Gettacarte
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Il prezzo originale era: €238,10.€190,48Il prezzo attuale è: €190,48.Acquista online Gettacarte
I gettacarte raccolgono carta, piccoli rifiuti asciutti e scarti leggeri in uffici, camere hotel, sale riunioni, reception, corridoi e aree operative. In ambito professionale non basta scegliere un cestino da scrivania gradevole: contano posizione, frequenza di svuotamento, materiale, stabilità, facilità di pulizia e coerenza con l’ambiente. Un gettacarte aperto in acciaio inox, per esempio, è adatto a spazi di passaggio curati, mentre un cestino in plastica da ufficio resta pratico per postazioni numerose e back office. La categoria raccoglie modelli per uso interno, versioni più robuste e proposte pensate per ridurre il rischio legato a carta e mozziconi spenti male, senza entrare nel campo di cassonetti, bidoni o pattumiere da cucina.
Aree e specializzazioni
Gettacarte da Ufficio
I gettacarte per ufficio sono pensati per postazioni di lavoro, sale meeting, reception, camere d’albergo e piccoli spazi di servizio. Qui la scelta ruota soprattutto intorno a capienza, ingombro e aspetto: un cestino carta troppo piccolo richiede svuotamenti continui, uno troppo voluminoso diventa scomodo vicino a scrivanie e passaggi stretti. Nei contesti con molte postazioni conviene preferire modelli leggeri, impilabili o facili da movimentare durante le pulizie. Per ambienti front office, studi professionali e hospitality, meglio scegliere finiture più ordinate, come metallo verniciato o inox, perché il gettacarte resta spesso visibile al cliente.
Gettacarte Autoestinguenti
I gettacarte autoestinguenti servono in aree dove la carta può entrare in contatto con residui caldi o con materiali da smaltire con maggiore cautela. Non sostituiscono procedure interne e controlli, ma aiutano a contenere il rischio grazie a forme e coperchi studiati per limitare l’afflusso d’aria. Sono indicati per corridoi, zone comuni, ingressi presidiati, uffici tecnici, scuole, strutture ricettive e spazi aziendali ad alta rotazione. Se l’area è vicina a un ingresso esterno o a una zona fumatori, valuta anche contenitori dedicati ai mozziconi, così il gettacarte resta destinato alla carta e agli scarti asciutti.
Materiali e finiture da valutare
La scelta del materiale incide su durata, pulizia e percezione dell’ambiente. L’acciaio inox è preferibile in hotel, hall, aree comuni e locali dove serve una finitura ordinata e resistente ai lavaggi frequenti; un esempio rappresentativo è il gettacarte aperto in acciaio inox di Medial, adatto a spazi in cui il contenitore resta a vista. Il metallo verniciato offre buona robustezza e si abbina bene ad arredi tecnici o uffici operativi. La plastica, spesso in PP o altri polimeri rigidi, resta pratica quando servono molti cestini distribuiti in reparti, camere o postazioni. Alcuni componenti possono essere in ABS, materiale apprezzato per resistenza agli urti e pulizia semplice.
Per ambienti numerosi, come uffici amministrativi, scuole, back office di hotel e aree staff, i set multipli aiutano a rendere uniforme la dotazione. In questa logica rientra il cestino gettacarte in plastica da ufficio multicolore da 24 pezzi di Fatigati, utile quando bisogna attrezzare più postazioni senza mischiare modelli, altezze e colori diversi. Nei locali aperti al pubblico, invece, conviene ridurre l’effetto “cestino domestico” e puntare su linee più pulite, stabili e coerenti con l’arredo.
Capienza, posizione e uso reale
Un gettacarte va scelto partendo dal punto in cui verrà collocato. Sotto una scrivania basta spesso un formato compatto, mentre in una sala riunioni o in una zona reception serve più volume, perché il contenitore viene usato da più persone. In corridoi, hall e sale d’attesa è meglio evitare cestini troppo leggeri, che si spostano facilmente durante il passaggio o le pulizie. Per aree food, mense e strutture sanitarie, la scelta deve inserirsi nelle procedure di igiene e separazione dei rifiuti previste dal piano HACCP, senza confondere il gettacarte con contenitori per umido, frazioni alimentari o rifiuti sanitari.
