Sollevapazienti
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I sollevapazienti sono gli ausili che prendono in carico il trasferimento quando le braccia non bastano più: strutture con braccio di sollevamento e imbragatura che spostano la persona dal letto alla carrozzina, dalla carrozzina alla comoda, dal pavimento al letto, senza che nessuno debba sollevare un peso che nessuna schiena dovrebbe sollevare. In questa categoria trovi sollevapazienti per l’assistenza domiciliare, le RSA e i reparti, con le loro imbragature. Sono l’ausilio delle situazioni serie: le indicazioni tecniche ospedaliere li descrivono come ausili meccanici per pazienti totalmente non collaboranti, per pazienti particolarmente pesanti o per le movimentazioni difficili. Ed è un acquisto che va pensato, perché il sollevatore giusto dipende dalla persona, dai gesti e dalla casa o dal reparto in cui lavorerà: è la stessa griglia delle linee guida sanitarie, e si percorre dalla persona fino alle misure delle stanze.
A cosa servono i sollevapazienti
Il sollevapazienti risolve il problema che gli altri ausili lasciano aperto: il trasferimento di chi non collabora al movimento. Finché la persona partecipa, cinture di trasferimento, dischi girevoli e braccia esperte bastano; quando la collaborazione finisce, ogni trasferimento manuale diventa un rischio doppio, per la persona che può cadere e per chi assiste, la cui schiena paga il conto di ogni sollevamento. Le procedure ospedaliere per la movimentazione dei pazienti nascono esattamente da qui: il sollevamento manuale dei pazienti non collaboranti è la prima causa di infortunio di chi assiste, e il sollevatore è la risposta tecnica. A casa vale la stessa legge, con un aggravante: chi assiste è spesso una persona sola, non più giovane, senza turni di riposo. Portare in casa il sollevatore in tempo, prima dell’infortunio di chi assiste e non dopo, è una delle decisioni più sagge dell’assistenza lunga.
La norma e le parti: sollevatore e imbragatura
La cornice tecnica è la norma UNI EN ISO 10535, che specifica requisiti e metodi di prova per i sollevatori e le unità di sostegno del corpo destinati al trasferimento delle persone con disabilità. La distinzione della norma è utile anche a chi compra: il sistema è fatto di due parti, il dispositivo di sollevamento e l’elemento di sostegno, l’imbragatura, ed entrambe contano allo stesso modo. L’imbragatura è il punto di contatto con la persona: esiste in tipi e misure diversi, per la seduta, per il corpo intero, per il sostegno del capo, e la disponibilità di imbragature di misure diverse è fra i requisiti funzionali citati in ambito clinico, insieme a sicurezza e stabilità, semplicità di utilizzo, comfort per il paziente e sufficiente spazio di manovra. Un sollevatore eccellente con l’imbragatura sbagliata è un sistema sbagliato: la misura e il tipo si scelgono sulla persona, con l’aiuto di chi conosce il caso, e si rivalutano quando la condizione cambia.
La scelta secondo le linee guida: persona, gesti, spazi
Le linee guida sanitarie italiane riconducono la scelta del sollevapazienti a tre variabili: la tipologia di pazienti non autosufficienti presenti, il tipo di operazioni da ausiliare e le caratteristiche di spazi, percorsi e arredi. È una griglia che funziona identica a casa: chi è la persona, quali trasferimenti si fanno davvero ogni giorno, e in quali stanze. Da qui discende il criterio pratico più concreto di tutti, segnalato dalle stesse linee guida: la compatibilità con i letti e con gli spazi di manovra, in particolare la possibilità che la base del sollevatore entri sotto il letto in qualunque posizione. Un sollevatore che non passa sotto il letto di casa, o che non gira nel corridoio, è un attrezzo che resterà fermo: le misure di porte, letto e bagno si prendono prima dell’ordine, non dopo.
Accessori, ricambi e vita operativa
Le linee guida regionali aggiungono un capitolo che chi compra dimentica spesso: per la valutazione del fabbisogno conta la disponibilità di accessori e ricambi operativi, imbragature di tipo e misura diversi, batterie di riserva e caricabatterie. Il sollevatore lavora a batteria, e la batteria scarica nel momento del bisogno è il guasto classico: la riserva carica è parte della dotazione, non un extra. Lo stesso vale per le imbragature, che si lavano e si consumano: averne più di una significa non fermare i trasferimenti il giorno del bucato, che nell’assistenza vera arriva spesso e senza preavviso. Nel ramo riabilitazione e mobilità il sollevapazienti chiude la filiera del trasferimento che parte dalle poltrone elevabili per chi ancora collabora, passa dalle sedie a rotelle e arriva alla comoda accanto al letto.
Come scegliere i sollevapazienti in assortimento
Sollevatore e imbragatura si ordinano insieme, dopo aver guardato la persona, i gesti e le stanze. La persona: peso, collaborazione residua e bisogni di sostegno, che determinano tipo di sollevatore e di imbragatura. I gesti: i trasferimenti reali della giornata, letto-carrozzina, bagno, pavimento, perché ogni percorso chiede il suo tipo di braccio e di imbragatura. Gli spazi: base che entra sotto il letto, larghezze di porte e corridoi, raggio di manovra nelle stanze vere. La dotazione: imbragature nelle misure necessarie, batteria di riserva e caricabatterie, perché il sollevatore fermo ferma tutta l’assistenza. Vale la pena ricordare che un sollevatore non si compra una volta sola: la struttura sì, l’imbragatura tutte le volte che la persona cambia peso, postura o bisogno di sostegno al capo. È la parte in tessuto a decidere se un trasferimento riesce comodo o penoso, ed è sempre lei a mancare per prima: senza l’imbragatura adatta la struttura resta in un angolo, perfettamente funzionante e inutile.
Domande frequenti
Quando la persona non collabora più al trasferimento: le indicazioni ospedaliere descrivono i sollevatori come ausili per pazienti totalmente non collaboranti, particolarmente pesanti o per movimentazioni difficili. Finché c'è collaborazione bastano ausili minori e tecnica; quando finisce, ogni sollevamento manuale è un rischio per la persona e per la schiena di chi assiste, e il sollevatore diventa la risposta corretta.
Gli spazi in cui lavorerà: l'altezza sotto il letto, perché la base deve poterci entrare in qualunque posizione, le larghezze di porte e corridoi lungo i percorsi dei trasferimenti, e il raggio di manovra nelle stanze, bagno compreso. Le linee guida indicano proprio spazi, percorsi e arredi fra le variabili di scelta: un sollevatore che non passa o non gira è destinato a restare fermo.