Calze Compressive
Gambaletto Compressivo a Compressione Forte Beige - Taglie…
€240,58€197,20 + IVA
Gambaletto Compressivo a Compressione Media Beige - Taglie…
€264,74€217,00 + IVA
Gambaletto Cotone Unisex Compr. Graduata Media Blu -…
€247,66€203,00 + IVA
Gambaletto Antiembolo con Foro di Ispezione 38-43 -…
€277,55€227,50 + IVA
Gambaletto a Media Compressione Nero - Taglie S/M-L/XL…
€264,74€217,00 + IVA
Collant Compr. Graduata Media con Slip Rinforzato Beige…
€244,00€200,00 + IVA
Collant Compr. Graduata Forte con Slip Rinforzato Beige…
€267,42€219,20 + IVA 5 varianti
Collant a Compressione Graduata Forte con Slip Rinforzato…
€267,42€219,20 + IVA
Calze Compressive Confortevoli Funny in Nylon-Poliestere S-M -…
€256,69€210,40 + IVA
Calza Autoreggente Compressione Media Balza Siliconata Beige -…
€249,86€204,80 + IVA 4 varianti
Gambaletto Cotone Unisex Compr. Graduata Forte Blu -…
€265,96€218,00 + IVA 5 varianti
Calza Antiembolo alla Coscia 70-80 con Foro Ispezione…
€275,72€226,00 + IVA 4 varianti
Gambaletto a Compressione Forte Nero - Taglie S/M-L/XL…
€240,58€197,20 + IVA
Gambaletti Cotone Unisex Compr. Graduata Media Neri -…
€247,66€203,00 + IVA 5 varianti
Gambaletti Cotone Unisex Compr. Graduata Forte Neri -…
€265,96€218,00 + IVA 5 varianti
Collant Compr. Graduata Media Neri con Slip Rinforzato…
€244,00€200,00 + IVA 5 varianti
Calze Confortevoli Funny in Nylon-Poliestere L-XL - 2…
€256,69€210,40 + IVA
Calza Autoreggente Compressione Media Balza Pizzo Silicone Nera…
€249,86€204,80 + IVA 4 varianti
Calza Autoreggente Compressione Forte Balza Pizzo Silicone Nera…
€278,16€228,00 + IVA
Calza Autoreggente Compressione Forte Balza Pizzo Silicone Beige…
€278,16€228,00 + IVA 4 variantiAcquista online Calze Compressive
Le calze compressive sono la terapia che si indossa: tessuti elastici a compressione graduata che esercitano una pressione maggiore alla caviglia e via via minore salendo, per accompagnare il ritorno venoso degli arti inferiori. In questa categoria trovi quattro formati, ognuno con il suo mestiere: i gambaletti a compressione graduata che si fermano sotto il ginocchio, le autoreggenti che arrivano alla coscia con la balza siliconata o in pizzo a tenerle su, i collant a compressione graduata con lo slip rinforzato che salgono fino in vita, e le calze antiembolo con il foro di ispezione al piede, pensate per chi sta a letto e va controllato senza sfilare niente. L’intensità copre la scala che serve al banco: dalle trame preventive dell’antiembolo alla compressione media e a quella forte delle versioni terapeutiche, in filati di cotone o di nylon e poliestere, nei colori neutri e nelle taglie che vanno dalla S alle più abbondanti.
Le classi di compressione delle calze compressive
La compressione medica parla in millimetri di mercurio, e le classi ordinano la scala: una guida tecnica riporta la classe I a 18-21, la classe II a 23-32, la classe III a 34-46 e la classe IV da 49 in su. La classe non è una taglia e non è una preferenza: è l’intensità della terapia, e la sceglie il percorso clinico che ha inquadrato il problema venoso. Le intensità più basse accompagnano la prevenzione e i disturbi lievi, quelle più alte eseguono le prescrizioni specialistiche, e dentro ogni intensità è la taglia a decidere se quella pressione arriverà davvero sulla gamba. Sulle etichette commerciali la stessa scala si legge spesso in parole, compressione media e compressione forte, e in denari sui modelli ospedalieri: sono modi diversi di dire quanto stringe, e vanno confrontati con l’indicazione ricevuta, non fra loro. La compressione dichiarata vale soltanto con la vestibilità giusta: una calza della misura sbagliata non fa la pressione che promette, e stringe dove non deve.
I quattro formati e a chi servono
Il gambaletto è il formato più usato: copre il polpaccio, il tratto dove il ritorno venoso fatica di più, si infila senza acrobazie ed è quello che i pazienti anziani riescono davvero a gestire da soli. L’autoreggente arriva alla coscia e risolve il problema di chi ha bisogno di compressione anche sopra il ginocchio senza indossare un collant, con la balza siliconata che fa presa sulla pelle. Il collant distribuisce la compressione su tutta la gamba e chiude in vita con lo slip rinforzato, la scelta di chi lo porta tutto il giorno sotto i vestiti. La calza antiembolo è un’altra cosa: nasce per il paziente allettato o operato, si porta da sdraiati anche di notte, e il foro di ispezione al piede permette di controllare colorito e temperatura delle dita senza toglierla. Confonderla con una calza da giorno è l’errore classico del banco: sono pensate per due posizioni del corpo diverse.
