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Movimentazione Merce

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Spedizione gratuita Carrello con Pianale Porta Pacchi 91x60,5x97 Cm
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Carrello con Pianale Porta Pacchi 91x60,5x97 Cm

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La categoria Movimentazione Merce raccoglie attrezzature pensate per spostare colli, pacchi, casse e materiali di consumo all’interno di cucine professionali, depositi, dispense, lavanderie, reparti ai piani e aree di ricevimento merci. Per ristoranti, bar, hotel, catering, mense e strutture sanitarie, scegliere il supporto giusto riduce passaggi inutili, urti contro scaffali e affaticamento degli operatori. Il punto non è aggiungere un carrello qualsiasi al magazzino, ma usare un mezzo coerente con peso dei colli, pavimentazione, spazi di manovra e frequenza di carico e scarico.

Carrelli e supporti per lo spostamento interno

Per la movimentazione merce in ambito HoReCa il carrello con pianale è tra gli strumenti più pratici: accoglie scatole di monouso, detergenti, imballi di carta, cassette, piccoli elettrodomestici e forniture miste senza obbligare l’operatore a trasportare tutto a mano. Un modello come il carrello con pianale porta pacchi da 91 x 60,5 x 97 cm è indicato quando serve una superficie ampia ma ancora gestibile nei corridoi di magazzino, nei retrobanchi e nelle zone di passaggio tra area ricevimento e deposito.

La scelta va fatta osservando tre elementi: dimensione del pianale, struttura del telaio e tipo di ruote. Un pianale più ampio aiuta con colli voluminosi, ma può diventare scomodo in spazi stretti o su rampe con curve secche. Le ruote devono essere adatte al fondo: pavimenti lisci, piastrelle, resine industriali e piccoli dislivelli richiedono comportamenti diversi. Nei locali con soglie, griglie o passaggi tra interno ed esterno conviene preferire ruote robuste e maniglie che permettano una presa stabile.

Se il carrello viene usato vicino ad aree alimentari, lavanderie o locali tecnici, è utile considerare anche la pulibilità delle superfici e la resistenza all’umidità. Nei contesti con procedure HACCP, il mezzo di trasporto interno deve restare pulito, riconoscibile e separato quando si movimentano categorie di prodotto diverse, per esempio forniture alimentari, articoli per la sala, detergenti o materiale sanitario.

Come scegliere in base al lavoro reale

La prima domanda operativa riguarda il percorso, non il prodotto. Un carrello che funziona bene in un magazzino lineare può essere poco pratico in un hotel con ascensori stretti, rampe di servizio e corridoi con curve. Prima dell’acquisto conviene misurare larghezza dei passaggi, spazio davanti agli scaffali e area di sosta durante il rifornimento. Nei bar e nelle cucine piccole è preferibile un supporto compatto e maneggevole; nei catering e nelle mense è più importante la capacità di trasportare più colli in un unico tragitto.

La movimentazione manuale dei carichi va valutata anche dal punto di vista della sicurezza. Il D.Lgs. 81/08, in particolare il Titolo VI, richiama l’attenzione su sforzi, postura, frequenza di sollevamento e caratteristiche del carico. Non basta guardare il peso nominale di una scatola: un collo ingombrante, instabile o difficile da afferrare può essere più faticoso di uno compatto. Per questo è meglio evitare trasporti a braccia ripetuti quando lo stesso lavoro può essere svolto con un carrello pianale.

In RSA, cliniche e strutture sanitarie la movimentazione delle forniture deve restare distinta dalle procedure dedicate alla movimentazione del paziente. Carrelli, percorsi e aree di deposito hanno funzioni diverse: il materiale di consumo, gli imballi e i colli in arrivo richiedono strumenti da magazzino, mentre presidi e ausili per l’assistenza seguono criteri sanitari specifici. Tenere separate le attrezzature rende il lavoro più chiaro e riduce errori nei reparti.

