Test della Visione
Acquista online Test della Visione
I test della visione raccolti in questa categoria coprono ciò che una tavola da parete da sola non misura: il senso cromatico con le tavole tipo Ishihara, la visione da vicino con le tavole di lettura, la stereopsi e gli altri aspetti della funzione visiva che si valutano in ambulatorio. Sono gli strumenti di oculisti e ortottisti, ma anche della medicina del lavoro e dei certificatori, ovunque un aspetto della vista vada verificato e messo per iscritto. Per l’acutezza da lontano la strumentazione sta invece fra gli ottotipi: qui vivono i test che affiancano quell’esame.
Il senso cromatico: le tavole per il daltonismo
Il test del colore più riconoscibile è quello delle tavole di Ishihara: cerchi di punti colorati in cui chi ha una visione cromatica normale legge un numero e chi ha un deficit ne legge un altro, o non ne legge nessuno. È l’esame rapido con cui si intercettano le anomalie della visione dei colori, un controllo che pesa in molti contesti pratici, dagli screening scolastici alle idoneità professionali dove distinguere i colori fa parte del compito. I libretti si presentano in edizioni con un numero diverso di tavole, dalla versione breve da screening a quelle estese per la valutazione più fine, con i numeri per gli adulti e i percorsi da tracciare per i bambini che non leggono le cifre, e la loro cura è parte della misura: le tavole sbiadite dall’uso o dalla luce falsano l’esame, e un libretto va conservato chiuso e sostituito quando i colori non sono più quelli.
La visione da vicino: le tavole di lettura
La visione da vicino si valuta con tavole apposite, cartoncini con testi o simboli in corpi decrescenti che il paziente legge alla distanza di lettura. Sono lo strumento con cui si quantifica la presbiopia e si verifica una correzione da vicino, e stanno sulla scrivania di ogni studio che prescrive occhiali da lettura. Le versioni con simboli e con la E orientata coprono chi non legge, con la stessa logica degli ottotipi da parete. Sono strumenti semplici, tascabili, e proprio per questo viaggiano spesso nella borsa insieme al resto della dotazione da visita. La distanza di lettura dichiarata dalla tavola va rispettata come per l’esame da lontano: avvicinare o allontanare il cartoncino per far leggere una riga in più non aiuta il paziente, cambia solo la misura.
Come si somministra un test della visione
La forza di questi strumenti sta nelle condizioni standardizzate. L’esame dell’acutezza è monoculare: si copre un occhio senza comprimerlo e si ripete con l’altro, perché il risultato va registrato separatamente per ciascun occhio, e le istruzioni raccomandano di non strizzare l’occhio coperto e di usare la correzione abituale se normalmente la si porta. La distanza è fissa e dichiarata dal tipo di tavola: nei test di tipo Snellen la distanza classica è di 6 metri, e la misura vale solo se la distanza è rispettata. Il risultato si legge sulla riga più piccola letta correttamente, non sul numero totale di righe: è quella a determinare l’acuità dell’occhio esaminato. Chi somministra test tutto il giorno costruisce presto una routine fissa, stessa sequenza e stesse parole, ed è la routine, più di ogni strumento, a rendere i risultati confrontabili fra loro.
Decimi e frazioni: come si esprime il risultato
L’acutezza visiva può essere espressa in decimi, dove 10/10 corrisponde convenzionalmente alla visione normale e i valori inferiori indicano che si leggono solo le righe più grandi. Le tabelle ottometriche riportano anche le progressioni in frazioni, come 20/200, 20/100, 20/50, 20/40, 20/30, 20/25, 20/20, 20/15 e 20/10, utili per confrontare l’andamento lungo righe standardizzate. Sono due lingue per lo stesso dato, e gli strumenti di questa pagina le riportano secondo la tradizione della tavola: chi compila certificati impara in fretta a passare dall’una all’altra, e una tavola con entrambe le scale stampate accorcia il lavoro.
Test della visione a casa e in ambulatorio
I materiali tecnici ammettono l’autovalutazione domestica, con condizioni precise: ambiente ben illuminato, tabella stampata alla scala corretta, nei protocolli citati anche la stampa A4 al 100% e il posizionamento alla distanza predefinita. È un buon filtro per decidere se prenotare una visita, non un sostituto dell’esame: la misura valida dipende dal rispetto della distanza e delle condizioni di somministrazione, ed è quello che gli strumenti professionali di questa pagina rendono ripetibile. Per l’ambulatorio il criterio d’acquisto è la coerenza: gli stessi test, somministrati nello stesso modo, rendono confrontabili i risultati di pazienti e anni diversi.
Come scegliere i test della visione in assortimento
La scelta segue la pratica. Chi certifica idoneità tiene il set essenziale: tavole per il colore, tavola da vicino, e gli ottotipi da lontano nella stanza giusta. Chi lavora con i bambini aggiunge le versioni a simboli e i test adatti all’età. Chi visita fuori sede privilegia i formati tascabili e resistenti. Per tutti valgono le stesse attenzioni: edizioni integre e colori vivi per le tavole cromatiche, superfici pulibili, e la sostituzione senza rimpianti degli strumenti sbiaditi, perché un test della visione che ha perso i suoi colori o i suoi contrasti misura qualcosa che non è più la vista del paziente.
Domande frequenti
Esprimono lo stesso concetto in due scale diverse: i decimi sono la notazione europea, dove 10/10 corrisponde convenzionalmente alla visione normale, e 20/20 è l'equivalente nella notazione in piedi delle tabelle anglosassoni, che progrediscono lungo valori come 20/40, 20/30, 20/25 fino a 20/15 e 20/10. Un certificato italiano usa i decimi, molte tavole riportano entrambe le scale: il paziente è lo stesso, cambia solo la lingua del numero.
Perché i due occhi possono vedere in modo diverso, e la misura binoculare nasconderebbe l'occhio più debole dietro quello più forte. L'esame è monoculare: si copre un occhio senza comprimerlo, si legge, si registra, e si ripete con l'altro. Le istruzioni raccomandano anche di non strizzare l'occhio coperto e di tenere la correzione abituale se la si porta: il test misura la vista com'è nella vita reale del paziente, occhio per occhio.