerie al taglio, tavole calde, mense, hotel e catering che lavorano con preparazioni pronte ma non vogliono rimettere continuamente mano a forno, salamandra o microonde. La scelta corretta dipende dal formato delle teglie, dal tipo di alimento, dalla durata di esposizione e dallo spazio disponibile sul banco.
Uso corretto del piano caldo in cucina e al banco
Un piano caldo professionale non nasce per cuocere, tostare o rigenerare a fondo. Per quello conviene usare attrezzature dedicate, come forno, salamandra, piastra panini professionale o scaldavivande chiusi. Il suo compito è mantenere stabile la temperatura superficiale e ridurre i cali termici durante il servizio. In una pizzeria al taglio, per esempio, lavora bene con teglie rettangolari, porzioni già cotte e tranci pronti per il passaggio rapido al cliente. In una mensa o in un self service, invece, aiuta a tenere caldi piatti porzionati, vassoi e contenitori in attesa del ritiro.
La differenza principale rispetto a un bagnomaria professionale è il tipo di alimento gestito. Il bagnomaria è più adatto a preparazioni umide, salse, primi piatti e pietanze in vasca gastronorm. Il piano caldo lavora meglio su piatti, teglie, contenitori bassi e prodotti da banco, dove serve calore diretto dal basso o combinato con irraggiamento dall’alto. Se la preparazione tende ad asciugarsi in fretta, meglio accorciare i tempi di permanenza o valutare attrezzature con protezione superiore.
Tipologie: piani lisci, a infrarossi e con cupola
I modelli più semplici hanno una superficie riscaldata, spesso in acciaio o vetro temperato, con comando di accensione e regolazione della temperatura. Sono pratici quando il banco ha poco spazio e il flusso è continuo: il prodotto resta fermo poco tempo e viene reintegrato spesso dalla cucina. Una piastra scaldavivande da tavolo è utile anche nei buffet controllati, nei coffee break salati e nelle linee temporanee per catering.
I piani caldi con lampade sfruttano il calore dall’alto tramite infrarossi, una tecnologia molto usata dove il prodotto deve rimanere visibile e caldo senza coperture ingombranti. Le lampade riscaldanti per alimenti aiutano soprattutto con pizze in teglia, focacce, fritti da servizio rapido e piatti pronti che sostano pochi minuti sul pass. Qui è importante controllare la distanza tra lampada e alimento: troppo calore dall’alto può seccare, troppo poco rende inutile la postazione.
Le versioni con cupola o protezione in plexiglass sono indicate quando il banco è esposto al pubblico o quando serve ridurre dispersione e contatto accidentale. Il Piano Caldo con Cupola in Plexiglass Semicircolare PCC4730 di FORCAR MULTISERVICE, per esempio, è una scelta coerente per aree self service, piccole colazioni salate e punti vendita dove il prodotto resta in vista ma deve essere riparato. Non sostituisce una vetrina strutturata, ma copre bene il servizio breve e il banco presidiato.
Come scegliere formato, potenza e piano di appoggio
Il primo controllo va fatto sulle dimensioni. Se lavori con teglie per pizza da 60×40, non basta cercare uno scaldapizza professionale generico: serve una superficie compatibile con quel formato, stabile e comoda da caricare. Il Piano Caldo a Infrarossi con 2 lampade per teglia 60×40 da 750 Watt PCI4717 è pensato proprio per questo uso, con calore superiore e base riscaldata per mantenere la pizza pronta al taglio. Per chi usa standard GN, il Piano Caldo a Infrarossi con 2 lampade GN 1/1 da 750 Watt PCI4718D si integra meglio con contenitori e teglie gastronorm.
La potenza va letta insieme al tipo di servizio, non da sola. Un valore più alto può servire su banchi molto frequentati, con aperture continue e prodotti più voluminosi, ma non sempre è la scelta migliore per preparazioni delicate. Conviene scegliere un modello con regolazione chiara e accessibile, perché durante il servizio il personale deve intervenire in pochi secondi. La resistenza elettrica deve distribuire calore in modo uniforme, altrimenti il prodotto vicino alla fonte resta caldo e quello ai lati perde temperatura.
Il secondo controllo riguarda la superficie. Vetro temperato e acciaio sono facili da pulire, ma si comportano in modo diverso con contenitori, piatti e teglie. L’acciaio è robusto e adatto a ritmi intensi; il vetro temperato ha una resa visiva più pulita sul banco e può essere preferibile in contesti front office. Evita di usare il piano caldo come base di lavorazione o taglio: coltelli, colpi e teglie trascinate male accorciano la vita della superficie e peggiorano l’igiene del banco.
Pizzeria, gastronomia, mensa: scenari diversi
In pizzeria il tema centrale è il formato. Le teglie per pizza professionali rettangolari, soprattutto nel formato 60×40, richiedono una postazione ampia e una gestione rapida dei rabbocchi dal forno. Per pizza tonda o prodotti serviti a fetta, invece, può bastare una superficie più compatta, purché la lampada copra bene l’area utile. La domanda sul miglior materiale della teglia va separata dalla scelta del piano caldo: alluminio, ferro blu o altri supporti cambiano la cottura, mentre il piano deve mantenere il prodotto già cotto senza rovinarlo.
In gastronomia e tavola calda conta la varietà: sformati, verdure, secondi asciutti, fritti e piatti porzionati non reagiscono allo stesso modo. I fritti soffrono l’umidità e vanno tenuti scoperti per poco tempo, con calore dall’alto ben dosato. Le preparazioni più morbide possono richiedere contenitori chiusi o passaggi verso scaldavivande da banco. In mensa e hotel, invece, il piano caldo funziona bene come appoggio temporaneo prima del servizio in linea, senza pretendere di coprire tutta la durata del turno.
