Gettacarte
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Il prezzo originale era: €379,20.€303,36Il prezzo attuale è: €303,36.Acquista online Gettacarte
I gettacarte raccolgono carta, piccoli rifiuti asciutti e scarti leggeri in uffici, camere hotel, sale riunioni, reception, corridoi e aree operative. In ambito professionale non basta scegliere un cestino da scrivania gradevole: contano posizione, frequenza di svuotamento, materiale, stabilità, facilità di pulizia e coerenza con l’ambiente. Un gettacarte aperto in acciaio inox, per esempio, è adatto a spazi di passaggio curati, mentre un cestino in plastica da ufficio resta pratico per postazioni numerose e back office. La categoria raccoglie modelli per uso interno, versioni più robuste e proposte pensate per ridurre il rischio legato a carta e mozziconi spenti male, senza entrare nel campo di cassonetti, bidoni o pattumiere da cucina.
Aree e specializzazioni
Gettacarte da Ufficio
I gettacarte per ufficio sono pensati per postazioni di lavoro, sale meeting, reception, camere d’albergo e piccoli spazi di servizio. Qui la scelta ruota soprattutto intorno a capienza, ingombro e aspetto: un cestino carta troppo piccolo richiede svuotamenti continui, uno troppo voluminoso diventa scomodo vicino a scrivanie e passaggi stretti. Nei contesti con molte postazioni conviene preferire modelli leggeri, impilabili o facili da movimentare durante le pulizie. Per ambienti front office, studi professionali e hospitality, meglio scegliere finiture più ordinate, come metallo verniciato o inox, perché il gettacarte resta spesso visibile al cliente.
Gettacarte Autoestinguenti
I gettacarte autoestinguenti servono in aree dove la carta può entrare in contatto con residui caldi o con materiali da smaltire con maggiore cautela. Non sostituiscono procedure interne e controlli, ma aiutano a contenere il rischio grazie a forme e coperchi studiati per limitare l’afflusso d’aria. Sono indicati per corridoi, zone comuni, ingressi presidiati, uffici tecnici, scuole, strutture ricettive e spazi aziendali ad alta rotazione. Se l’area è vicina a un ingresso esterno o a una zona fumatori, valuta anche contenitori dedicati ai mozziconi, così il gettacarte resta destinato alla carta e agli scarti asciutti.
Materiali e finiture da valutare
La scelta del materiale incide su durata, pulizia e percezione dell’ambiente. L’acciaio inox è preferibile in hotel, hall, aree comuni e locali dove serve una finitura ordinata e resistente ai lavaggi frequenti; un esempio rappresentativo è il gettacarte aperto in acciaio inox di Medial, adatto a spazi in cui il contenitore resta a vista. Il metallo verniciato offre buona robustezza e si abbina bene ad arredi tecnici o uffici operativi. La plastica, spesso in PP o altri polimeri rigidi, resta pratica quando servono molti cestini distribuiti in reparti, camere o postazioni. Alcuni componenti possono essere in ABS, materiale apprezzato per resistenza agli urti e pulizia semplice.
Per ambienti numerosi, come uffici amministrativi, scuole, back office di hotel e aree staff, i set multipli aiutano a rendere uniforme la dotazione. In questa logica rientra il cestino gettacarte in plastica da ufficio multicolore da 24 pezzi di Fatigati, utile quando bisogna attrezzare più postazioni senza mischiare modelli, altezze e colori diversi. Nei locali aperti al pubblico, invece, conviene ridurre l’effetto “cestino domestico” e puntare su linee più pulite, stabili e coerenti con l’arredo.
Capienza, posizione e uso reale
Un gettacarte va scelto partendo dal punto in cui verrà collocato. Sotto una scrivania basta spesso un formato compatto, mentre in una sala riunioni o in una zona reception serve più volume, perché il contenitore viene usato da più persone. In corridoi, hall e sale d’attesa è meglio evitare cestini troppo leggeri, che si spostano facilmente durante il passaggio o le pulizie. Per aree food, mense e strutture sanitarie, la scelta deve inserirsi nelle procedure di igiene e separazione dei rifiuti previste dal piano HACCP, senza confondere il gettacarte con contenitori per umido, frazioni alimentari o rifiuti sanitari.
La capienza dichiarata va letta insieme alla frequenza di svuotamento. Un contenitore piccolo può andare bene se il personale passa più volte al giorno; se invece lo svuotamento è concentrato a fine turno, conviene salire di volume o prevedere più punti raccolta. Anche il sacco conta: deve aderire senza cedere sul fondo e avere uno spessore adeguato, espresso spesso in micron, soprattutto se il contenitore riceve scarti misti leggeri oltre alla sola carta. Evita di usare un unico gettacarte come contenitore generico per tutto: sporco liquido, alimenti e imballaggi bagnati accorciano la vita del prodotto e rendono più lenta la pulizia.
