Poltrone Elevabili
Acquista online Poltrone Elevabili
Le poltrone elevabili, o alzapersona, sono poltrone motorizzate che aiutano ad alzarsi: la seduta si inclina e si solleva con un comando, accompagnando la persona dalla posizione seduta a quella eretta senza strappi e senza braccia che tirano. In questa categoria trovi poltrone elevabili per l’assistenza domiciliare, le RSA e le strutture ricettive attente all’accessibilità: l’ausilio di chi passa in poltrona buona parte della giornata e per cui l’alzata è diventata il momento difficile. È un acquisto diverso dagli altri ausili, perché è anche un mobile: sta in soggiorno, si usa dieci volte al giorno per anni, e la scelta deve tenere insieme la meccanica dell’aiuto, le misure della persona e la vita quotidiana del tessuto che la riveste. Questa pagina attraversa i quattro capitoli in quest’ordine, dal meccanismo ai criteri documentali che contano per gli ausili e per le forniture.
A cosa serve la poltrona elevabile
Le poltrone elevabili servono a rendere agevole il passaggio dalla posizione seduta a quella eretta, e per questo sono utili in presenza di difficoltà motorie e per le persone anziane: ginocchia e anche che non spingono più, muscolatura indebolita, equilibrio incerto nel momento del sollevamento. Il meccanismo rovescia la fisica del problema: invece di chiedere alle gambe di sollevare il corpo da una seduta bassa, è la seduta che sale e si inclina in avanti, portando la persona quasi in piedi e riducendo lo sforzo a un passo. Lo stesso movimento all’inverso accompagna la seduta, che per chi ha poca forza è un momento delicato quanto l’alzata: sedersi non deve essere lasciarsi cadere. Per chi assiste, la poltrona toglie decine di sollevamenti al giorno dalla schiena di chi aiuta: è uno di quegli ausili che migliorano due vite alla volta, quella di chi si alza e quella di chi non deve più sollevare.
Come funziona: motori, posizioni, comandi
Il cuore è la motorizzazione che muove schienale e seduta. Le configurazioni tipiche della categoria vanno dai modelli con un solo motore, dove schienale e poggiapiedi si muovono insieme, a quelli con motori indipendenti, che permettono di regolare schiena e gambe separatamente: la differenza si sente nelle ore di permanenza, quando la posizione di comfort è personale e cambia durante la giornata. Oltre all’alzata, la poltrona offre le posizioni della vita in poltrona: relax con gambe sollevate, lettura, riposo. Il comando è il punto di contatto quotidiano: pulsanti grandi, leggibili, raggiungibili senza contorsioni, perché la mano che lo usa è spesso la stessa che ha bisogno dell’alzata assistita. Un dettaglio pratico da non trascurare è la posizione del comando quando non si usa: deve avere una tasca o un aggancio, o vivrà per terra, agganciato al bracciolo dal nastro del telecomando come ultima spiaggia.
Misure, seduta e rivestimento: la poltrona sulla persona
La poltrona elevabile si sceglie sulla persona come un capo su misura. La profondità e l’altezza della seduta decidono la postura: i piedi devono appoggiare a terra da seduti, e la schiena arrivare allo schienale senza scivolare. La larghezza segue la corporatura, la portata dichiarata si prende con margine. Il rivestimento è la scelta che si apprezza nel tempo: per un uso assistenziale contano i tessuti sfoderabili o le finiture facili da pulire, perché la poltrona di chi passa lì molte ore lavora come un letto diurno, con gli stessi bisogni di igiene: macchie, briciole e piccoli incidenti fanno parte del quotidiano, e il tessuto che si pulisce in un gesto tiene la poltrona accogliente senza sforzi. Chi valuta l’acquisto per una condizione specifica fa bene a coinvolgere il fisioterapista o il medico del percorso: l’alzata assistita è preziosa, ma postura e tempi di permanenza vanno calibrati sulla condizione reale della persona.
Dispositivo medico e forniture: i criteri documentali
Un criterio tecnico utile nella scelta è la presenza della certificazione come dispositivo medico: qualifica la poltrona come ausilio a tutti gli effetti, con la documentazione che ne consegue, e per chi ha diritto a percorsi di assistenza è la carta che apre le porte giuste, da verificare con i propri riferimenti sanitari e amministrativi. Per le forniture alle strutture pubbliche esiste un capitolo in più: gli acquisti della pubblica amministrazione in tema di arredi sono soggetti ai Criteri Ambientali Minimi, con requisiti su emissioni e sostenibilità dei materiali, un vincolo da conoscere quando la destinazione è una gara o una struttura pubblica. Nel ramo riabilitazione e mobilità la poltrona sta accanto agli ausili dell’alzata e del trasferimento, dai sollevapazienti per chi non collabora più al movimento alle sedie a rotelle per gli spostamenti.
Come scegliere le poltrone elevabili in assortimento
Quattro criteri chiudono l’ordine. La motorizzazione: motore singolo per l’uso essenziale, motori indipendenti dove le ore di permanenza chiedono regolazioni fini. Le misure: seduta, larghezza e portata prese sulla persona, con i piedi a terra come verifica regina. Il rivestimento: sfoderabile o facile da igienizzare per l’uso assistenziale, gradevole da vivere per il soggiorno di casa. La documentazione: certificazione come dispositivo medico dove serve, requisiti CAM per le forniture pubbliche. Con queste risposte, la poltrona elevabile fa il suo doppio mestiere: essere il posto più comodo della casa, e il punto da cui ci si alza da soli.
Domande frequenti
Dipende dalle ore di permanenza: con il motore singolo schienale e poggiapiedi si muovono insieme, una soluzione essenziale per chi usa la poltrona soprattutto per l'alzata. I motori indipendenti regolano schiena e gambe separatamente, e la differenza si sente in chi passa in poltrona molte ore al giorno, dove la posizione di comfort è personale e cambia col momento. Più ore, più senso hanno i motori separati.
Sulla persona seduta: i piedi devono appoggiare per intero a terra, la schiena raggiungere lo schienale senza scivolare in avanti, la larghezza lasciare spazio senza disperdere il sostegno. La portata dichiarata si sceglie con margine. Per condizioni specifiche, posturali o post-operatorie, vale la pena far calibrare la scelta dal fisioterapista o dal medico che segue la persona.