Per un banco a vista con permanenza più lunga, meglio valutare anche le vetrine calde espositive, che proteggono meglio il prodotto e danno una presentazione più ordinata. Il piano caldo resta preferibile quando il personale presidia il banco, rifornisce spesso e vuole una macchina semplice da pulire a fine servizio.
Sicurezza, pulizia e conformità
Un piano caldo lavora con superfici ad alta temperatura, quindi va posizionato su banco stabile, lontano da materiali sensibili al calore e con spazio sufficiente per caricare e scaricare teglie senza urti. La presenza della marcatura CE è un requisito da verificare sulle attrezzature elettriche professionali, insieme a manuale, dati di targa e indicazioni di uso. Per il contatto con alimenti e contenitori, resta centrale il rispetto del Reg. CE 1935/2004 sui materiali destinati al contatto alimentare, quando applicabile ai componenti e agli accessori usati sul banco.
La pulizia deve essere rapida ma regolare: residui di formaggio, olio, sughi e briciole carbonizzano, fanno odore e peggiorano il trasferimento del calore. Prima di lavare, il piano va spento e lasciato raffreddare secondo le indicazioni del produttore. Meglio evitare detergenti aggressivi non idonei alle superfici calde o al vetro, così come spugne abrasive su piani a vista. Una procedura semplice, ripetuta a ogni fine turno, vale più di una pulizia pesante fatta saltuariamente.
La scelta più pratica è partire dal servizio reale: teglia 60×40 per pizza al taglio, formato GN 1/1 per linea calda, piano compatto per pass cucina o cupola per banco esposto. Se il prodotto resta pochi minuti, un piano caldo a infrarossi è spesso la scelta più diretta; se deve sostare più a lungo o in self service non presidiato, conviene affiancare una vetrina o uno scaldavivande. Misura il banco, verifica i formati delle teglie e scegli la macchina in base al flusso, non solo alla potenza dichiarata.
Domande frequenti
Sì, a parità di dimensioni un piano in vetro temperato costa più di uno in acciaio nella stessa gamma, un divario che si giustifica soprattutto con la resa visiva sul banco piuttosto che con una differenza di prestazioni riscaldanti. In un punto a vista, come un self service o una zona colazioni aperta al cliente, il vetro offre una superficie più pulita da guardare e più semplice da tenere lucida durante il servizio. In un pass di cucina o in un retrobanco non presidiato dal pubblico, dove conta solo la resistenza a urti e carichi ripetuti, l'acciaio offre la stessa funzione di mantenimento a un costo inferiore, senza il rischio di scheggiature che il vetro può subire nel tempo. La decisione dipende quindi da chi vede il piano durante il servizio, non solo dal budget disponibile.
La differenza pratica riguarda il ritmo del servizio, non solo il numero di coperti totali. Un mobiletto da 100 piatti basta quando la rotazione è scaglionata e il personale ricarica la scorta più volte durante il turno. Un modello da 120 piatti riduce le ricariche nei momenti di massimo afflusso, utile quando più portate escono nello stesso arco di tempo e non c'è margine per fermarsi a rifornire. Va valutato anche lo spazio disponibile vicino al pass: un mobiletto più capiente occupa più superficie e richiede un percorso libero per la movimentazione. Nel dubbio, conviene calcolare il numero di coperti nella fascia più intensa del servizio, non la media giornaliera.
No, hanno funzioni diverse. Il mobiletto scaldapiatti conserva in temperatura una scorta di piatti vuoti, pronti per l'impiattamento in cucina, ed è pensato per restare vicino alla linea di preparazione o essere spostato tra le postazioni. Il piano caldo da banco mantiene invece la temperatura di una pietanza già pronta durante l'attesa del ritiro, con superficie riscaldata dal basso o lampade dall'alto. In una cucina strutturata convivono entrambi: il mobiletto rifornisce piatti caldi al momento dell'impiattamento, il piano caldo tiene pronto il prodotto finito fino al servizio. Usare solo uno dei due lascia scoperto un passaggio del servizio.
Dipende dalla superficie da coprire e dal ritmo di ricambio dei prodotti. Un piano con una sola lampada basta per porzioni singole o un formato compatto, con un ricambio rapido tra un prelievo e l'altro. Due lampade coprono superfici più ampie o teglie rettangolari, distribuendo meglio il calore su tutta l'area invece di concentrarlo in un punto. Tre lampade servono su un banco molto esteso, con più teglie caricate una dopo l'altra senza interruzioni tra un rifornimento e l'altro. Più lampade non significa solo più calore: significa anche una copertura più uniforme, utile quando il prodotto occupa tutta la superficie e non solo il centro del piano.
È una verifica da fare prima di posizionare più unità sullo stesso banco. Ogni piano caldo assorbe corrente in modo continuo per tutta la durata del servizio, e collegare più macchine sulla stessa presa o sullo stesso circuito può portare a interruzioni improvvise nei momenti di maggiore carico. Prima di allestire un banco con più piani caldi o con un mobiletto scaldapiatti nelle vicinanze, conviene far verificare da un tecnico la portata dell'impianto e distribuire i collegamenti su linee diverse quando possibile. Un piano caldo che si spegne durante il servizio per un sovraccarico crea più problemi di un investimento iniziale ben dimensionato sull'impianto elettrico.