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Holter ECG

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L’Holter ECG, l’elettrocardiogramma delle 24 ore, registra in continuo l’attività elettrica del cuore mentre il paziente vive la sua giornata normale, in genere per 24 ore o più secondo la necessità clinica. In questa categoria trovi registratori Holter ECG con i loro software di analisi, dalle unità a poche derivazioni ai sistemi a dodici, con o senza collegamento senza fili, per ambulatori cardiologici, poliambulatori e studi che refertano il tracciato in proprio. È lo strumento che risponde alla domanda a cui l’ECG da studio non può rispondere: cosa fa questo cuore quando nessuno lo sta guardando, di giorno, di notte, sotto sforzo e a riposo, per tutto il tempo che serve a farsi sorprendere.

A cosa serve l’Holter ECG

Il tracciato da ambulatorio fotografa pochi secondi di attività cardiaca: se il disturbo è saltuario, la fotografia quasi sempre lo manca, per quanto la si ripeta. L’ECG secondo Holter ribalta la logica: registra tutto, per un giorno intero o più, e consegna all’analisi l’intera vita elettrica del periodo, dentro cui cercare le aritmie che vanno e vengono, le pause, gli episodi legati allo sforzo o al sonno che una visita non incontrerà mai per definizione. È un esame che lavora sul tempo e non sull’emergenza: si programma, l’apparecchio esce con il paziente al mattino e rientra il giorno dopo, e chi lo eroga ragiona in termini di calendario, di apparecchi che ruotano e di tempo di refertazione. Le domande tipiche sono le palpitazioni riferite ma mai documentate, le sincopi da inquadrare, il controllo di un’aritmia nota o di una terapia in corso, e in tutte la risposta sta in qualche minuto di tracciato nascosto dentro una giornata intera.

Com’è fatto un sistema Holter

Il sistema ha tre parti. Il registratore, piccolo e leggero, che il paziente porta addosso per tutta la durata dell’esame, collegato al torace tramite elettrodi. Il software di analisi, che a fine registrazione riceve ore di tracciato e le trasforma in un referto lavorabile, con il conteggio degli eventi, i trend della frequenza e i segmenti selezionati da rivedere a occhio umano. E i consumabili dell’esame, elettrodi da lunga durata e accessori di aggancio, che si rinnovano a ogni paziente e vivono nelle pagine dedicate. Un sistema si configura su un numero di derivazioni, e nei capitolati tecnici compaiono soluzioni a tre canali o superiori secondo le necessità di acquisizione della pratica clinica: più derivazioni, più punti di vista sullo stesso battito. Sul registratore contano anche i dettagli da indossare: peso e ingombro, perché il paziente ci dorme; la clip o la custodia con cui si porta; la semplicità con cui si avvia la registrazione, perché ogni esame parte dalle mani di chi lo applica e dalla chiarezza con cui il paziente capisce cosa deve e non deve fare per un giorno intero.

Le norme degli apparecchi Holter

Per gli apparecchi ECG ambulatoriali di tipo Holter esiste una norma tecnica specifica di sicurezza e prestazioni essenziali, la CEI EN 60601-2-47, e le apparecchiature rientrano nel quadro generale degli elettromedicali con la IEC 60601-1 per la sicurezza fondamentale e le norme per la compatibilità elettromagnetica. Nelle schede tecniche di prodotto il richiamo alla conformità a queste norme è comune, e per chi compra è il riferimento da cercare nella documentazione: i dispositivi Holter sono classificati fra i dispositivi medici attivi, e la carta che li accompagna racconta su quali basi sono stati progettati e provati, ed è parte della valutazione d’acquisto quanto le funzioni del software. Sui sistemi che trasmettono senza fili vale la pena leggere anche come il dato viaggia e dove si appoggia, perché quella parte non è più solo elettromedicale.

La giornata dell’esame: cosa serve perché riesca

La qualità di un Holter si gioca in tre momenti. L’applicazione: pelle preparata ed elettrodi da lunga durata ben posizionati, perché un contatto che salta alla decima ora butta via l’esame. Le istruzioni al paziente: diario dei sintomi, attività normali, e le poche avvertenze sul bagnare il registratore. La rimozione e lo scarico: il tracciato passa al software, l’analisi comincia, il referto chiude il cerchio e il registratore torna disponibile per il prossimo paziente in lista. Per l’ambulatorio che avvia il servizio, la dotazione si chiude con gli elettrodi adatti ai monitoraggi prolungati, che vivono nella pagina degli elettrodi ECG, e con una scorta di batterie o ricariche dimensionata sul calendario degli esami, perché il registratore che si spegne a metà notte trasforma una giornata di monitoraggio in una mezza risposta.

Come scegliere un sistema Holter

Il conto si fa sul numero di esami che l’ambulatorio prevede in un mese. Chi ne referta molti compra soprattutto il software, perché ventiquattro ore di tracciato le legge la macchina e l’occhio umano rivede solo i segmenti selezionati: è lì che si guadagna o si perde mezz’ora per paziente, ed è lì che una licenza costosa si ripaga. Chi avvia il servizio parte da un registratore semplice e da poche derivazioni, che bastano alle domande più frequenti, le palpitazioni riferite e il controllo di una terapia. Le derivazioni in più servono a chi cerca eventi da collocare sul cuore, e si decidono all’acquisto perché a un registratore non si aggiungono dopo. Va guardato il tragitto del dato, cioè come il tracciato esce dal registratore, come entra nel software e come ne esce il referto firmato, perché quel passaggio si ripete identico a ogni paziente e un collegamento senza fili toglie un cavo e un adattatore dal banco. E va contato quanti apparecchi servono davvero: con un registratore solo la lista si ferma al primo paziente che lo tiene due giorni, mentre due che ruotano tengono aperta l’agenda per tutta la settimana.

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