Vetrine Refrigerate
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata
Fascia di prezzo: da €1.241,47 a €1.972,72€1.017,60 – €1.616,98 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata 431 L Nera…
€2.095,00€1.717,21 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata 280 L Nera…
€1.329,86€1.090,05 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata 98 L Nera…
€599,69€491,55 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata 68 L Nera…
€534,36€438,00 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata 280 L Nera…
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Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata 235 L Nera…
€1.302,96€1.068,00 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata Negativo 431 L…
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Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata Negativo 280 L…
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Bottle Cooler Statico 315 L Porta Scorrevole G-BC500BPS
€1.616,96€1.325,38 + IVA
Bottle Cooler Statico Porta a Battente
Fascia di prezzo: da €1.083,91 a €1.575,81€888,45 – €1.291,65 + IVA
Vetrina Refrigerata 4 Lati Ventilata Bianca
Fascia di prezzo: da €534,36 a €1.329,86€438,00 – €1.090,05 + IVA
Espositore Refrigerato Vetro Curvo
Fascia di prezzo: da €634,28 a €976,31€519,90 – €800,25 + IVA
Vetrina Refrigerata da Banco Ventilata con Griglie
Fascia di prezzo: da €799,53 a €945,56€655,35 – €775,05 + IVA
Espositore Refrigerato Murale
Fascia di prezzo: da €2.017,18 a €2.639,75€1.653,43 – €2.163,73 + IVA
Vetrina Refrigerata da Banco Ventilata 4 Lati
Fascia di prezzo: da €1.030,11 a €1.241,47€844,35 – €1.017,60 + IVAAcquista online Vetrine Refrigerate
Le vetrine refrigerate sono il banco che vende con gli occhi: attrezzature che espongono e conservano a temperatura controllata i prodotti alimentari deperibili, tenendoli allo stesso tempo visibili al cliente e al sicuro dal caldo del locale. In questa categoria trovi vetrine refrigerate da banco e murali, ventilate e statiche, a temperatura positiva o negativa, per bar, gastronomie, pasticcerie, macellerie e negozi alimentari, dentro il ramo della refrigerazione professionale, dove convivono con gli armadi frigoriferi della conservazione chiusa, i tavoli refrigerati del lavoro in cucina e le varianti specializzate come le vetrine refrigerate pasticceria e le vetrine sushi. La vetrina ha un compito doppio e delicato: mostrare bene la merce e conservarla bene, due obiettivi che non vanno sempre d’accordo. Che cosa fa davvero, quali regole di contatto alimentare deve rispettare e come si sceglie sono le tre cose da avere chiare prima di ordinare.
La vetrina refrigerata espone e conserva, ma non raffredda
C’è un equivoco tecnico diffuso che vale la pena chiarire subito: le vetrine refrigerate sono destinate alla conservazione a breve termine e alla vendita di prodotti alimentari preraffreddati fino alla temperatura della vetrina stessa. La vetrina, in altre parole, mantiene ciò che riceve: non è pensata per portare giù la temperatura di un prodotto caldo o appena preparato, compito che spetta all’abbattitore o alla cella frigorifera. Mettere in vetrina un prodotto non ancora raffreddato significa chiedere alla macchina un lavoro per cui non è stata progettata: la temperatura di tutto il ripiano sale e l’impianto va sotto sforzo. È la regola d’oro di ogni banco che funziona: in vetrina entra soltanto ciò che è già alla temperatura giusta, e la vetrina si limita a tenercelo.
Le regole del contatto alimentare
La vetrina è a tutti gli effetti un’attrezzatura a contatto con gli alimenti, e il quadro normativo va letto per quello che dice. La cornice generale è il regolamento CE 1935/2004: vale per qualunque materiale destinato al contatto con gli alimenti e chiede al fornitore una dichiarazione di conformità. Il regolamento UE 10/2011, che nelle schede compare spessissimo, è invece la misura specifica sulle materie plastiche: riguarda guarnizioni, vaschette e ripiani in plastica, non l’acciaio inox né il vetro di cui la vetrina è fatta, e pretenderlo per la struttura significa chiedere il documento sbagliato. Per l’acciaio a contatto con gli alimenti valgono le liste nazionali dei tipi ammessi. Restano poi gli obblighi d’uso, i più concreti di tutti: le superfici a contatto con gli alimenti devono rendere minimi i rischi di contaminazione, vanno tenute pulite e, se necessario, disinfettate, e mantenute in buono stato con una regolare manutenzione. C’è infine un requisito che i controlli guardano sempre: le vetrine per prodotti deperibili devono avere un termometro a lettura esterna, perché la temperatura deve poter essere verificata senza aprire nulla, in qualsiasi momento della giornata.
