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Le aste portaflebo sono il supporto su cui si appende il flacone o la sacca durante una fleboclisi: servono a mantenere l’erogazione del liquido per via endovenosa a un’altezza costante, in modo autonomo e controllato. In questa pagina trovi modelli con base fissa o su ruote, in diverse altezze e con numero di ganci variabile, pensati per reparti diversi: dalla degenza ordinaria alla terapia intensiva, dalla sala operatoria ai reparti pediatrici e alle risonanze magnetiche. La scelta cambia in base a dove l’asta deve stare e a quanto spesso si sposta.
Asta portaflebo fissa o su ruote: come scegliere
La prima domanda da farsi davanti allo scaffale è se l’asta debba restare in un punto o seguire il paziente. Una base a cinque razze su ruote piroettanti offre mobilità e stabilità insieme, ed è la soluzione più diffusa dove il letto si sposta o dove l’asta accompagna il paziente durante un trasferimento interno, ad esempio verso la sala operatoria. Le ruote con sistema frenante bloccano l’asta quando serve tenerla ferma accanto al letto, evitando che un urto accidentale la faccia scivolare.
Nelle postazioni fisse, come le sale d’attesa o gli ambulatori dove l’asta resta sempre nello stesso punto, una base più semplice basta e riduce l’ingombro. Vale la pena guardare anche il diametro della base: più è ampio, più il baricentro resta basso e il rischio di ribaltamento con il flacone pieno si riduce. Chi allestisce anche un intero ambulatorio trova nell’arredo per ambulatorio altri elementi pensati per la stessa logica di spazio e movimento.
Cos’è un’asta da fleboclisi e come si chiama l’attacco della flebo
Un’asta da fleboclisi è, tecnicamente, il supporto verticale che tiene sollevato il flacone o la sacca durante la somministrazione endovenosa: il termine “portaflebo” nasce da questa funzione, non da un tipo particolare di terapia. L’elemento che sostiene il contenitore si chiama gancio, e non tutte le aste ne hanno lo stesso numero. Nella documentazione tecnica ricorrono configurazioni a due o a quattro ganci: due bastano per una terapia semplice, quattro tornano utili quando serve infondere più soluzioni insieme o tenere pronto un secondo flacone senza staccare il primo.
Per il fissaggio del flacone o della sacca ai ganci si trovano in commercio accessori conformi alla norma DIN ISO 15375, pensati proprio per evitare che il contenitore scivoli durante il movimento dell’asta.
Aste per flebo: altezza regolabile e struttura tubolare
La maggior parte delle aste professionali usa una struttura tubolare telescopica con bloccaggio a vite, che permette di regolare l’altezza in base alla statura del paziente e alla posizione, seduta o sdraiata. Questo aspetto conta soprattutto nei reparti infantili, dove l’altezza dei letti e dei lettini varia molto rispetto a un reparto adulti, e in risonanza magnetica, dove l’asta deve poter scendere o salire senza smontare nulla.
Il materiale della struttura incide sulla durata nel tempo: tubolari e ganci in acciaio inox cromato, spesso abbinati a una base in alluminio con ruote in materiale plastico, resistono meglio ai lavaggi frequenti e alla disinfezione ripetuta rispetto a strutture verniciate, che con il tempo possono scheggiarsi nei punti di maggior contatto. Chi cerca un’asta portaflebo economica trova comunque questa configurazione anche nei modelli più semplici: cambiano lo spessore del tubolare e la qualità delle ruote, non il principio costruttivo.
Dove si appende il flebo: uso ospedaliero e uso domestico
Nei reparti l’asta portaflebo sta accanto al letto o al lettino, ed è pensata per restare lì per l’intera durata della terapia, seguendo il paziente quando viene spostato. È l’uso per cui questi modelli sono costruiti: base stabile, altezza regolabile, ganci pensati per un utilizzo ripetuto più volte al giorno.
Chi cerca un’asta per flebo fai da te per un uso domestico occasionale, magari per una terapia infusionale seguita a casa su indicazione medica, dovrebbe comunque valutare un modello pensato per questo scopo piuttosto che un supporto improvvisato: la stabilità della base e la tenuta del gancio non sono un dettaglio quando il flacone resta appeso per ore. In farmacia si trovano generalmente modelli semplici, adatti a un uso saltuario; chi ha bisogno di un modello più resistente o pensato per un impiego frequente trova qui un assortimento più ampio, comprese le taglie e le configurazioni usate nelle strutture sanitarie.
Manutenzione e igiene dell’asta portaflebo
Un’asta portaflebo viene toccata più volte al giorno da personale diverso, e questo la rende un punto da tenere sotto controllo nella pulizia quotidiana del reparto. Le superfici in acciaio inox cromato sopportano la disinfezione ripetuta senza perdere la finitura, mentre le parti verniciate vanno controllate più spesso: una scheggiatura espone il metallo sottostante e diventa un punto dove lo sporco si deposita più facilmente.
Le ruote meritano la stessa attenzione della struttura: capelli, filo e residui che si avvolgono attorno al perno riducono la scorrevolezza e, nel tempo, affaticano il sistema frenante. Un controllo periodico, anche solo visivo, evita che un’asta smetta di scorrere bene proprio nel momento in cui va spostata rapidamente.
Che modello scegliere in base al reparto
Non esiste un modello unico buono per ogni contesto, e la scelta si fa incrociando due cose: quanto l’asta deve muoversi e quanto deve essere regolabile in altezza. In terapia intensiva e in sala degenza, dove il letto si sposta con il paziente, contano la base su ruote frenate e la solidità del tubolare. In pediatria e in risonanza magnetica conta soprattutto l’escursione di altezza, perché il letto o il lettino cambia posizione più spesso che altrove. Negli ambulatori e nelle sale d’attesa, dove l’asta resta ferma, si può scegliere una base più semplice senza perdere nulla in funzionalità. Guardare prima il contesto d’uso e poi il modello evita di comprare più asta di quanto serva o, al contrario, un supporto che in reparto si rivela sottodimensionato.
Domande frequenti
Dipende dal numero di flaconi o sacche che servono contemporaneamente. Due ganci bastano per una terapia semplice, quattro sono utili quando si infondono più soluzioni insieme o si tiene pronto un secondo flacone senza staccare il primo.
Per un uso saltuario in casa, su indicazione medica, un modello semplice può bastare, ma la stabilità della base e la tenuta del gancio restano determinanti anche per poche ore di terapia: un supporto improvvisato non offre le stesse garanzie.