Stampelle e Bastoni
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Stampelle e bastoni sono gli ausili che restituiscono il cammino a chi lo ha perso in parte: un punto d’appoggio in più tra il corpo e il pavimento, che scarica peso, aggiunge equilibrio e rimette in movimento dopo un intervento, un trauma o con una debolezza che avanza. In questa categoria trovi bastoni da deambulazione, stampelle canadesi e stampelle ascellari, insieme alle varianti a più punti d’appoggio e ai ricambi che tengono in servizio l’ausilio, per il recupero post-operatorio, la riabilitazione e il sostegno quotidiano di chi cammina con prudenza. Sono famiglie diverse per costruzione e per uso, e sceglierle bene significa capire quale parte del corpo deve lavorare al posto della gamba che non può.
Bastoni da deambulazione: l’appoggio della mano
Il bastone da deambulazione è l’ausilio essenziale: impugnatura, asta e puntale, si tiene in mano e fornisce sostegno ed equilibrio nel cammino, senza alcun supporto per l’avambraccio. È l’aiuto di chi ha bisogno di un terzo punto d’appoggio ma conserva forza e presa: la mano scarica una parte del peso, il puntale ancora il passo, e l’equilibrio guadagna il margine che rassicura. La famiglia comprende anche le varianti a base allargata, tripodi e quadripodi, che nel Nomenclatore Tariffario dell’assistenza protesica, l’allegato al DPCM sui livelli essenziali di assistenza, compaiono accanto alle stampelle fra gli ausili per la deambulazione utilizzati con un braccio. Il bastone è anche l’ausilio della lunga convivenza: molte persone lo usano per anni, ogni giorno, ed è per loro che contano il peso ridotto, l’impugnatura anatomica e un’estetica che non faccia sentire l’oggetto come una resa.
Bastoni pieghevoli, con sedile e a base allargata
Dentro la famiglia dei bastoni le varianti rispondono a problemi precisi. Il pieghevole si chiude in più segmenti e sta in borsa: serve a chi cammina bene per tratti brevi ma vuole l’appoggio pronto quando la strada si allunga, ed è spesso il primo ausilio che una persona accetta di portare con sé. Il modello con sedile incorporato aggiunge una seduta che si apre in pochi secondi, per le code, le attese e i percorsi dove non c’è dove sedersi. Il tripode e il quadripode allargano la base a tre o quattro piedini: restano in piedi da soli, non cadono a terra ogni volta che si appoggiano al muro e danno stabilità a chi trova il puntale singolo troppo poco. Ci sono poi i modelli con luce e segnalatore acustico, pensati per chi esce di casa da solo quando è buio. I materiali attraversano tutte le varianti: l’alluminio, leggero e regolabile con fori e pulsante, da una parte, il legno di faggio o di castagno dall’altra, con manico curvo o a T, che non si regola e si taglia una volta sola sulla misura della persona.
Stampelle canadesi: il sostegno del gomito
La stampella canadese aggiunge un elemento che cambia la meccanica: il supporto per il gomito sopra l’impugnatura, con asta e puntale a completare la struttura. L’avambraccio entra nel lavoro di sostegno, e il carico si distribuisce fra mano e gomito: per questo la canadese serve chi deve scaricare una gamba in modo consistente, tipicamente dopo interventi e fratture, e chi affronta un percorso riabilitativo dove l’appoggio deve essere solido e ripetibile. È l’ausilio a cui si riferisce la norma UNI EN ISO 11334-1, la parte dedicata proprio alle stampelle con appoggio al gomito dentro la serie sugli ausili per la deambulazione manipolati con un solo braccio, che ne fissa requisiti e metodi di prova, dalla resistenza a fatica alla capacità di carico statico. La regolazione in altezza accompagna il percorso: si cambia la misura con un pulsante, si adatta l’ausilio alla persona e alle scarpe, e la stessa coppia serve dall’uscita dall’ospedale all’ultimo controllo. Esistono anche in misura pediatrica, con corse di regolazione corte, perché un bambino con una canadese da adulto la usa male e si stanca prima.
