Stampelle e Bastoni
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Stampelle e bastoni sono gli ausili che restituiscono il cammino a chi lo ha perso in parte: un punto d’appoggio in più tra il corpo e il pavimento, che scarica peso, aggiunge equilibrio e rimette in movimento dopo un intervento, un trauma o con una debolezza che avanza. In questa categoria trovi bastoni da deambulazione, stampelle canadesi e stampelle ascellari, per il recupero post-operatorio, la riabilitazione e il sostegno quotidiano di chi cammina con prudenza. Sono tre famiglie diverse per costruzione e per uso, e sceglierle bene significa capire quale parte del corpo deve lavorare al posto della gamba che non può. La pagina segue la progressione naturale del sostegno, dalla mano al gomito all’ascella, e chiude con i criteri concreti per ordinare l’ausilio nella misura e nella configurazione giuste.
Bastoni da deambulazione: l’appoggio della mano
Il bastone da deambulazione è l’ausilio essenziale: impugnatura, asta e puntale, si tiene in mano e fornisce sostegno ed equilibrio nel cammino, senza alcun supporto per l’avambraccio. È l’aiuto di chi ha bisogno di un terzo punto d’appoggio ma conserva forza e presa: la mano scarica una parte del peso, il puntale ancora il passo, e l’equilibrio guadagna il margine che rassicura. La famiglia comprende anche le varianti a base allargata, tripodi e quadripodi, che nel tariffario del Ministero della Salute compaiono accanto alle stampelle fra gli ausili per la deambulazione: più punti a terra, più stabilità, per chi trova il puntale singolo troppo poco. Il bastone è anche l’ausilio della lunga convivenza: molte persone lo usano per anni, ogni giorno, ed è per loro che contano il peso ridotto, l’impugnatura anatomica e un’estetica che non faccia sentire l’oggetto come una resa.
Stampelle canadesi: il sostegno del gomito
La stampella canadese aggiunge un elemento che cambia la meccanica: il supporto per il gomito sopra l’impugnatura, con asta e puntale a completare la struttura. L’avambraccio entra nel lavoro di sostegno, e il carico si distribuisce fra mano e gomito: per questo la canadese serve chi deve scaricare una gamba in modo consistente, tipicamente dopo interventi e fratture, e chi affronta un percorso riabilitativo dove l’appoggio deve essere solido e ripetibile. È l’ausilio a cui si riferisce la norma UNI EN ISO 11334-1, che riguarda gli ausili per la deambulazione manipolati con un solo braccio e ne definisce requisiti e metodi di prova: un oggetto semplice con una cornice tecnica seria, perché sostiene una persona a ogni passo. La regolazione in altezza, tipica di queste aste, accompagna il percorso: si cambia la misura con un pulsante, si adatta l’ausilio alla persona e alle scarpe, e la stessa coppia serve dall’uscita dall’ospedale all’ultimo controllo.
Stampelle ascellari e la mappa degli ausili
La terza famiglia è la stampella con appoggio ascellare: impugnatura verticale e appoggio orizzontale sotto l’ascella, la configurazione che sposta il sostegno ancora più in alto. Nella classificazione sanitaria italiana bastoni, canadesi e ascellari sono tipologie distinte di ausili, e la mappa internazionale di riferimento è lo standard ISO 9999, diverso dalla codifica del Nomenclatore Tariffario: due sistemi che descrivono lo stesso mondo per scopi diversi, la classificazione tecnica da un lato e quella amministrativa dall’altro. Per chi compra, la sostanza è la scelta clinica: quale ausilio, per quanto tempo e con quale carico ammesso li stabilisce il medico o il fisioterapista, e l’acquisto esegue quella indicazione, nella misura e nella quantità prescritte. Sapere che le famiglie sono tre, e distinte anche per la classificazione, aiuta soprattutto a non comprare l’ausilio sbagliato per abitudine o sentito dire.
Il resto del percorso riabilitativo
Stampelle e bastoni raramente lavorano da soli: sono un capitolo del percorso che la categoria riabilitazione e mobilità copre per intero. Quando il cammino non basta ci sono le sedie a rotelle; per il lavoro muscolare che riporta forza e controllo ci sono gli esercitatori per fisioterapia; per la sicurezza domestica nelle stanze difficili ci sono gli ausili per il bagno. L’ausilio giusto al momento giusto è la logica di tutto il ramo: la stampella di oggi prepara il bastone di domani, e il bastone prepara il cammino libero. Comporre la dotazione guardando l’intero percorso evita gli acquisti doppi e le attese: chi esce da un intervento sa già quali tappe lo aspettano, e la casa può farsi trovare pronta.
Come scegliere stampelle e bastoni in assortimento
Quattro criteri chiudono l’ordine. Il tipo: bastone per l’equilibrio e gli scarichi leggeri, canadese per il carico riabilitativo, ascellare dove l’indicazione clinica la richiede, base allargata per la stabilità in più. La regolazione: l’altezza corretta si misura sulla persona, e l’asta regolabile permette di seguirla nel percorso. L’impugnatura e il puntale: la presa comoda per mani che lavorano a lungo, il puntale antiscivolo in buono stato, che è il vero pneumatico dell’ausilio. La coppia o il singolo: molti percorsi partono con due canadesi e finiscono con una, e l’assortimento deve poterlo seguire. Con queste risposte, stampelle e bastoni fanno il loro lavoro antico: rimettere in piedi le persone che la vita ha rallentato, un appoggio alla volta, dal primo passo incerto del recupero fino al giorno in cui restano appese dietro una porta, pronte per la prossima volta.
Domande frequenti
Il supporto per l'avambraccio: il bastone ha solo impugnatura, asta e puntale, e affida tutto alla mano, quindi serve a chi cerca equilibrio e uno scarico leggero. La canadese aggiunge l'appoggio per il gomito, distribuisce il carico fra mano e avambraccio e sostiene scarichi importanti, tipici del recupero da interventi e fratture. Quale serva, e con quanto carico, lo indica il medico o il fisioterapista.
Sulla persona, non a occhio: con le braccia rilassate lungo i fianchi, l'impugnatura dovrebbe arrivare all'altezza del polso, così il gomito lavora con una leggera flessione. Le aste regolabili con fori e pulsanti permettono di trovare la misura e di correggerla nel tempo. Una regolazione sbagliata scarica male il peso e affatica polso e spalla: vale la pena farsela controllare da chi segue il percorso.