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Gli strumenti antropometrici sono gli attrezzi con cui si misura il corpo umano: statura, circonferenze, pliche, diametri, lunghezze dei segmenti e angoli articolari. In questa categoria trovi statimetri da parete e portatili, misuratori per la lunghezza dei neonati, plicometri, nastri metrici per le circonferenze, calibri e goniometri, cioè la dotazione di lavoro di nutrizionisti, dietisti, medici dello sport, fisioterapisti, pediatri e di chiunque trasformi il corpo di un paziente in numeri confrontabili nel tempo. Semplici in apparenza, sono strumenti la cui precisione decide se due visite a mesi di distanza si possono confrontare.
Strumenti antropometrici: cosa significa e cosa si misura
L’antropometria è la disciplina che misura il corpo umano nel suo insieme e nei suoi segmenti: antropometrico vuol dire relativo a queste misurazioni corporee. Le principali misure includono statura, peso, diametri, circonferenze, lunghezze dei segmenti e rapporti dimensionali fra punti anatomici di riferimento. Ognuna vuole il suo attrezzo, ed è il motivo per cui la dotazione antropometrica è fatta di strumenti diversi fra loro: la scheda di una valutazione passa dal metro, dal calibro e dalla bilancia prima di arrivare a un giudizio. Antropometrico, quindi, non è un sinonimo dotto di corporeo: è il nome del metodo che rende una misura confrontabile con la precedente e con la prossima.
Quali sono gli strumenti antropometrici
I riferimenti tecnici indicano come strumenti della misurazione antropometrica la bilancia, il nastro metrico, i calibri scorrevoli e i compassi a branche curve, oltre all’antropometro, l’asta rigida con due scale di lettura usata nelle valutazioni estese per rilevare altezze e diametri corporei. Nella pratica ambulatoriale la dotazione prende una forma più concreta: lo statimetro per la statura, il plicometro per le pliche, il nastro per le circonferenze, il calibro a corsoio per i diametri ossei di ginocchio, gomito e polso, il craniometro e il nastro pediatrico con regolo dei percentili, il goniometro per gli angoli articolari. Per il peso, la misura più frequente, la scelta dello strumento ha una pagina dedicata fra le bilance pesapersone: qui stanno gli attrezzi che misurano tutto il resto.
Statimetro: la statura presa con metodo antropometrico
Lo statimetro esiste in tre forme: a parete, integrato nella colonna della bilancia o portatile da appoggio a terra. La versione a parete è la scelta degli ambulatori con una postazione fissa; quella portatile segue chi lavora in sedi diverse, dagli screening scolastici alle visite in azienda. Qualunque sia la forma, la misura si esegue rispetto a un punto di riferimento stabile, il pavimento o il piano di seduta: uno statimetro appoggiato male o una parete con battiscopa sporgente introducono un errore che nessuna scala di lettura può correggere. Anche la routine ha il suo peso: talloni, glutei e capo in appoggio, sguardo orizzontale, lettura sempre allo stesso momento della giornata.
Le misure antropometriche in età pediatrica
Il paziente pediatrico misura in un altro modo. Nei primi mesi la lunghezza si rileva da sdraiati, su strumenti con piano rigido e cursore oppure su tappetini morbidi e lavabili che si ripiegano; solo più avanti si passa alla statura in piedi. Le circonferenze, a partire da quella cranica, entrano nei bilanci di crescita con una regolarità che l’adulto non conosce, e il nastro con il regolo dei percentili serve a collocare subito il valore nella curva. Gli strumenti pediatrici non sono versioni rimpicciolite di quelli per adulti ma attrezzi pensati per pazienti che si muovono: chi lavora in pediatria li sceglie sulla velocità con cui portano a casa una misura affidabile al primo tentativo.
