Guanti Monouso
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I guanti monouso raccolgono le principali famiglie di guanti usa e getta per cucine professionali, laboratori alimentari, bar, hotel, catering, mense, RSA, ambulatori e imprese di pulizia. La scelta corretta dipende da reparto, durata dell’attività, contatto con alimenti, sensibilità tattile richiesta e livello di protezione atteso. In una linea B2B conviene ragionare per materiali: polietilene per operazioni rapide, vinile per attività leggere e frequenti, nitrile per resistenza e presa, lattice per elasticità e comfort. Verificare taglia, finitura, assenza di polvere, classe DPI o dispositivo medico e compatibilità con il piano HACCP evita riordini sbagliati e consumi inutili.
Aree e specializzazioni
Guanti monouso in lattice
I guanti in lattice sono indicati quando servono elasticità, aderenza alla mano e buona sensibilità durante lavori di preparazione, pulizia leggera o assistenza. La scelta dei guanti monouso in lattice va fatta tenendo conto della presenza o meno di polvere, delle allergie al lattice naturale e del tipo di contatto previsto. Nei reparti alimentari è preferibile orientarsi su versioni idonee al contatto con alimenti e senza polvere, così da ridurre residui indesiderati. Per confezioni ad alto consumo, come scatole da 100 pezzi o forniture più ampie, conviene uniformare taglie e colori per semplificare il riordino.
Guanti monouso in nitrile
I guanti in nitrile sono spesso la scelta più versatile per chi cerca resistenza meccanica, protezione da sostanze chimiche leggere e presa sicura anche in attività prolungate. La selezione dei guanti monouso in nitrile comprende varianti blu, nere o ad alta visibilità, con grammature e finiture diverse in base all’uso. Per cucina, laboratorio, pulizie professionali e assistenza sanitaria contano soprattutto senza polvere, taglia corretta e certificazioni come EN 374, quando è richiesta protezione verso agenti chimici o microrganismi. Le referenze Reflexx, come i guanti in nitrile neri senza polvere Reflexx 78 o le versioni Full Grip Reflexx N85, sono esempi di scelta orientata a presa, robustezza e continuità operativa.
Guanti monouso in polietilene
I guanti in polietilene sono adatti a operazioni molto rapide, come servizio self service, banco ortofrutta, manipolazione semplice di alimenti confezionati o passaggi dove il cambio frequente è più importante della sensibilità tattile. I guanti monouso in polietilene per alimenti hanno un costo d’uso contenuto e sono pratici quando il personale deve indossarli e toglierli molte volte durante il turno. Di solito sono guanti ambidestri, facili da distribuire in punti di prelievo vicino al banco o alla linea di servizio. Non sono la scelta giusta per impasti lunghi, lavorazioni umide intense o attività con detergenti, dove è meglio passare a nitrile o vinile.
Guanti monouso in vinile
I guanti in vinile coprono attività leggere, preparazioni non grasse, pulizie a basso rischio e utilizzi frequenti in cui serve un compromesso tra praticità e costo. La categoria dei guanti monouso in vinile è utile per chi vuole evitare il lattice naturale ma non necessita della resistenza tipica del nitrile spessorato. Nella scelta per alimenti va controllata l’idoneità MOCA quando il guanto entra a contatto diretto con ingredienti o preparazioni. Tra le alternative professionali, i guanti in vinile trasparenti senza polvere Reflexx 36 rappresentano una fascia pensata per uso frequente e cambio rapido.
Criteri di scelta per reparti HoReCa e sanitario
Per una cucina professionale la prima distinzione riguarda il tipo di alimento e la durata del contatto. Per impastare alimenti, lavorare preparazioni umide o gestire condimenti grassi, meglio scegliere nitrile idoneo al contatto alimentare, perché offre una presa più stabile rispetto al polietilene. Per servizio veloce, banco pane, ortofrutta o piccole manipolazioni, il polietilene resta più pratico. Per lavorazioni leggere e ricambi continui, il vinile può ridurre il costo d’uso senza appesantire il magazzino.
In pulizia, housekeeping e sanificazione conta la resistenza del materiale al detergente impiegato. Il nitrile è preferibile quando l’operatore usa prodotti sgrassanti, disinfettanti o soluzioni alcaline non aggressive, mentre lattice e vinile vanno scelti solo se compatibili con la scheda tecnica del prodotto utilizzato. In ambito sanitario o assistenziale, la presenza della marcatura come dispositivo medico, il riferimento a EN 455 e il valore AQL aiutano a leggere il livello qualitativo della fornitura. Per attività con schizzi, aerosol o contatto con materiali biologici non conviene scegliere solo in base al prezzo.
