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I laringoscopi sono dispositivi portatili composti da un manico, che alloggia le batterie, e da una lama staccabile con cui si illumina l’interno della laringe durante l’intubazione. In questa categoria trovi manici e lame riutilizzabili in metallo, versioni monouso in plastica e set con manico, lame e custodia, pensati per la dotazione di ambulanze, pronto soccorso e reparti di anestesia. La scelta tra un modello e l’altro dipende da come viene usato lo strumento più che dalla marca che lo produce: materiale della lama, sistema di illuminazione e compatibilità fra i pezzi sono i tre punti da controllare prima di ordinare.
Laringoscopio riutilizzabile o monouso: come scegliere
La prima decisione riguarda il ciclo di vita dello strumento. Le lame riutilizzabili sono tipicamente in acciaio inossidabile di qualità 18/8, tipo AISI 303/304, resistente alla corrosione e conforme alla norma ISO 7376: si puliscono e si sterilizzano dopo ogni uso, e questo le rende la scelta più diffusa dove il dispositivo resta in dotazione fissa, come in un reparto o su un’ambulanza con protocolli di sanificazione consolidati. I manici riutilizzabili si trovano in ottone cromato o in alluminio anodizzato, materiali che reggono i cicli ripetuti di lavaggio senza perdere la marcatura CE di conformità.
Le lame monouso in policarbonato o plastica, insieme ai manici monouso in ABS, risolvono il problema opposto: niente pulizia né sterilizzazione tra un paziente e l’altro, perché il pezzo si getta dopo l’uso. Sono la soluzione naturale dove il rischio di contaminazione crociata va azzerato senza passare per un ciclo di sanificazione, per esempio nei kit di primo intervento o nelle borse di emergenza che restano chiuse per mesi. Il compromesso è nella sensazione d’uso: il metallo resta più rigido e preciso al tatto, la plastica è più leggera ma meno riutilizzabile per definizione.
Compatibilità fra manico e lama del laringoscopio
Manico e lama vanno scelti sullo stesso sistema, perché non tutte le combinazioni si accoppiano. Le versioni standard e quelle a fibre ottiche non sono intercambiabili tra loro: un manico a fibre ottiche non porta la luce a una lama di tipo standard, e viceversa. La conformità alla norma ISO 7376 è il riferimento da controllare per essere certi che pezzi di produttori diversi si innestino correttamente, il che conta soprattutto quando serve sostituire solo la lama o solo il manico di un set esistente e non tutto l’insieme.
Chi allestisce da zero una dotazione fa prima ad acquistare un set pronto, con manico, più misure di lama e custodia in un’unica confezione già compatibile al suo interno. Chi invece deve integrare un parco esistente controlla per prima cosa il sistema del pezzo che già possiede, e solo dopo sceglie il ricambio.
Laringoscopio a fibre ottiche e illuminazione
Il sistema di illuminazione è il secondo punto che distingue i modelli in vendita. Nella versione a fibre ottiche la luce viaggia lungo un fascio incorporato nella lama fino alla punta, con un’illuminazione più uniforme del campo visivo e meno ombre rispetto ai sistemi con lampadina puntuale. È la configurazione che si trova più spesso nei set professionali destinati a un uso intensivo, perché il fascio ottico è meno esposto a rotture rispetto a un filamento.
Il videolaringoscopio, che integra una telecamera e trasmette l’immagine su uno schermo, è un dispositivo distinto dal laringoscopio a fibre ottiche tradizionale: condivide la funzione di illuminare le vie aeree ma aggiunge la visualizzazione indiretta, con un costo e una complessità diversi. Chi cerca uno strumento semplice da tenere in dotazione fissa, senza componenti elettronici aggiuntivi da gestire, resta in genere sul laringoscopio classico o a fibre ottiche; chi lavora in contesti dove serve documentare o condividere la visione opta per il videolaringoscopio.