Plicometro, nastro e circonferenze: le misure antropometriche della composizione corporea
Il plicometro misura lo spessore delle pliche cutanee, il dato con cui nutrizionisti e medici dello sport stimano la componente adiposa; esiste meccanico a molla, in plastica e in versione digitale con lettura diretta. Il nastro metrico rileva le circonferenze, dalla vita al braccio, che entrano nei rapporti dimensionali usati in ambulatorio, e alcune versioni portano il calcolatore del rapporto vita-fianchi o dell’indice di massa corporea. Sono le misure più sensibili al metodo: la stessa plica presa da due mani diverse, o la stessa circonferenza presa a due altezze diverse, produce numeri diversi. Chi segue pazienti nel tempo standardizza tutto: stesso strumento, stesso operatore, stessi punti scritti in scheda. Sul plicometro conta la meccanica, perché una molla che chiude sempre alla stessa pressione separa lo strumento professionale dall’oggetto da cassetto; sul nastro conta la rigidità del materiale.
Angoli, postura e forza: le altre misure antropometriche
Accanto alle dimensioni ci sono grandezze che descrivono come il corpo si muove e regge, e hanno i loro strumenti. Il goniometro misura gli angoli articolari: esiste con scala a 180 o a 360 gradi, in modelli corti per le dita e a bracci lunghi per anca, ginocchio e spalla, e mette un numero sull’escursione di un’articolazione prima e dopo un ciclo riabilitativo. Lo scoliometro si appoggia sul dorso flesso e quantifica la rotazione del tronco nello screening della scoliosi; l’analizzatore posturale dà il riferimento visivo per la valutazione anteriore, posteriore e laterale, e il filo a piombo la verticale su cui leggere gli scostamenti. Il dinamometro chiude il quadro con la forza di presa, misura rapida e ripetibile usata come indicatore generale nello sport e nella valutazione funzionale.
Precisione e ripetibilità: il metodo conta quanto lo strumento
Per le rilevazioni antropometriche contano precisione, ripetibilità e uso corretto dei punti di repere anatomici: la qualità della misura dipende dal metodo oltre che dallo strumento. In ambito ergonomico e clinico questi numeri finiscono in decisioni concrete, dalla postazione di lavoro da adattare al piano nutrizionale da correggere. Una scala leggibile e un azzeramento affidabile tolgono la parte di errore che dipende dall’attrezzo; il resto dipende dalla mano.
Come scegliere gli strumenti antropometrici in assortimento
Il criterio guida è il tipo di pratica. Chi apre uno studio di nutrizione parte dal trio statimetro, nastro e plicometro, scelto sulla frequenza d’uso: una scala di lettura chiara e una meccanica che non prende gioco valgono più di ogni funzione aggiuntiva. Chi lavora sul movimento aggiunge il goniometro nelle misure adatte alle articolazioni che segue, e valuta se gli serve anche uno strumento per la postura o per la forza. Chi lavora fuori sede privilegia attrezzi portatili e leggeri, che stiano in una borsa senza perdere stabilità. Chi misura bambini guarda alle versioni pediatriche, con scale che partono da valori piccoli e appoggi pensati per pazienti che non stanno fermi. Il resto lo decide la costanza: lo stesso attrezzo, appoggiato sempre allo stesso punto e letto sempre allo stesso modo, rende una scheda leggibile a distanza di anni, ed è quel numero confrontabile il dato che una valutazione antropometrica va cercando.
Domande frequenti
A misurare l'ampiezza di movimento di un'articolazione, cioè quanti gradi copre un gesto rispetto alla posizione di partenza. Si trova con scala a 180 o a 360 gradi e in lunghezze diverse: i modelli piccoli servono per le dita, quelli a bracci lunghi per anca, ginocchio e spalla, dove i segmenti da allineare sono estesi. È lo strumento con cui fisioterapisti, ortopedici e medici dello sport documentano un recupero: senza un numero preso allo stesso modo a ogni controllo, il progresso resta un'impressione.
Sono due strade diverse verso lo stesso dato. Il plicometro stima la componente adiposa dalla misura diretta delle pliche cutanee: costa poco, non ha batterie e rende bene nelle mani di chi misura sempre con lo stesso metodo. L'analisi impedenziometrica passa dalla strumentazione elettronica e restituisce il dato senza dipendere dalla manualità. Molti studi le usano insieme, una come misura di lavoro e l'altra come controllo: se la pratica è appena avviata, il plicometro è il punto d'ingresso con il costo minore.