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Il termometro clinico è lo strumento più usato di tutta la diagnostica, e proprio per questo è quello su cui le differenze si notano di meno al momento dell’acquisto e di più all’uso. In questa categoria trovi termometri digitali, termometri al galinstano e termometri a infrarossi frontali e timpanici, per lo studio medico, il reparto e la dotazione professionale di chi misura la temperatura molte volte al giorno. Non ci sono qui i termometri da ambiente o da frigorifero: quelli misurano l’aria e le cose, questi misurano le persone.
Quali tipi di termometro trovi in questa categoria
Le famiglie principali sono tre, e accanto vivono due strumenti di nicchia. Il termometro digitale a sonda è il riferimento del controllo quotidiano: economico, leggibile, con il segnale acustico a fine misura. Il termometro al galinstano è l’erede in vetro del vecchio termometro a mercurio, con una lega metallica che non ne condivide la tossicità: si usa allo stesso modo, senza batterie. Il termometro a infrarossi legge la radiazione termica senza contatto prolungato, sulla fronte o nel condotto uditivo, e ha dalla sua la velocità: pochi secondi per misura, un vantaggio che cresce con il numero di pazienti. Ai tre si aggiungono due strumenti con un compito preciso: la striscia a cristalli liquidi, che si appoggia sulla fronte, cambia colore e nella versione riutilizzabile fa da indicatore rapido più che da misura, e il termometro basale a due decimali, che non nasce per la febbre ma per la temperatura al risveglio nel controllo della fertilità, dove il decimo di grado è proprio il dato cercato. Chi prova invece a misurare la febbre con il cellulare cerca una cosa che non esiste: le app leggono i sensori del telefono, non la temperatura del corpo.
Termometro digitale: il riferimento del controllo quotidiano
La sonda elettronica misura per contatto, in sede ascellare, orale o rettale, e mostra il valore sul display quando la lettura si stabilizza. È lo strumento che le linee guida pediatriche italiane raccomandano per la misurazione a domicilio, in sede ascellare, ed è la scelta più semplice anche per la borsa del medico: leggero, lavabile nella parte a contatto, senza manutenzione oltre alla batteria. Fra un modello e l’altro cambiano la velocità di lettura, l’impermeabilità, l’ampiezza del display e la punta flessibile, che rende più comoda la sede ascellare su un paziente che si muove.
Termometro al galinstano: la precisione senza mercurio
Il galinstano è una lega di gallio e altri metalli, liquida a temperatura ambiente, che ha preso il posto del mercurio nei termometri in vetro. Sul confronto con il digitale esiste un dato misurato: uno studio pediatrico condotto nel pronto soccorso di un istituto italiano ha messo a confronto i due strumenti prendendo il mercurio come metro di riferimento, e il galinstano ha riconosciuto la febbre in circa nove casi su dieci contro i due terzi scarsi del digitale, a parità di falsi allarmi. Il digitale, cioè, lasciava passare per apiretico un bambino febbrile molto più spesso, e gli autori concludono che il galinstano andrebbe preferito. Il mercurio, lì, era il metro di paragone e non un concorrente da battere: dal commercio è uscito da tempo. In cambio chiede i suoi tempi: la misura per espansione del metallo è più lenta di una lettura elettronica, e lo strumento va azzerato scuotendolo prima dell’uso. È la scelta di chi privilegia la stabilità del dato sulla velocità, e di chi vuole uno strumento senza elettronica e senza batterie che invecchiano.