Gettacarte, differenziata e altri contenitori
Il gettacarte lavora bene quando il rifiuto è asciutto, leggero e di piccolo formato. Se l’obiettivo è separare più frazioni, servono contenitori dedicati alla raccolta differenziata; se il volume cresce molto, è più corretto valutare bidoni spazzatura professionali o contenitori di maggiore capacità. In un ufficio direzionale può bastare un cestino carta per ogni postazione e un punto comune per plastica e indifferenziato. In un hotel, invece, la dotazione cambia tra camera, corridoio, back office e aree colazione.
Per scegliere bene, parti da tre domande operative: chi usa il contenitore, cosa ci finisce dentro, quante volte viene svuotato. Per scrivanie e camere conviene un cestino da ufficio leggero e facile da pulire; per aree comuni meglio un modello più stabile e curato; per zone con rischio legato a carta e residui caldi è preferibile orientarsi sui gettacarte autoestinguenti. Una dotazione coerente riduce disordine visivo, tempi di pulizia e sostituzioni premature, soprattutto quando i contenitori sono distribuiti in molti ambienti della stessa struttura.
Domande frequenti
Il fattore decisivo è il rischio che nel contenitore finiscano residui caldi insieme alla carta, anche per errore: corridoi, reception, sale d'attesa e zone comuni con passaggio non controllato sono i punti dove questo rischio è più concreto. Un gettacarte standard va bene quando il contenuto è prevedibile, per esempio sotto una scrivania o in una stanza dove solo il personale interno lo usa. Nei punti condivisi da più persone, dove non si può controllare cosa viene gettato, un modello con testa autoestinguente riduce le conseguenze di un conferimento sbagliato. Non serve applicarlo ovunque: la scelta va fatta punto per punto, in base a chi usa quel contenitore.
Serve dove le persone fumano vicino al punto di raccolta, tipicamente ingressi esterni, dehors o aree fumatori, e tendono a gettare insieme sia il mozzicone sia piccoli rifiuti come scontrini o incarti. In quei punti un gettacarte semplice finisce comunque per ricevere mozziconi non spenti, con rischio maggiore rispetto a un modello con vaschetta dedicata. Se invece il punto è interno, lontano da zone fumatori, un gettacarte senza posacenere resta la scelta più semplice da gestire e da pulire. La presenza di fumatori nell'area, più che l'estetica del contenitore, è il criterio che deve guidare questa scelta.
In un'area condivisa da molte persone non conviene sempre aumentare la capacità di un solo contenitore: superata una certa dimensione, il gettacarte diventa ingombrante e rallenta il passaggio proprio nei punti più frequentati, come corridoi stretti o davanti a una stampante condivisa. Distribuire due o tre punti di raccolta più piccoli, invece di un unico contenitore grande, spesso funziona meglio: ogni punto resta vicino a chi lo usa e nessuno deve attraversare la stanza per gettare un foglio. La scelta tra un contenitore unico e più punti dipende dalla disposizione fisica dello spazio, non solo dal numero di persone: in un open space allungato conviene distribuire i punti di raccolta, in una sala compatta un solo formato più capiente resta più semplice da gestire.
In reception, hall e sale d'attesa il contenitore resta sotto gli occhi di ospiti e visitatori per gran parte della giornata, quindi la finitura e la forma contano quanto la funzione: un modello in acciaio inox o metallo verniciato si integra meglio con l'arredo di un cestino in plastica da ufficio. In un back office o in un'area operativa, dove il gettacarte non è mai visibile al pubblico, la priorità cambia e diventa la praticità di svuotamento e pulizia, con materiali più leggeri e meno costosi. La stessa capacità, in due ambienti diversi, può quindi richiedere due prodotti molto diversi tra loro.
Sì. Un gettacarte pensato per un ufficio o una camera non è costruito per resistere a pioggia, vento o umidità costante, anche se l'area esterna è coperta da una tettoia o un portico. In quei punti conviene scegliere modelli pensati per l'esterno, con base più stabile e materiali meno sensibili agli sbalzi di temperatura, spesso già presenti tra i gettacarte con posacenere o autoestinguenti per il maggior controllo che offrono in zone di passaggio non presidiate. Un contenitore da interno lasciato vicino a un ingresso esterno tende a sporcarsi, scolorire o perdere stabilità più in fretta, con sostituzioni più frequenti del previsto.