Misure delle lame e scelta secondo il paziente
Le lame si trovano in più misure numerate, dalla neonatale all’adulto, perché la lunghezza e la curvatura devono adattarsi all’anatomia di chi viene intubato. Un set destinato a un servizio che tratta anche pazienti pediatrici deve includere le misure più piccole, mentre una dotazione per soli adulti può limitarsi alle misure standard. Molti set in vendita includono già più lame di misure diverse abbinate a un solo manico, proprio per coprire senza acquisti separati l’intero arco di età che un servizio di emergenza può incontrare.
La forma della lama, curva o dritta, cambia la tecnica di intubazione e la scelta è in genere legata alla formazione e alle abitudini di chi utilizza lo strumento più che a una regola fissa. Per questo motivo un set con entrambe le forme disponibili lascia la decisione a chi opera, senza vincolarlo a una sola tecnica.
Laringoscopio per intubazione e strumenti collegati
Il laringoscopio è solo il primo strumento di una sequenza: serve a visualizzare le corde vocali per poi far passare il tubo che mantiene aperto il passaggio dell’aria. Chi allestisce una dotazione di emergenza lo affianca ai tubi endotracheali, disponibili in più diametri secondo lo stesso criterio di adattamento all’anatomia del paziente, e in alcuni protocolli a una maschera laringea, che rappresenta un’alternativa sovraglottica quando l’intubazione tracheale non è indicata o non riesce. Dopo l’intubazione, il supporto della ventilazione prosegue con un pallone di rianimazione o, nei casi che lo richiedono, con un ventilatore polmonare vero e proprio.
Anche prima dell’intubazione, quando le vie aeree vanno solo mantenute pervie, l’emergenza può richiedere una cannula di Guedel, uno strumento più semplice ma che copre una fase distinta del soccorso rispetto al laringoscopio.
Che cos’è la laringoscopia e perché il nome è simile
Chi cerca il dispositivo trova spesso risultati sulla laringoscopia come esame diagnostico, ed è utile distinguere i due termini perché condividono la radice ma non l’uso. La laringoscopia è un esame endoscopico che permette di osservare la laringe e, più in generale, le vie aerodigestive superiori: può essere indiretta, con uno specchietto, oppure diretta, con un endoscopio flessibile introdotto per via nasale o orale, ed è indicata per esaminare corde vocali e trachea iniziale, anche a scopo di trattamento oltre che diagnostico. In questo contesto l’esame diagnostico non è ciò che si trova in questa categoria: qui il laringoscopio è lo strumento usato in emergenza per intubare, non l’endoscopio flessibile dell’esame ambulatoriale, anche se il nome nasce dalla stessa radice anatomica.
Custodia, manutenzione e dotazione di ricambio
Un laringoscopio riutilizzabile in dotazione fissa va conservato in una custodia rigida, che protegge la lama dagli urti e mantiene ordinate le diverse misure quando non sono in uso. Dopo ogni impiego la lama in metallo va pulita e sterilizzata secondo il protocollo della struttura, mentre le batterie del manico vanno controllate periodicamente perché un manico scarico rende inutile anche la lama meglio tenuta. Chi acquista un set pronto trova già inclusa la custodia dimensionata sulle lame comprese nel kit, un dettaglio che evita di dover cercare una soluzione di conservazione a parte.
Domande frequenti
Il laringoscopio classico, anche nella versione a fibre ottiche, illumina la laringe e la rende visibile direttamente a occhio nudo. Il videolaringoscopio aggiunge una telecamera che trasmette l'immagine su uno schermo, permettendo una visualizzazione indiretta e la possibilità di condividere o registrare quanto viene osservato durante la manovra.
No: le lame monouso in plastica non devono essere pulite né sterilizzate, a differenza di quelle riutilizzabili in metallo. Sono pensate per un solo utilizzo e vanno smaltite dopo l'uso su ciascun paziente, senza alcun trattamento intermedio.