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Il monitor multiparametrico è l’apparecchiatura elettromedicale che tiene sotto osservazione continua i parametri vitali del paziente, a posto letto o in movimento, per pazienti adulti e pediatrici. In questa categoria trovi monitor da tavolo e da carrello per la degenza, versioni portatili a batteria e modelli tablet per il giro dei segni vitali, con configurazioni di parametri diverse e con gli accessori che li tengono in servizio: la scelta non passa dal nome del prodotto ma da che cosa deve misurare, dove e su chi. In inglese lo stesso apparecchio si chiama patient monitor o vital signs monitor, e nei capitolati italiani come sistema di monitoraggio dei parametri vitali.
A cosa serve un monitor multiparametrico
Il suo lavoro è trasformare lo stato del paziente in numeri e tracce aggiornati in continuo, senza che qualcuno debba misurare a mano ogni volta. Dove un controllo puntuale fotografa un istante, il monitoraggio continuo mostra l’andamento: un valore che scende lentamente si vede prima che diventi un problema, e gli allarmi impostati sulle soglie chiamano il personale quando serve, non a orari fissi. È la differenza fra sapere come stava il paziente all’ultimo giro e sapere come sta adesso, ed è il motivo per cui il monitor accompagna la degenza a rischio, il recupero post operatorio, l’osservazione breve e i trasferimenti interni. Fuori dall’ospedale lo si trova negli ambulatori chirurgici, negli studi odontoiatrici che lavorano in sedazione, nelle strutture residenziali per anziani: ovunque qualcuno debba accorgersi in tempo di un cambiamento, senza avere gli occhi fissi sul paziente.
Quali parametri mostra un monitor multiparametrico
I parametri comunemente riportati dai sistemi di monitoraggio sono la pressione arteriosa sistolica e diastolica, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la saturazione di ossigeno e la temperatura. I monitor possono visualizzare simultaneamente anche il tracciato ECG con analisi del segmento ST e delle aritmie, la pressione invasiva accanto a quella non invasiva e la capnografia. Per orientarsi nella lettura aiutano i valori di riferimento comunemente indicati per l’adulto: temperatura fra 36 e 37,5 gradi, frequenza cardiaca fra 60 e 100 battiti al minuto, frequenza respiratoria fra 12 e 20 atti, pressione arteriosa 120/80 mmHg e saturazione fra 95 e 100%. Sul display ogni parametro ha la sua area, con il numero in grande e la traccia accanto.
Moduli e configurazioni: la dotazione conta più del nome
Due monitor con lo stesso aspetto possono essere apparecchi molto diversi, perché le schede tecniche indicano configurazioni differenti in base ai moduli installati: ECG, SpO2, pressione non invasiva, temperatura, respirazione, e nelle versioni più estese capnografia e pressione invasiva. Ogni modulo si porta dietro i suoi materiali: bracciali e sensori nelle taglie giuste, linea di campionamento e filtro dell’acqua per la capnografia, sonde per la temperatura. La dotazione funzionale va valutata sul contesto d’uso reale, non sul nome del prodotto. Un ambulatorio che monitora durante piccole procedure lavora bene con i parametri di base; chi assiste pazienti ventilati guarda alla capnografia, e per quel parametro esistono anche apparecchi dedicati fra i capnografi; chi ha bisogno del solo tracciato cardiaco a dodici derivazioni per la refertazione resta sugli elettrocardiografi, che sono un’altra famiglia di apparecchi.
Monitor multiparametrico portatile, con carrello o da posto letto
Il formato segue il luogo di lavoro. Il monitor da posto letto ha lo schermo grande, spesso touchscreen da dodici o quindici pollici, e resta collegato alla rete elettrica: si legge da lontano e mostra più tracce insieme. Per tenerlo dove serve ci sono i supporti, cioè i carrelli regolabili in altezza con la piastra adattatrice che li accoppia al modello, il braccio porta monitor indipendente e il morsetto a rotaia per la testata del letto. Il monitor multiparametrico con carrello è la stessa macchina resa mobile: segue il paziente nei trasferimenti interni restando sempre alla stessa altezza di lettura. Il monitor multiparametrico portatile è un’altra cosa, compatto e a batteria, con la sua borsa da trasporto, fino alle versioni tablet per i segni vitali, pensate per il giro dei parametri in reparto e dichiarate per adulti, pazienti pediatrici e neonati. Fra portatile e fisso la differenza vera non è la dimensione ma l’autonomia: un apparecchio che lavora lontano dalla presa vale quanto la sua carica nel momento peggiore della giornata, e la batteria di ricambio è un accessorio da mettere nell’ordine, non un pensiero da rimandare.
