Emergenza e Rianimazione
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L’emergenza e rianimazione è il ramo dei minuti che contano: i dispositivi e i presidi che intervengono quando una vita è in immediato pericolo, dal soccorso sul territorio fino al carrello delle urgenze di ogni struttura sanitaria. In questa categoria trovi le famiglie della catena del soccorso: i defibrillatori per l’arresto cardiaco, i palloni di rianimazione con le cannule di Guedel e i laringoscopi per le vie aeree, i tourniquet per il controllo delle emorragie, le barelle con gli immobilizzatori spinali per il trasporto del traumatizzato, e le pompe di infusione per le terapie che non possono aspettare. Il sistema dell’emergenza italiana ha parole precise, una rete che le mette in pratica e una logica di dotazione che discende da entrambe.
Emergenza e urgenza: le parole hanno un peso
Il Ministero della Salute distingue i due termini con precisione: l’emergenza è una condizione con immediato pericolo di vita e richiede interventi terapeutici e salvavita immediati o nel più breve tempo possibile, mentre l’urgenza non presenta immediato pericolo di vita e richiede interventi entro breve tempo. Le situazioni di emergenza sanitaria includono, fra le altre, la difficoltà o assenza di respiro, il dolore al petto, la perdita di coscienza prolungata, il trauma con emorragie evidenti, il soffocamento, l’avvelenamento, l’annegamento e le ustioni: l’elenco che ogni operatore del soccorso conosce a memoria e che disegna il perimetro clinico di questo ramo. La distinzione fra le due parole non è burocrazia linguistica: decide le priorità operative, i tempi di risposta e le dotazioni da tenere pronte, perché ciò che serve nell’emergenza vera deve essere già pronto prima che l’emergenza arrivi, non si prepara dopo.
La rete del soccorso: 118, 112 e le sue fasi
L’Italia ha costruito attorno all’emergenza un sistema: il 118 è il numero telefonico unico su tutto il territorio nazionale per la richiesta di soccorso sanitario nelle situazioni di emergenza-urgenza, e il NUE 112, il numero unico europeo, può instradare la chiamata verso il servizio competente. La Rete dell’emergenza-urgenza comprende una fase di allarme affidata alle centrali operative 118 e fasi di risposta territoriale e ospedaliera integrate: dalla chiamata alla centrale fino al mezzo di soccorso, dal territorio fino al pronto soccorso ospedaliero, ogni anello della rete ha i suoi tempi e le sue attrezzature dedicate. Sul fronte dei dispositivi, la legge 116/2021 disciplina l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici: il tema dei dispositivi per la rianimazione e il soccorso cardiaco è regolato a livello nazionale, e la dotazione di questo ramo vive per intero dentro quel quadro normativo.
La dotazione essenziale del soccorso
I documenti tecnici regionali sui servizi di emergenza elencano l’attrezzatura essenziale per il pronto soccorso e la rianimazione cardiopolmonare di base: il pallone autoespansibile con le maschere facciali e le cannule orofaringee, insieme a sfigmomanometro, fonendoscopio, laccio emostatico, siringhe, farmaci di pronto intervento e materiale per medicazione. È una lista che racconta la filosofia del soccorso: poche cose, quelle giuste, tutte pronte e tutte nello stesso posto, perché nell’emergenza non si va a cercare nulla, si allunga la mano e si prende. Sopra quella base sta la gestione avanzata delle vie aeree, con i tubi endotracheali, le maschere laringee che si posizionano senza laringoscopia e i ventilatori polmonari da trasporto: presidi che chiedono una mano addestrata e che sul territorio arrivano con il mezzo di soccorso, non con il primo passante. Le famiglie di questo ramo estendono quella lista essenziale verso l’alto e verso il complesso, dal defibrillatore che riporta il ritmo cardiaco alla pompa di infusione che dosa la terapia in frazioni di millilitro all’ora, ma la logica di fondo resta sempre la stessa: ogni presidio deve farsi trovare esattamente al suo posto, funzionante e pronto, nel momento in cui i minuti cominciano a contare davvero. E tutto questo viaggia: borse, zaini modulari e valigette rigide non sono il contorno del soccorso sul territorio, sono il modo in cui la dotazione arriva sul posto già ordinata.
Il ramo nel catalogo sanitario
Dentro gli articoli sanitari l’emergenza e rianimazione è il ramo trasversale per definizione: le sue dotazioni stanno nelle ambulanze e nei pronto soccorso, ma anche negli ambulatori, nelle aziende con i loro obblighi, dove prendono la forma della cassetta di pronto soccorso e della stazione a muro per il lavaggio oculare, e nei luoghi aperti al pubblico, perché l’emergenza non sceglie mai il luogo dove presentarsi. Confina con l’ossigenoterapia e aerosol, che fornisce l’ossigeno terapeutico e le maschere con cui si somministra, con l’ortopedia e compressione, che prosegue nel tempo il lavoro cominciato con le immobilizzazioni, e con la degenza ospedaliera, il punto dove il paziente soccorso arriva infine e viene accolto per la cura. È il ramo del prima per eccellenza: tutto ciò che contiene esiste in funzione di un momento che nessuno può programmare in agenda.
Come orientarsi nel ramo emergenza e rianimazione
Il contesto detta l’elenco: il mezzo di soccorso, il pronto soccorso ospedaliero, l’ambulatorio e il luogo pubblico hanno dotazioni codificate diverse fra loro, e la composizione segue sempre i riferimenti tecnici del proprio ambito. La prontezza: ogni presidio va tenuto controllato, rifornito e al suo posto, perché la dotazione d’emergenza vale solo se è pronta al cento per cento. Le persone: la formazione delle persone che useranno i presidi, dal corso BLSD in su, è parte della dotazione esattamente quanto gli oggetti stessi. Le scadenze: i materiali, i farmaci e i consumabili dell’emergenza scadono quasi sempre senza essere mai stati usati, ed è la migliore delle notizie; la gestione puntuale delle sostituzioni è semplicemente il prezzo della prontezza. Il giorno in cui tutto questo serve davvero nessuno legge una scheda tecnica. Che nello zaino ci siano la cannula orofaringea della misura giusta, la maschera che tiene sul viso di un bambino e le placche del defibrillatore ancora in data è una decisione presa mesi prima, in un pomeriggio tranquillo, da qualcuno che ha controllato una lista fino in fondo e ha rimesso ogni cosa nella tasca dove qualcun altro andrà a cercarla.
Domande frequenti
Nel linguaggio ministeriale, l'emergenza mette la vita in pericolo immediato e pretende un intervento salvavita subito o nel minor tempo possibile; l'urgenza va trattata in fretta ma senza quel pericolo immediato. Nel primo gruppo rientrano quadri come respiro assente o difficoltoso, dolore toracico, incoscienza prolungata, traumi con sanguinamenti importanti, soffocamento, avvelenamenti, annegamento e ustioni.
Secondo i documenti tecnici regionali servono il pallone autoespansibile con le sue maschere e le cannule orofaringee, affiancati da misuratore di pressione, fonendoscopio, laccio emostatico, siringhe, farmaci d'intervento immediato e occorrente per medicare. L'idea guida: pochi presidi, scelti bene, raccolti in un unico punto raggiungibile in un gesto. Il defibrillatore, disciplinato dalla legge 116/2021, aggiunge a questa base il soccorso cardiaco.