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I pessari sono i dispositivi del sostegno pelvico: anelli, cubi e coppe in silicone che, introdotti in vagina, sorreggono gli organi che il prolasso ha lasciato scendere, offrendo una risposta conservativa dove l’alternativa sarebbe la chirurgia. In questa categoria trovi pessari vaginali in modelli e misure diversi, per ambulatori ginecologici, consultori e per le pazienti che seguono un percorso prescritto. È una categoria clinica a tutti gli effetti: il pessario si sceglie, si misura e si gestisce con il ginecologo o l’ostetrica, e questa pagina serve a capire il dispositivo e le sue regole, non a sostituire la visita che resta il primo passo di qualunque percorso con il pessario. Per chi gestisce un ambulatorio, invece, la pagina parla di assortimento: modelli, taglie e ricambi sono lo strumento quotidiano di chi i pessari li posiziona.
Cos’è il pessario e quando si usa
Il pessario vaginale è un dispositivo introdotto in vagina, usato soprattutto per il trattamento conservativo del prolasso degli organi pelvici: le linee guida lo indicano come alternativa alla chirurgia per le pazienti sintomatiche, e le raccomandazioni di pratica clinica arrivano a proporlo come opzione iniziale nelle donne con prolasso sintomatico. È una notizia che molte pazienti ricevono con sollievo: il prolasso è una condizione frequente, e sapere che esiste una strada reversibile, senza sala operatoria, cambia la conversazione, soprattutto per chi la chirurgia non la vuole o non la può affrontare. Il pessario sostiene meccanicamente le strutture scese, riducendo il sintomo che pesa di più, la sensazione di ingombro e di peso che accompagna le giornate: non ripara il prolasso, lo compensa, e per molte donne questa compensazione ben gestita è una soluzione di lungo periodo, rivalutabile a ogni controllo e reversibile in qualunque momento.
Modelli, silicone e misure
I pessari sono comunemente realizzati in silicone, il materiale che le sintesi cliniche citano come il più usato per questi dispositivi: morbido, inerte, lavabile, adatto a una permanenza prolungata a contatto con la mucosa. Le forme seguono le situazioni: l’anello è il modello più diffuso e il più semplice da gestire, i modelli a cubo, a ciambella e a coppa rispondono a prolassi più impegnativi o ad anatomie in cui l’anello non tiene. La misura è il cuore della riuscita: il pessario giusto sta in sede senza farsi sentire, quello sbagliato scende, preme o disturba, e la taglia si trova per prova durante la visita, con il professionista che valuta tenuta e comfort in piedi, seduta e sotto sforzo. È la ragione per cui il primo pessario non si compra a catalogo: si esce dalla visita sapendo modello e misura, e da lì in poi il riacquisto diventa semplice: stessa forma, stessa taglia, stessa marca se il comfort era buono.
La gestione: controlli, igiene, segnali
Il pessario è un dispositivo che convive con una mucosa, e la sua gestione corretta richiede follow-up periodico: nella pratica clinica sono riportate complicanze come perdite vaginali, sanguinamento, erosioni e ulcerazioni, quasi sempre legate a dispositivi trascurati o a controlli saltati. Le visite programmate servono a controllare la mucosa, pulire o sostituire il dispositivo e aggiustare la misura se l’anatomia cambia. Fra le controindicazioni e le criticità pratiche sono riportate le infezioni vaginali attive, la stenosi vaginale severa, le ulcere vaginali e la difficoltà a rispettare i controlli: quest’ultima non è un dettaglio, perché il pessario sicuro è quello seguito. Molte pazienti imparano col tempo a rimuovere e reinserire da sole il proprio dispositivo, quando il modello lo consente: è un’autonomia che il professionista insegna e che semplifica igiene e controlli. I segnali da riferire subito sono gli stessi di ogni mucosa che protesta: perdite anomale, sangue, dolore.
La vita con il pessario
Una domanda frequente merita una risposta chiara: la vita sessuale non finisce con il pessario. I rapporti vaginali possono essere possibili con alcuni modelli in sede, in particolare con l’anello, mentre altri modelli richiedono la rimozione prima del rapporto: è una caratteristica che entra nella scelta del modello insieme allo stile di vita della paziente. Le revisioni sulla funzione sessuale riportano, per molte pazienti attive, l’assenza di peggioramento e in alcuni casi un possibile miglioramento, comprensibile quando il sintomo del prolasso smette di occupare la scena. Nel ramo ostetricia e ginecologia il pessario sta accanto agli strumenti della visita che lo accompagna, dagli speculum vaginali ai colposcopi, dentro il percorso ambulatoriale che ne fa uno strumento sicuro.
Come scegliere i pessari in assortimento
Quattro criteri chiudono l’ordine. Il modello e la misura: quelli indicati alla visita di posizionamento, perché il pessario si prescrive su misura e il catalogo esegue. Il materiale: silicone di qualità medicale, morbido e lavabile, per la convivenza lunga con la mucosa. Il ricambio: un secondo dispositivo identico semplifica l’igiene e i controlli, e mette al riparo dall’usura. La gamma: per gli ambulatori che posizionano pessari, l’assortimento di modelli e taglie da provare in visita è lo strumento di lavoro vero, perché la taglia giusta si trova provando. Con queste risposte, il pessario fa il suo lavoro discreto: sostenere ogni giorno, farsi dimenticare, e restituire alle giornate la leggerezza che il prolasso aveva tolto, una giornata normale dopo l’altra.
Domande frequenti
È l'alternativa conservativa: le linee guida lo indicano come opzione iniziale o alternativa alla chirurgia nelle donne con prolasso sintomatico. Non ripara il prolasso, lo compensa sostenendo meccanicamente gli organi, e per molte pazienti ben seguite è una soluzione di lungo periodo. La scelta fra pessario e chirurgia appartiene al percorso con il ginecologo, che valuta condizione, età e preferenze.
Con la regolarità stabilita dal professionista che lo ha posizionato: il follow-up periodico è parte del trattamento, perché la pratica clinica riporta complicanze come perdite, sanguinamenti ed erosioni quasi sempre legate a dispositivi trascurati. Ai controlli si ispeziona la mucosa, si pulisce o sostituisce il dispositivo e si aggiusta la misura. Perdite anomale, sangue o dolore vanno riferiti subito, senza aspettare la visita.