Timpanometri
Acquista online Timpanometri
I timpanometri sono gli apparecchi che misurano come lavora l’orecchio medio: una sonda che si appoggia in morbido contatto con l’ingresso del condotto varia la pressione dell’aria e misura la risposta del timpano ai suoni, e disegna la curva risultante, il timpanogramma, che racconta la mobilità della membrana timpanica e lo stato della cassa dell’orecchio medio. In questa categoria trovi timpanometri portatili per lo screening dell’orecchio medio, per otorinolaringoiatri, audiologi, tecnici audiometristi, pediatri e servizi di audiologia. È la diagnostica oggettiva dell’orecchio medio: non chiede risposte né giudizi al paziente, misura e basta, ed è per questo preziosa con i bambini piccoli e con chiunque non possa collaborare a un esame soggettivo. Capire l’esame e le sue curve è il modo migliore per scegliere l’apparecchio, ed è l’ordine che questa pagina segue, dalla sequenza dell’esame alla lettura delle curve.
Come funziona la timpanometria
La sequenza dell’esame è codificata: la timpanometria si esegue dopo un’otoscopia, che verifica che il condotto uditivo sia libero e che il timpano non sia perforato, poi la sonda si inserisce nel condotto, varia gradualmente la pressione dell’aria nel condotto e misura la risposta del timpano ai suoni di prova. Il principio dell’esame è meccanico prima che acustico: un timpano sano vibra e si muove liberamente, trasmettendo l’energia sonora alla catena degli ossicini; un orecchio medio pieno di liquido, o una tromba di Eustachio che non ventila, cambiano quella mobilità in modo misurabile, e la sonda la legge, trasformando una proprietà meccanica invisibile in una curva su un display. L’esame dura letteralmente pochi secondi per orecchio, non fa male e non chiede nulla al paziente se non un momento di quiete e un condotto ben sigillato dal tappino: è il motivo per cui la timpanometria è di casa negli ambulatori pediatrici, dove le otiti medie ricorrenti e i versamenti endotimpanici sono pane quotidiano della pratica, e la misura oggettiva evita di affidarsi solo all’occhio.
Leggere il timpanogramma: le curve e i numeri
Il risultato è una curva con una classificazione storica, entrata nel linguaggio comune degli specialisti. Il timpanogramma di tipo A indica la funzione normale dell’orecchio medio, con mobilità regolare della membrana timpanica e della catena ossiculare: il picco ben formato centrato nella zona della pressione ambiente. Le fonti tecniche danno i numeri della normalità: picco di pressione fra +50 e -100, nelle unità in uso mmH2O o daPa a seconda della scala, e compliance massima fra 0,3 e 1,6 millilitri. Le curve di tipo C spostano il picco verso pressioni negative, chiaramente sotto i -100: suggeriscono una disfunzione della tromba di Eustachio, l’orecchio che non ventila come dovrebbe, senza però escludere la presenza di un versamento dietro la membrana. La lettura appartiene al clinico, che la integra con otoscopia e storia: il timpanometro produce la curva, la competenza la trasforma in diagnosi, dentro il quadro clinico che nessuna curva sostituisce da sola.
Prima della sonda: il timpano integro
La verifica otoscopica preliminare non è un formalismo burocratico: la timpanometria presuppone un timpano integro, e la perforazione è una condizione da riconoscere prima, non da scoprire con la sonda. I segni della perforazione timpanica sono descritti dalla letteratura: dolore improvviso all’orecchio, sanguinamento, perdita dell’udito e tinnito, con otorrea, otorragia, perdita uditiva progressiva, acufene e, meno frequentemente, vertigini con nausea e vomito fra i sintomi riportati. Davanti a questi quadri l’esame cambia strada e la sonda resta nel cassetto, e il condotto occupato da cerume va liberato prima di misurare, con curette o lavaggio: è la filiera dell’orecchio che questa categoria condivide con le sue vicine, prima si guarda, poi si libera, poi si misura, e ogni passaggio protegge quello successivo e rende affidabile il risultato finale.
Il timpanometro nello studio
Nel ramo otorinolaringoiatria il timpanometro è la misura oggettiva che affianca e riscontra dall’esterno la diagnostica soggettiva degli audiometri, con i tappini per audiometria come consumabile condiviso della coppia. A monte lavorano l’otoscopio della verifica preliminare e gli strumenti della pulizia del condotto, dalle curette auricolari agli irrigatori auricolari. I tappini della sonda, nelle misure per condotti diversi, sono il consumabile quotidiano del timpanometro, come del suo cugino audiometrico: il pezzo pulito per ogni orecchio, a scorta come ogni consumabile che decide l’igiene e la tenuta della misura: un tappino della misura sbagliata non sigilla, e senza sigillo la sonda non misura nulla.
Cosa si chiede a un timpanometro in ambulatorio
La prova vera si fa con un bambino che non sta fermo. Lo strumento deve accendersi e misurare subito, perché la finestra di quiete che un piccolo paziente concede è quella e non si tratta, e deve reggere una mattinata intera di visite senza mandare qualcuno a cercare una presa fra un orecchio e l’altro. La sonda deve sigillare al primo appoggio, perché ogni tentativo in più accorcia quella finestra. La curva deve uscire leggibile e deve poter uscire anche dallo strumento, stampata o esportata, perché il timpanogramma entra nella documentazione clinica e viaggia fra colleghi. E dietro deve esserci una taratura raggiungibile, con verifiche periodiche programmate, come per ogni apparecchio che produce numeri su cui poi qualcuno prenderà una decisione. Sono richieste severe per un esame che dura pochi secondi per orecchio: ma è proprio quel mezzo minuto, ripetuto in una mattinata piena, a dire se dietro la membrana c’è un versamento, quando chi ce l’ha non ha ancora le parole per raccontarlo.
Domande frequenti
La funzione normale dell'orecchio medio: mobilità regolare della membrana timpanica e della catena ossiculare, con il picco della curva nella zona della pressione ambiente. Le fonti tecniche indicano come normali un picco fra +50 e -100 e una compliance massima fra 0,3 e 1,6 millilitri. Le curve di tipo C, con picco spostato sotto i -100, suggeriscono invece una disfunzione della tromba di Eustachio.
No: l'esame presuppone un timpano integro, ed è per questo che si esegue dopo l'otoscopia, che verifica condotto libero e membrana intatta. La perforazione ha i suoi segni, dal dolore improvviso al sanguinamento alla perdita di udito con acufene, e davanti a quel quadro la diagnostica prende un'altra strada. Anche il cerume che occupa il condotto va rimosso prima di misurare.