La capienza dichiarata va letta insieme alla frequenza di svuotamento. Un contenitore piccolo può andare bene se il personale passa più volte al giorno; se invece lo svuotamento è concentrato a fine turno, conviene salire di volume o prevedere più punti raccolta. Anche il sacco conta: deve aderire senza cedere sul fondo e avere uno spessore adeguato, espresso spesso in micron, soprattutto se il contenitore riceve scarti misti leggeri oltre alla sola carta. Evita di usare un unico gettacarte come contenitore generico per tutto: sporco liquido, alimenti e imballaggi bagnati accorciano la vita del prodotto e rendono più lenta la pulizia.
Gettacarte, differenziata e altri contenitori
Il gettacarte lavora bene quando il rifiuto è asciutto, leggero e di piccolo formato. Se l’obiettivo è separare più frazioni, servono contenitori dedicati alla raccolta differenziata; se il volume cresce molto, è più corretto valutare bidoni spazzatura professionali o contenitori di maggiore capacità. In un ufficio direzionale può bastare un cestino carta per ogni postazione e un punto comune per plastica e indifferenziato. In un hotel, invece, la dotazione cambia tra camera, corridoio, back office e aree colazione.
Per scegliere bene, parti da tre domande operative: chi usa il contenitore, cosa ci finisce dentro, quante volte viene svuotato. Per scrivanie e camere conviene un cestino da ufficio leggero e facile da pulire; per aree comuni meglio un modello più stabile e curato; per zone con rischio legato a carta e residui caldi è preferibile orientarsi sui gettacarte autoestinguenti. Una dotazione coerente riduce disordine visivo, tempi di pulizia e sostituzioni premature, soprattutto quando i contenitori sono distribuiti in molti ambienti della stessa struttura.
Domande frequenti
Per postazioni amministrative, camere hotel e reception basta spesso un gettacarte da ufficio, facile da svuotare e coerente con l’arredo. In corridoi, sale d’attesa, aree comuni e locali con molta carta, è preferibile un modello autoestinguente, perché limita la propagazione di eventuali principi d’incendio nel contenitore. Valuta anche chi lo usa: personale interno, ospiti o pubblico. Se il cestino riceve solo carta asciutta, conta soprattutto praticità e pulizia; se l’uso è meno controllato, scegli un contenitore più chiuso e stabile.
Parti dal punto d’uso, non dal prezzo. Sulle singole scrivanie o nelle camere bastano gettacarte compatti, perché lo svuotamento rientra nel giro ordinario di pulizia. In sale riunioni, reception, corridoi e aree pausa serve più volume, altrimenti il contenitore si riempie a metà giornata e crea disordine. Per mense, aree con imballi o rifiuti misti, verifica prima se non sia più adatta una categoria diversa, come bidoni o raccolta differenziata, per non usare il gettacarte fuori scopo.
Il gettacarte aperto è rapido da usare e adatto a scrivanie, camere e retro banco con solo carta pulita. Il modello chiuso nasconde il contenuto e riduce la vista del sacco, utile in reception, sale d’attesa e hotel. Il coperchio basculante è pratico dove passa pubblico, ma richiede lavaggi più frequenti perché viene toccato e può trattenere sporco. Evita aperture troppo strette se il personale svuota spesso cestini con fogli, salviette asciutte o piccoli imballi leggeri.
Per uso professionale conviene dare priorità a superfici lavabili e poco porose. Metallo verniciato e acciaio sono indicati in aree comuni, uffici con alto passaggio e contesti dove conta la resistenza agli urti. La plastica è leggera, pratica per spostamenti frequenti e camere, purché sia stabile e facile da pulire. Evita cestini in vimini o materiali intrecciati nelle zone operative HoReCa: raccolgono polvere, si puliscono male e sono meno adatti quando il rischio incendio va tenuto sotto controllo.
Per i luoghi di lavoro il riferimento generale è il D.Lgs. 81/2008, che richiede valutazione dei rischi, ordine e sicurezza degli ambienti. Per la prevenzione incendi va considerato anche il DM 3 settembre 2021. Queste norme non impongono un unico tipo di gettacarte, ma incidono sulla scelta: non ostruire vie di esodo, evitare accumuli di carta, usare contenitori stabili e, nelle aree più sensibili, preferire modelli autoestinguenti. La scheda prodotto deve indicare materiale, uso previsto e modalità di pulizia.