Le norme che riguardano i monitor multiparametrici
Un criterio tecnico rilevante è la conformità alle norme IEC 60601-1, sulla sicurezza generale, e IEC 60601-1-2, sulla compatibilità elettromagnetica, richiamate nei manuali e nelle schede tecniche. Per il monitoraggio esistono anche norme di parte specifica: la IEC 60601-2-27 per il monitoraggio elettrocardiografico, la IEC 80601-2-30 per la misurazione non invasiva della pressione e la IEC 80601-2-49 proprio per i monitor multiparametrici. Le ultime due hanno preso il posto delle vecchie IEC 60601-2-30 e IEC 60601-2-49, che nelle schede meno recenti compaiono ancora con la numerazione precedente. Sul piano pratico la verifica non finisce con l’acquisto: i simulatori di parametri servono proprio a controllare periodicamente che l’apparecchio legga ciò che gli viene presentato.
Che cosa incide sul prezzo di un monitor multiparametrico
A parità di funzione di base il costo si muove su pochi assi concreti: quanti parametri misura e con quali moduli, la dimensione e la leggibilità dello schermo, la portabilità con la relativa batteria, la possibilità di collegarsi a una centrale di monitoraggio. Un apparecchio essenziale per l’osservazione ambulatoriale e uno da terapia intensiva con pressione invasiva e capnografia sono prodotti lontani, e confrontarli senza confrontare la dotazione porta fuori strada. La domanda utile non è quanto costa il monitor, ma quanto costa la configurazione che serve davvero.
Come scegliere fra i monitor in assortimento
Per restringere il campo bastano quattro domande, in quest’ordine. Quali parametri servono davvero, oggi e nel prossimo futuro del reparto: è la dotazione di moduli, ed esclude subito ciò che misura troppo poco. Dove lavorerà l’apparecchio: posto letto, carrello o spostamento continuo decidono formato, batteria e supporti. Su quali pazienti: adulti, pediatrici e neonati chiedono accessori e taglie dedicate, a partire da bracciali e sensori. Come si integra con il resto: chi deve archiviare o trasmettere i dati guarda alle connessioni e alla centrale di monitoraggio prima che allo schermo. Restano in gara pochi apparecchi, e da lì in avanti decide il turno: quanto si legge il display a tre metri e con la luce di traverso, quanto è semplice zittire un allarme con i guanti addosso, quanto è facile procurarsi il bracciale della misura giusta, il sensore di ricambio e la batteria nuova quando quella di serie non tiene più.
Domande frequenti
Il saturimetro misura un parametro solo, la saturazione di ossigeno con la frequenza del polso, e lo fa in modo puntuale o continuo ma sempre su quel fronte. Il monitor multiparametrico mette insieme più parametri sullo stesso schermo, con tracce, allarmi e storico dell'andamento. Se il bisogno è il controllo periodico della saturazione, il saturimetro basta e costa una frazione; se il paziente va tenuto sotto osservazione su più fronti contemporaneamente, serve il monitor.
I documenti tecnici indicano gli apparecchi per pazienti adulti e pediatrici, e alcuni modelli aggiungono la modalità neonatale, ma il punto pratico sta negli accessori: bracciali per la pressione e sensori di saturazione hanno taglie dedicate, e una misura da adulto su un bambino produce letture inaffidabili. Prima dell'acquisto si verifica che l'apparecchio dichiari la modalità e che le taglie necessarie siano disponibili come dotazione o come ricambio.
Dipende da dove lavora. Un apparecchio che resta al posto letto può stare su una mensola, su un braccio dedicato o su un morsetto agganciato alla testata; uno che gira fra le stanze sta meglio su un carrello regolabile in altezza, che lo tiene alla stessa quota di lettura e porta con sé i cavi. Un dettaglio da verificare prima dell'ordine: il carrello si accoppia al monitor tramite una piastra adattatrice, e la piastra dipende dal modello.