Normativa, confezioni e gestione del magazzino
I guanti uso alimentare devono essere valutati in relazione al Reg. CE 1935/2004 sui materiali destinati al contatto con alimenti e, dove pertinente, alle buone pratiche di fabbricazione del Reg. CE 2023/2006. Per i DPI, il riferimento generale è il Reg. UE 2016/425, mentre i guanti medicali rientrano nella disciplina dei dispositivi medici secondo il Reg. UE 2017/745. Questi riferimenti non sostituiscono la scheda prodotto, ma aiutano il buyer a distinguere tra guanto per servizio leggero, guanto per protezione chimica e guanto medicale.
Nel riordino conviene separare le scorte per reparto: nitrile per cucina, pulizia e assistenza, polietilene per servizio veloce, vinile per attività leggere, lattice solo dove non ci sono criticità allergiche. Le confezioni da 100 pezzi sono comode per il controllo del consumo giornaliero, mentre l’acquisto in quantità maggiori riduce i riordini ripetuti. Evita di usare un unico guanto per tutte le attività: un modello troppo leggero si rompe prima, uno troppo tecnico aumenta il costo dove non serve. Per completare la protezione degli operatori, si può abbinare la scelta dei guanti a camici, cuffie e grembiuli nella sezione abbigliamento monouso professionale.
La scelta più efficace parte da una mappa semplice: alimento o detergente, durata del contatto, rischio, taglia, frequenza di cambio. Per banco e servizio rapido conviene polietilene, per attività leggere vinile, per protezione e presa nitrile, per comfort ed elasticità lattice dove ammesso. Così i guanti monouso per alimenti, pulizia e assistenza restano coerenti con reparto, normativa e consumo reale.
Domande frequenti
Per chi ha una sensibilità nota alle proteine del lattice naturale, la scelta ricade su nitrile, vinile o polietilene, materiali sintetici che non contengono l'allergene alla base della reazione. Tra questi il nitrile resta il più vicino al lattice per elasticità e sensibilità tattile, quindi è la sostituzione più diretta per lavorazioni che richiedono precisione. Il vinile copre bene compiti leggeri a basso rischio con un costo contenuto, mentre il polietilene serve solo per passaggi molto brevi e non regge lavorazioni prolungate. In una struttura con più operatori conviene evitare del tutto il lattice in reparti condivisi, così non serve gestire scorte separate per il personale sensibile.
Il nitrile è la scelta più stabile per compiti che comportano contatto ripetuto con detergenti e disinfettanti: la gomma sintetica non si rigonfia né perde consistenza come capita ad altri materiali dopo minuti di esposizione. Il lattice tiene bene su prodotti a base acquosa ma perde elasticità più in fretta con solventi e alcol, quindi va bene solo per passaggi brevi con quei prodotti. Vinile e polietilene hanno una barriera più sottile: un liquido aggressivo può attraversarla in pochi minuti anche se il guanto sembra ancora integro, un rischio da non sottovalutare con prodotti corrosivi o irritanti. Per un turno intero a contatto con chimica di pulizia, il nitrile resta l'unico dei quattro pensato per quel tipo di esposizione prolungata.
Il polietilene resta il materiale con il costo per pezzo più basso, perché richiede meno lavorazione ed è pensato per un contatto brevissimo con il prodotto. Il vinile si colloca in una fascia intermedia, con un costo superiore al polietilene ma inferiore a nitrile e lattice, e offre un compromesso accettabile per attività leggere e ripetute. Nitrile e lattice hanno un costo per pezzo più alto perché offrono maggiore resistenza, elasticità e durata durante l'uso. Il prezzo più basso conviene solo se il compito è davvero breve: un guanto economico che si rompe spesso durante lavorazioni più lunghe finisce per costare di più tra scarti e tempo perso a cambiarlo.
Il nitrile è il materiale più adatto al contatto con oli, grassi e condimenti, perché mantiene la presa e la barriera anche quando la superficie diventa scivolosa, condizione tipica di impasti, marinature e preparazioni di carne o pesce. Il vinile e il polietilene tendono a perdere aderenza più rapidamente su superfici unte, con un rischio maggiore che il guanto scivoli sulla mano durante il lavoro. Il lattice offre una buona sensibilità tattile ma va valutato con attenzione se il contatto con grassi è prolungato, perché il materiale naturale si altera più facilmente rispetto alla gomma sintetica. Per lavorazioni grasse continuative il nitrile resta la scelta più affidabile tra i quattro materiali.
Sul catalogo il vinile porta la stessa marcatura DPI III e dispositivo medico del nitrile e del lattice: la differenza non è una classe di protezione inferiore, ma la tenuta del materiale sotto sforzo e a contatto con liquidi. Il vantaggio pratico è nel prezzo: una confezione da 100 pezzi in vinile costa meno di una equivalente in lattice, un risparmio che si sente in reparti dove il cambio guanto è frequente ma il rischio resta basso, come confezionamento o servizio a banco. Non è la scelta giusta per afferrare oggetti scivolosi o piegare a lungo le dita: il vinile è più rigido e tende a spaccarsi prima del lattice sotto sforzo ripetuto. Conviene quando il numero di cambi conta più della resistenza del singolo guanto.