Stampelle ascellari e la mappa degli ausili
La terza famiglia è la stampella con appoggio ascellare: impugnatura verticale e appoggio orizzontale sotto l’ascella, la configurazione che sposta il sostegno ancora più in alto, in alluminio o in acciaio inox e con una scala di misure che segue la statura. Nella classificazione sanitaria italiana bastoni, canadesi e ascellari sono tipologie distinte di ausili, e la mappa internazionale di riferimento è lo standard ISO 9999, diverso dalla codifica del Nomenclatore Tariffario: due sistemi che descrivono lo stesso mondo per scopi diversi, la classificazione tecnica da un lato e quella amministrativa dall’altro. Per chi compra, la sostanza è la scelta clinica: quale ausilio, per quanto tempo e con quale carico ammesso li stabilisce il medico o il fisioterapista, e l’acquisto esegue quella indicazione, nella misura e nella quantità prescritte.
Il resto del percorso riabilitativo
Stampelle e bastoni raramente lavorano da soli: sono un capitolo del percorso che la categoria riabilitazione e mobilità copre per intero. Quando il cammino non basta ci sono le sedie a rotelle; per il lavoro muscolare che riporta forza e controllo ci sono gli esercitatori per fisioterapia; per la sicurezza domestica nelle stanze difficili ci sono gli ausili per il bagno. L’ausilio giusto al momento giusto è la logica di tutto il ramo: la stampella di oggi prepara il bastone di domani, e il bastone prepara il cammino libero.
Come scegliere stampelle e bastoni in assortimento
Il tipo lo detta l’indicazione clinica: bastone dove servono equilibrio e uno scarico leggero, canadese dove il carico da togliere alla gamba è serio, ascellare quando il medico lo prescrive, base allargata dove serve stabilità in più. Poi c’è l’altezza, che si misura sulla persona con le braccia rilassate e mai a occhio, e le aste in alluminio con i fori e il pulsante si correggono man mano che il passo cambia. Va deciso anche quanti pezzi servono: molti percorsi partono con due canadesi e finiscono con una, per questo la canadese si ordina di solito in coppia e il bastone a pezzo singolo, e l’ordine deve poter seguire quel passaggio. L’impugnatura decide quanto si cammina senza fastidio: il gel e il legno sagomato lavorano in modo diverso sulla mano, e su un bastone da usare tutti i giorni per anni è una differenza che si sente. Il puntale è il vero pneumatico dell’ausilio, l’unica parte che tocca terra e l’unica che si consuma: si guarda il diametro interno, si controlla il battistrada e si sostituisce appena comincia a lucidarsi, molto prima che scivoli. Un bastone in legno di faggio si compra una volta e dura vent’anni; il tappino di gomma che lo tiene in piedi va cambiato parecchie volte in quegli anni, ed è quello a decidere se il passo è sicuro.
Domande frequenti
Il supporto per l'avambraccio: il bastone ha solo impugnatura, asta e puntale, e affida tutto alla mano, quindi serve a chi cerca equilibrio e uno scarico leggero. La canadese aggiunge l'appoggio per il gomito, distribuisce il carico fra mano e avambraccio e sostiene scarichi importanti, tipici del recupero da interventi e fratture. Quale serva, e con quanto carico, lo indica il medico o il fisioterapista.
Sulla persona, non a occhio: con le braccia rilassate lungo i fianchi, l'impugnatura dovrebbe arrivare all'altezza del polso, così il gomito lavora con una leggera flessione. Le aste regolabili con fori e pulsanti permettono di trovare la misura e di correggerla nel tempo. Una regolazione sbagliata scarica male il peso e affatica polso e spalla: vale la pena farsela controllare da chi segue il percorso.
Dipende dalla fase del percorso e da cosa ha indicato chi lo segue. Nelle prime settimane dopo un intervento o una frattura si cammina quasi sempre con due canadesi, perché il carico va tolto davvero all'arto; poi, quando il carico rientra, si passa a una sola, dal lato opposto alla gamba da proteggere. Per questo le canadesi si ordinano di solito a coppie e i bastoni al pezzo, e vale la pena mettere a preventivo anche i puntali di ricambio, che serviranno prima di quanto sembri.