Termometri a infrarossi: fronte, timpano e termoscanner
L’infrarosso misura senza contatto o con un contatto minimo, ed è la tecnologia dei termometri frontali, di quelli auricolari e dei termoscanner da screening. Nella pratica cambia dove si punta: il frontale legge a distanza sulla fronte, e alcuni modelli proiettano lì il valore, leggibile senza girare lo strumento; l’auricolare legge il timpano nel condotto, e vuole il coprisonda monouso, consumabile da mettere in conto perché cambia a ogni paziente. Sulla precisione le aspettative vanno tarate sui dati: per i termoscanner un documento dell’Istituto Superiore di Sanità indica una precisione di misura in laboratorio di più o meno 0,5 gradi nell’intervallo fra 34 e 39. Per lo screening rapido di molte persone è un compromesso accettabile, per una decisione clinica sul singolo paziente la misura per contatto resta il riferimento. Va anche detto che i sistemi di screening febbrile di gruppo rientrano in una norma diversa da quella dei termometri clinici: sono prodotti con destinazioni differenti, anche quando la tecnologia sembra la stessa.
La misura nei bambini: cosa dicono le linee guida
Le linee guida pediatriche italiane sono precise sul metodo: fino a 4 settimane di vita la misurazione raccomandata è quella ascellare con termometro elettronico; oltre le 4 settimane restano valide l’ascellare con termometro elettronico oppure la timpanica con termometro a infrarossi. Per chi allestisce un ambulatorio pediatrico la conseguenza pratica è avere entrambe le tecnologie a disposizione: la sonda elettronica per i più piccoli e per le misure di conferma, il timpanico per la rapidità sui bambini che non stanno fermi. La sede e il metodo contano quanto lo strumento, ed è il motivo per cui il valore va sempre letto sapendo come è stato preso.
Le norme dei termometri clinici
I termometri clinici elettrici usati per misurare la temperatura corporea sono regolati dalla norma UNI EN ISO 80601-2-56, che ne definisce i requisiti di sicurezza di base e di prestazione essenziale. È un riferimento da cercare nella documentazione del prodotto che si sta valutando, insieme alla destinazione d’uso dichiarata: la stessa sigla sulla scheda tecnica dice che lo strumento è stato progettato e provato come dispositivo per la temperatura corporea, non come termometro generico riadattato.
Come scegliere il termometro giusto
Chi misura e quanto spesso viene per primo: lo studio che controlla decine di pazienti al giorno apprezza la velocità dell’infrarosso, la famiglia e il reparto che misurano poche volte lavorano bene con la sonda digitale o con il galinstano. Su chi si misura: con neonati e bambini piccoli il metodo lo dettano le linee guida, e lo strumento segue. Quanto conta la conferma: dove il valore guida una decisione, tenere accanto all’infrarosso un termometro per contatto permette di verificare in trenta secondi una lettura che non convince. Ci sono infine le cose che si notano solo usandolo. Un display che si legge senza occhiali nella penombra di una stanza, una punta flessibile che non fa piangere il bambino durante la misura ascellare, uno shaker che riporta giù la colonna del galinstano senza dover scuotere il braccio a vuoto. Un termometro si compra una volta e si legge diecimila volte.
Domande frequenti
Conta come si misura prima ancora dello strumento. Fra i due apparecchi in vetro e in plastica c'è un confronto misurato su bambini, con il mercurio usato come riferimento: il galinstano ha visto la febbre in nove casi su dieci, il digitale in due terzi scarsi, quindi con molti più falsi negativi. Verso l'infrarosso il discorso cambia: quello vince sulla rapidità, mentre il dato su cui prendere una decisione arriva dal contatto in sede corretta. Riassumendo: dato stabile con galinstano o sonda ben posizionata, molte persone in poco tempo con l'infrarosso e riprova a contatto sui valori dubbi.
Sono metodi diversi con usi diversi. Il frontale non tocca il paziente e restituisce il valore in un paio di secondi, ma sui sistemi da screening l'Istituto Superiore di Sanità dichiara mezzo grado di tolleranza in laboratorio: basta per capire chi rimisurare, non per decidere. In sede ascellare con la sonda elettronica si ottiene invece il metodo che le linee guida pediatriche indicano per il domicilio. La regola pratica resta questa: si filtra con l'infrarosso, si decide sul contatto.