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Lavamoquettes e Accessori

3 prodotti
Spedizione gratuita Fiorentini Lavamoquette F 205 Mini Fusto in ABS 1000w 210 Mq/h 11 LT
Fiorentini

Fiorentini Lavamoquette F 205 Mini Fusto in ABS…

622,05509,88 + IVA
Spedizione gratuita Fiorentini Lavamoquette F 215 Maxi Fusto in ABS 1000w 210 Mq/h 18 LT
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Fiorentini Lavamoquette F 215 Maxi Fusto in ABS…

692,76567,84 + IVA
Spedizione gratuita Fiorentini Lavamoquette MAL 450 Fusto in Acciaio Inox 1000X2w 425 Mq/h 60 LT
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Fiorentini Lavamoquette MAL 450 Fusto in Acciaio Inox…

1.500,311.229,76 + IVA

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Le lavamoquettes e accessori servono a trattare moquette, tappeti, passatoie, rivestimenti tessili, sedute imbottite e interni auto con un lavaggio più profondo rispetto alla sola aspirazione. In hotel, sale meeting, uffici, RSA, catering con aree accoglienza e imprese di pulizia, la scelta deve partire dal tipo di tessile, dalla frequenza dei passaggi e dal tempo disponibile per far asciugare la superficie prima del riutilizzo. Una lavamoquette professionale lavora di norma con acqua e detergente, spruzzati sul tessuto e poi recuperati insieme allo sporco disciolto: per questo conta tanto la macchina quanto la bocchetta, il tubo, la capacità dei serbatoi e la corretta preparazione dell’area.

Come lavora una lavamoquette professionale

Il cuore della categoria è il sistema a iniezione ed estrazione: la macchina immette la miscela pulente nella fibra e la aspira subito dopo, riducendo il residuo umido e portando via polvere fine, macchie leggere, residui organici e odori assorbiti dai tessuti. Prima del lavaggio conviene sempre rimuovere lo sporco secco con attrezzature dedicate, perché sabbia, briciole e capelli saturano più rapidamente filtri e serbatoi. Per questa fase ha senso abbinare la macchina a un reparto di aspirapolveri professionali e accessori, soprattutto in corridoi d’albergo, camere e zone comuni ad alto passaggio.

La lavamoquette a vapore viene spesso cercata per tappeti e imbottiti, ma in ambito professionale va valutata con attenzione: non tutti i tessuti tollerano calore elevato, e un eccesso di umidità può allungare i tempi di riapertura dell’ambiente. Per moquette incollate, sedute imbottite e interni veicolo, il controllo dell’acqua estratta è spesso più importante della sensazione di pulito immediata. Se il tessuto è delicato, meglio fare una prova in area nascosta e usare detergenti compatibili con fibre, colori e colle.

Criteri di scelta per hotel, uffici, RSA e auto detailing

La scelta del modello non dovrebbe fermarsi alla potenza nominale. In un hotel con corridoi lunghi serve autonomia, portata e capacità di recupero; in una struttura sanitaria o in una RSA pesano maneggevolezza, rumorosità e facilità di svuotamento; per il lavaggio di tappezzerie auto contano soprattutto bocchette strette, tubo flessibile e controllo del getto. Una lavamoquette per casa può bastare per interventi sporadici, mentre un’impresa di pulizia o un reparto housekeeping ha bisogno di macchine pensate per cicli ripetuti e materiali più robusti.

Il materiale del fusto incide su peso, resistenza e durata. I modelli con fusto in ABS sono pratici quando la macchina va caricata su furgoni, spostata tra piani o usata in stanze arredate. Il fusto in acciaio inox è preferibile per impieghi più gravosi, dove urti, lavaggi frequenti e volumi maggiori richiedono una struttura più resistente. Anche la capacità del serbatoio va letta in modo operativo: più litri significano meno soste, ma anche più peso quando la macchina è piena. Per servizi su scale, camere piccole o tappezzeria auto, un formato compatto può rendere il lavoro più rapido di un modello sovradimensionato.

Accessori che fanno la differenza sul risultato

Gli accessori non sono un dettaglio di ricambio. Una bocchetta larga per pavimenti tessili copre più superficie, ma non entra bene tra braccioli, sedili, battiscopa e angoli di moquette. Per poltrone, divani, materassi e interni auto conviene scegliere bocchette più strette, possibilmente trasparenti, così l’operatore vede quando l’acqua aspirata torna limpida. Tubi integri, guarnizioni ben tenute e raccordi compatibili evitano perdita di depressione e gocciolamenti, due problemi che peggiorano il lavaggio e lasciano aloni.

Per la finitura, panni in microfibra e spazzole morbide aiutano a trattare bordi e zone localizzate senza stressare il tessuto. Il mop resta invece uno strumento da pavimento duro: usarlo su moquette o tappeti non sostituisce l’estrazione e può distribuire lo sporco nella fibra. Se la stessa squadra gestisce anche gres, PVC, resine o grandi superfici dure, è meglio separare le attività e valutare macchine specifiche come le lavasciuga pavimenti e accessori, senza mischiare procedure, detergenti e serbatoi.

Modelli rappresentativi e capacità di lavoro

Tra i modelli più adatti a turni intensi, la Fiorentini MAL 450 lavora con fusto in acciaio inox da 60 litri, doppia potenza da 1000 W e resa indicata fino a 425 mq/h: è una scelta coerente per corridoi, sale riunioni, aree comuni e appalti dove la macchina resta in servizio a lungo. Per interventi più contenuti, la F 215 Maxi con fusto in ABS da 18 litri e potenza da 1000 W offre un formato più gestibile, mantenendo una resa indicata fino a 210 mq/h. La F 205 Mini, con fusto in ABS da 11 litri, è più indicata quando servono trasporto semplice, ingombro ridotto e interventi frequenti su porzioni limitate.

Il modello migliore non è sempre quello più grande. Se l’operatore deve salire su più piani, entrare in camere occupate a rotazione o lavorare su imbottiti, una macchina compatta riduce tempi morti e fatica. Se invece il lavoro riguarda moquette estese, passatoie lunghe o reparti con turni programmati, conviene aumentare capacità e robustezza. Per superfici dure particolarmente sporche, prima o dopo il trattamento tessile può essere utile una lavorazione separata con monospazzole e accessori, ma solo dove il pavimento lo consente e senza trasferire spazzole o residui sui tessili.

Igiene, detergenti e asciugatura

In ambienti HoReCa e sanitari la lavamoquette va inserita in una procedura chiara: pre-aspirazione, pretrattamento delle macchie, passaggio a iniezione ed estrazione, controllo del residuo e aerazione. Nelle aree collegate alla somministrazione o alla preparazione alimentare, le attività devono restare coerenti con il piano HACCP, distinguendo percorsi puliti, aree sporche e attrezzature dedicate. Il detergente va dosato secondo scheda tecnica: troppo prodotto lascia residui appiccicosi che attirano nuova polvere, troppo poco non scioglie grassi e macchie proteiche.

I tempi di asciugatura dipendono da fibra, spessore, quantità d’acqua immessa, aspirazione della macchina e ventilazione. Evita di riaprire subito una moquette ancora umida in zone di passaggio: il tessuto può trattenere impronte, sporco e odori. Meglio programmare il lavaggio a fine turno, usare passaggi lenti in estrazione e controllare filtri, serbatoi e ugelli prima di iniziare. Per acquistare correttamente, parti dal lavoro più frequente: camere e corridoi richiedono autonomia, tappezzerie e auto richiedono accessori mirati, appalti su grandi metrature richiedono fusto robusto e continuità operativa.

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