Compatibilità con colli, imballi e magazzino

Un buon sistema di movimentazione lavora insieme al resto dell’imballaggio. I colli devono essere chiusi in modo stabile con nastri adesivi per chiusura colli, protetti quando serve con film estensibile per bancali e pacchi e completati con accessori da imballaggio adatti a identificazione, protezione e preparazione del carico. Il carrello non corregge un imballo mal fatto: se le scatole si aprono, scivolano o sono impilate senza criterio, aumentano tempi e rischi durante lo spostamento.

Per colli leggeri ma voluminosi, come confezioni di carta, bicchieri o tovagliato, serve soprattutto stabilità sul pianale. Per detergenti, taniche o scatole più pesanti, diventano centrali robustezza del telaio e controllo in partenza e in frenata. Se si usano film o coperture con spessori indicati in micron, è bene scegliere materiali coerenti con la tenuta richiesta, senza eccedere dove il collo deve solo restare unito durante il trasferimento interno.

La gestione del magazzino, anche quando viene seguita con un semplice foglio di carico e scarico o con un inventario periodico, funziona meglio se i punti di prelievo sono raggiungibili senza manovre difficili. Il carrello deve poter arrivare davanti allo scaffale, fermarsi senza intralcio e ripartire con il carico in equilibrio. Nei depositi con articoli MOCA, prodotti monouso e materiale cleaning, conviene prevedere percorsi chiari e aree di appoggio dedicate, così il riordino non si trasforma in accumulo provvisorio nei corridoi.

Materiali, ruote e dettagli costruttivi

Il telaio deve reggere l’uso ripetuto, non solo il singolo trasporto. In una giornata di lavoro un carrello può essere caricato, spinto, ruotato e parcheggiato molte volte, spesso da operatori diversi. Le saldature, il pianale, la maniglia e le ruote sono i punti da osservare con più attenzione. Componenti metallici verniciati o trattati sono adatti a molti impieghi interni; particolari in gomma o polimeri, inclusi materiali come ABS quando previsti dalla scheda tecnica, possono migliorare protezione, presa e resistenza agli urti.

Le ruote orientabili aiutano nelle manovre, ma su percorsi lunghi può essere utile avere una direzione più stabile. In aree con pavimenti delicati, come hall di hotel, sale meeting o corridoi di strutture ricettive, meglio scegliere ruote che non segnino e che riducano vibrazioni. In zone tecniche, dove contano resistenza e portata, la priorità passa alla solidità e alla facilità di pulizia.

Attenzione anche all’altezza della maniglia. Una presa troppo bassa porta l’operatore a piegarsi, una troppo alta rende meno naturale la spinta. Per attività frequenti è preferibile un carrello che permetta postura eretta, visuale libera sul percorso e controllo del carico anche a pieno pianale. Questo vale per il ricevimento delle forniture, ma anche per lo spostamento di materiali tra deposito, cucina, sala e lavanderia.

Norme e buone pratiche in area carico e scarico

Le attività di ricevimento e uscita merci devono rispettare procedure interne e regole di sicurezza sul lavoro. Il riferimento principale resta il D.Lgs. 81/08 per la movimentazione manuale dei carichi, con attenzione a peso, presa, distanza di trasporto, frequenza e condizioni dell’ambiente. In presenza di rampe, cortili, accessi condivisi o zone aperte ai fornitori, è opportuno separare i percorsi pedonali da quelli di transito dei colli e mantenere libera l’area di sosta temporanea.

La sosta per carico e scarico va organizzata in modo ordinato: colli pronti, documenti accessibili, percorso libero e carrello vicino al punto di ricezione. Nei contesti con accesso da strada o cortile condominiale, le regole locali e la segnaletica prevalgono sulle abitudini operative. Conviene quindi preparare il materiale prima dell’arrivo del fornitore, evitando trasferimenti affrettati e accumuli davanti a uscite di emergenza, porte tagliafuoco o passaggi di servizio.

Per scegliere bene, parti dal tragitto più frequente e dal collo più scomodo, non da quello medio. Se il magazzino riceve forniture pesanti o voluminose, meglio puntare su un carrello con pianale robusto e stabile; se gli spazi sono stretti, la maneggevolezza conta più della superficie utile. Una dotazione semplice, coerente con imballi, percorsi e turni di lavoro, rende la movimentazione più rapida e riduce gli interventi manuali inutili.

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