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Doppler Vascolari

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Il doppler vascolare portatile fa sentire il flusso del sangue dove il polso non si apprezza: una sonda sulla cute, il suono del flusso in altoparlante o in cuffia, e il quadro vascolare periferico comincia a parlare. In questa categoria trovi doppler vascolari tascabili con le loro sonde per i distretti superficiali e profondi, le sonde di ricambio vendute a parte, gli strumenti di ambulatori, studi di vulnologia e podologia e reparti che valutano la perfusione degli arti ogni giorno. Non è l’ecocolordoppler della diagnostica per immagini: è il suo avamposto ambulatoriale, rapido ed economico, che decide chi ha bisogno dell’esame grande e chi può essere rassicurato subito, alla poltrona.

A cosa serve un doppler vascolare portatile

Il suo mestiere è la valutazione rapida del flusso: sentire un’arteria dove le dita non trovano il polso, verificare la perfusione di un arto, sostenere la misura dell’indice caviglia-braccio nella valutazione delle arteriopatie periferiche. È lo strumento delle domande veloci, quelle che in ambulatorio non possono aspettare un appuntamento di diagnostica: questo piede è perfuso? Questa ulcera ha una componente vascolare da mandare in diagnostica? Il doppler tascabile non produce immagini, produce suono e, nei modelli con display, il valore della frequenza rilevata: abbastanza per orientare, non per concludere, ed è esattamente il ruolo per cui lo si compra. Sta nella tasca del camice, si accende in un secondo e vive di batterie, il che lo rende lo strumento che segue chi lavora fra le stanze e a domicilio invece di aspettarlo in ambulatorio.

Doppler e indice caviglia-braccio

L’uso ambulatoriale più codificato è la misura dell’indice caviglia-braccio: la pressione sistolica rilevata col doppler alla caviglia confrontata con quella al braccio, il rapporto che orienta sulla presenza di arteriopatia periferica. È una pratica che vive di doppler e bracciale, si esegue alla poltrona in pochi minuti e sta nel repertorio di medici di base, vulnologi e podologi che seguono pazienti diabetici, dove la perfusione del piede va sorvegliata visita dopo visita. Per questo lavoro contano la chiarezza del segnale acustico e la maneggevolezza della sonda: il punto giusto si trova a orecchio, e uno strumento con un buon altoparlante accorcia la ricerca. Chi esegue l’indice con regolarità apprezza anche la presa per le cuffie, che isola il segnale nei corridoi rumorosi e nelle stanze condivise.

Le sonde del doppler vascolare: la frequenza segue il vaso

Le sonde si distinguono per frequenza, e la regola generale dell’ecografia vale anche qui: le frequenze più alte leggono meglio i vasi superficiali, quelle più basse penetrano verso i distretti profondi. In pratica la sonda da 8 MHz è quella del piede, della caviglia e dei vasi appena sotto la pelle, mentre la 5 MHz serve dove il vaso sta più in profondità o dove l’edema allontana l’arteria dalla superficie, situazione quotidiana proprio sulle gambe che si vogliono valutare. È il motivo per cui molti doppler vascolari lavorano con sonde intercambiabili: la stessa unità serve il distretto periferico e quello profondo cambiando trasduttore.

Le sonde si comprano anche da sole, ed è una parte del listino che vale la pena guardare prima dell’ordine e non dopo. Servono come secondo trasduttore per coprire un distretto in più, e servono come ricambio, perché la sonda è il pezzo che cade, che viene tirato per il cavo e che finisce nel gel: è lei a consumarsi, non l’unità. Alcune sonde dichiarano una protezione contro gli schizzi, dettaglio che pesa dove si lavora su ulcere medicate e superfici bagnate. La verifica prima dell’acquisto è doppia: quali frequenze servono alla propria pratica e se lo strumento scelto accetta quelle sonde, perché la sonda giusta sul doppler sbagliato è un acquisto a metà. Il gel di accoppiamento è lo stesso dell’ecografia, e vive nella pagina del gel per ecografia.

Quando si passa all’ecocolordoppler

Il doppler tascabile orienta, l’ecocolordoppler risponde: per gli arti inferiori è l’esame di primo livello per lo studio morfologico dei segmenti arteriosi, usato anche nel follow-up dopo rivascolarizzazione. Le indicazioni cliniche più comuni includono dolore alle gambe, gonfiore, pesantezza, crampi, ulcere cutanee, sospetta trombosi venosa profonda e sospetta arteriopatia periferica, e nei sospetti di ischemia critica o acuta, tromboflebite o edema improvviso l’esame è indicato in urgenza. Va detto anche il contrario: l’ecocolordoppler non è raccomandato come screening universale di popolazione, e va richiesto quando il risultato può modificare il percorso assistenziale. Il doppler portatile sta esattamente in quel punto della catena: aiuta a decidere per chi l’esame grande cambierà qualcosa.

Usare bene il doppler: angolo e condizioni

Due accorgimenti migliorano ogni valutazione. Il primo è l’angolo con cui la sonda appoggia sulla cute: tenendola perpendicolare al vaso il flusso quasi non si sente, mentre inclinandola verso la direzione del sangue, in pratica fra i 45 e i 60 gradi, il soffio diventa pieno e riconoscibile. Sui sistemi che stimano la velocità quell’angolo entra nel calcolo; qui, dove lo strumento restituisce suono e non misure di velocità, serve a trovare il vaso e a tenerlo. Il secondo accorgimento riguarda il paziente: qualche minuto di riposo in ambiente confortevole prima della valutazione aiuta a evitare la vasocostrizione periferica e migliora la qualità del segnale, dettaglio che pesa soprattutto negli ambulatori dove il paziente arriva dalla strada fredda o dalle scale fatte di corsa. Sono attenzioni gratuite, valgono quanto un gradino di fascia dello strumento e si insegnano in cinque minuti a chiunque userà il doppler in studio.

Come scegliere il doppler vascolare in assortimento

L’uso prevalente viene per primo: la valutazione periferica e l’indice caviglia-braccio chiedono la sonda adatta ai vasi superficiali, i distretti profondi la loro frequenza più bassa. Poi l’autonomia, perché uno strumento che gira fra le stanze e arriva al domicilio vive di batterie, e una carica che dura evita di trovarlo spento proprio alla visita in cui serviva. Poi le sonde: intercambiabili se la pratica copre più distretti, con l’occhio già puntato sul ricambio, perché il trasduttore è la parte che si rompe. Infine l’ascolto: altoparlante chiaro e presa per le cuffie negli ambienti rumorosi. Resta il fruscio. Quel soffio ritmico che esce dall’altoparlante quando la sonda trova l’arteria è tutto ciò che questo strumento ha da dire, e riconoscerlo bene richiede qualche settimana di caviglie, di dorsi del piede e di polsi difficili da agganciare. Il gel, l’angolo di appoggio e un orecchio allenato pesano quanto la sonda che si è scelta.

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