L’uso quotidiano delle calze compressive
La calza compressiva lavora bene soltanto nelle ore giuste. La raccomandazione ricorrente è indossarla al mattino presto, quando le gambe sono ancora sgonfie grazie al riposo notturno, e portarla per gran parte della giornata, in genere 8-12 ore: la compressione accompagna le ore in piedi e da seduti, quelle in cui il sangue deve risalire contro la gravità. C’è poi il capitolo viaggio, dove le guide d’uso indicano di iniziare 2-3 ore prima della partenza e di continuare per tutta la durata dello spostamento, esattamente la finestra in cui l’immobilità del sedile mette alla prova la circolazione. Infilarla è un gesto che si impara: si rovescia la calza fino al tallone, si sistema il piede e poi si risale distribuendo il tessuto senza tirarlo a strappi, evitando che si formino pieghe o arrotolamenti, che concentrano la pressione in un punto solo. Le mani deboli o l’artrosi rendono l’operazione difficile, ed è una delle ragioni per cui la terapia viene abbandonata: guanti da lavoro leggeri, o un aiuto la mattina, salvano più prescrizioni di quanto si creda.
I segnali da ascoltare
Come ogni terapia, anche la compressione ha i suoi effetti indesiderati da conoscere: i più riportati sono problemi cutanei come irritazione, prurito, dolore, fastidio, vesciche o piccole ferite, il segno concreto che la pelle e il tessuto compressivo non stanno andando d’accordo. E ci sono i segnali che chiedono di più: il dolore forte, la colorazione livida o la sensazione di freddo ai piedi richiedono la rimozione del dispositivo e un contatto medico, perché raccontano una compressione che sta lavorando contro la circolazione invece che a suo favore. È un’informazione che chi vende il dispositivo e chi lo consiglia al banco deve saper dare con chiarezza: la calza compressiva è un dispositivo con istruzioni, non un capo d’abbigliamento, e il paziente informato sui segnali da osservare usa la terapia con la fiducia giusta e senza paure.
Le calze compressive nel ramo ortopedia
Nel ramo ortopedia e compressione le calze rappresentano l’anima flebologica della famiglia: mentre tutori e supporti lavorano su articolazioni e muscoli, la compressione graduata lavora sul circolo venoso, con la stessa logica di fondo, un sostegno esterno ben calibrato che aiuta una struttura del corpo in difficoltà. I materiali raccontano la parentela: i filati elastici a base di elastan restituiscono la forma dopo ogni allungamento, e l’abbinamento con nylon, poliestere o cotone decide struttura, traspirazione e comfort sulla pelle. Il cotone si fa preferire da chi ha pelle sensibile o porta la calza tutti i giorni, i filati sintetici sottili si vedono meno sotto i vestiti: la funzione è la stessa, cambia cosa si sopporta volentieri per otto ore.
Scegliere le calze compressive
Chi compone il banco della compressione ragiona su quattro cose. La classe, cioè l’intensità: segue l’indicazione clinica e si legge in millimetri di mercurio sull’etichetta prima che nel nome del modello. Il formato: gambaletto, autoreggente, collant o antiembolo secondo il distretto da trattare e secondo la posizione in cui il paziente passa la giornata, perché la calza che non si riesce a infilare la mattina non cura nessuno. La taglia: si misura la circonferenza della caviglia e del polpaccio in centimetri, con la tabella del modello alla mano, mai la taglia dei vestiti, ed è il passaggio che trasforma la classe scritta in etichetta in pressione reale sulla pelle. Il materiale: filati elastici di qualità e tessuti traspiranti decidono il comfort delle otto ore quotidiane, che è la condizione perché la terapia venga davvero seguita. La compressione che funziona è quella che il paziente si rimette il giorno dopo, e poi ancora quello dopo, senza che ogni volta diventi una trattativa con se stesso.
Domande frequenti
L'intensità della pressione espressa in millimetri di mercurio: una guida tecnica riporta la classe I a 18-21 mmHg, la II a 23-32, la III a 34-46 e la IV da 49 in su. Sulle etichette commerciali la stessa scala compare come compressione media o forte. La classe è la dose della terapia e si sceglie dentro il percorso clinico, non a scaffale, e vale solo con la taglia giusta, perché una calza di misura sbagliata non esercita la pressione che dichiara.
La posizione del corpo per cui sono pensate. L'antiembolo nasce per il paziente allettato o appena operato, si porta da sdraiati anche durante la notte e ha il foro di ispezione al piede per controllare le dita senza sfilarla. La calza a compressione graduata da giorno lavora invece su una gamba che cammina e sta in piedi, si indossa al mattino presto e si toglie la sera. Usare l'una al posto dell'altra significa applicare la pressione sbagliata alla situazione sbagliata.