Materiali e ambiente di lavoro della vetrina refrigerata
Sul piano costruttivo, l’acciaio inox AISI 304 è il materiale comunemente impiegato per le superfici in contatto alimentare, mentre l’esterno può essere verniciato in tinta, dal bianco al nero, perché lavora sull’immagine del banco e non sull’alimento; l’isolamento in poliuretano iniettato riduce le dispersioni termiche. C’è però un fattore esterno che pesa quanto la costruzione: la scelta e l’uso della vetrina dipendono dalle condizioni ambientali di esercizio, in particolare dalla temperatura e dall’umidità relativa. È il dato che spiega perché la stessa vetrina lavori bene in un negozio climatizzato e a fatica in una gastronomia estiva senza aria condizionata: la classe climatica dichiarata va confrontata con il locale reale, non con quello ideale del catalogo.
La vetrina nel banco di vendita
Dentro il ramo della refrigerazione professionale la vetrina sta sul confine fra il magazzino e il cliente: dietro di lei gli armadi conservano le scorte e i tavoli refrigerati servono la preparazione, davanti a lei c’è chi compra. Questa posizione le impone due qualità che le altre attrezzature non hanno: deve essere illuminata bene, perché il prodotto esposto vende soltanto se si vede, e impeccabile nell’igiene, perché il cliente ci guarda dentro da vicino. Le famiglie specializzate del ramo nascono da questo doppio compito, declinato per tipo di prodotto: il gelato, la pasticceria fresca e il pesce crudo del sushi chiedono temperature, tassi di umidità e geometrie di esposizione diverse fra loro.
Anche dentro questa categoria la scala è a più gradini, e il formato conta quanto la temperatura. Le vetrine da banco, tonde o a vetro curvo, si appoggiano sul piano della cassa e servono il dolce del passaggio; gli espositori murali e i modelli di maggiore volume lavorano sul flusso di un negozio intero. Accanto alle versioni a temperatura positiva, quelle del salume e del dolce da consumare in giornata, ci sono quelle a temperatura negativa per i prodotti da tenere sotto zero. E ci sono i bottle cooler, che espongono bevande confezionate invece di alimenti sfusi: ripiani, porte e consumi seguono un contenuto che non teme la luce e non si asciuga, e non si giudicano coi criteri di una vetrina da gastronomia.
Come scegliere le vetrine refrigerate
Comanda il prodotto: la temperatura di esercizio e il tasso di umidità si scelgono su ciò che si esporrà davvero ogni giorno, perché il salume affettato e il dolce alla crema non chiedono lo stesso clima, e i surgelati partono dal negativo. L’ambiente: la classe climatica dichiarata va confrontata con il locale reale in cui si lavora, temperatura e umidità comprese, altrimenti le prestazioni promesse restano soltanto sulla carta della scheda. Il posto: il piano della cassa regge un modello da banco, una parete libera chiede un murale, e le misure si prendono prima. La conformità: la dichiarazione del fornitore per il contatto alimentare, con il riferimento giusto per ogni materiale, e il termometro a lettura esterna, che è un requisito, non un accessorio. La pulizia: superfici lisce, angoli accessibili e componenti smontabili decidono quanto sarà facile tenere la vetrina in ordine ogni giorno, e una vetrina difficile da pulire diventa presto una vetrina sporca. C’è un dettaglio che dice se una vetrina sta lavorando come deve, e chiunque può leggerlo senza aprire niente: il termometro esterno. Se a metà pomeriggio segna la temperatura prevista, con il locale pieno e la porta che si apre di continuo, allora il vetro pulito e la luce che fa sembrare il prodotto appena messo dentro stanno raccontando una cosa vera. Quando invece il numero sale ogni volta che il negozio si riempie, la vetrina è bella e sta conservando male: fra i due modi di sbagliare è il peggiore, perché una vetrina sporca la vede anche il cliente, una vetrina calda no.
Domande frequenti
No. Il banco espositivo mantiene la temperatura che riceve, non la abbassa: portare giù un prodotto caldo è compito dell'abbattitore o della cella. Un piatto ancora tiepido appoggiato sul ripiano alza la temperatura di tutto quello che ha intorno e tiene l'impianto sotto sforzo per ore. La regola pratica è una sola: prima si raffredda, poi si espone.
Il termometro a lettura esterna è espressamente richiesto per l'esposizione dei deperibili, così la temperatura è verificabile senza aprire. Serve poi la dichiarazione di conformità del fornitore per il contatto alimentare, che si appoggia al regolamento CE 1935/2004 per qualunque materiale e al regolamento UE 10/2011 soltanto per le parti in plastica. Restano infine i materiali che rendano minimi i rischi di contaminazione e una manutenzione regolare.