Collant a Compressione Graduata
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I collant a compressione graduata estendono il gradiente compressivo a tutta la gamba: la pressione massima alla caviglia che decresce lungo polpaccio e coscia, dentro un indumento che veste come un collant qualunque e lavora come un dispositivo. In questa categoria trovi collant a compressione graduata con la classe e i mmHg dichiarati in scheda, per chi ha un’indicazione medica che risale sopra il ginocchio, per chi convive con le varici e per chi vuole la copertura compressiva senza pensieri di tenuta. Sono il formato più esteso della famiglia, e la scelta segue le stesse regole tecniche dei formati corti, con in più le misure della coscia e una domanda che viene prima di tutte: fin dove deve arrivare la compressione. Da lì discendono formato, classe e misura, nell’ordine che questa pagina segue.
La compressione graduata su tutta la gamba
Il principio è quello della compressione graduata: la pressione massima alla caviglia, che diminuisce progressivamente verso polpaccio e coscia. Nel collant il gradiente accompagna l’intero percorso del ritorno venoso, dalla caviglia dove la colonna di sangue pesa di più fino alla radice della gamba: è il formato di chi ha bisogno che la spinta non si fermi al ginocchio, perché il problema venoso interessa anche la coscia. Rispetto ad autoreggenti e monocollant, il collant risolve alla radice la questione della tenuta: niente balze che scivolano, niente elastici che segnano, l’indumento sta su da solo e la compressione resta dove deve stare per tutta la giornata. In cambio chiede un po’ più di pazienza nell’indossarlo, un’abilità che si impara in fretta, con i guanti in gomma e la tecnica del rovesciamento parziale che ogni sanitaria insegna volentieri.
Le classi di compressione e le indicazioni cliniche
Le calze compressive si classificano in base alla pressione alla caviglia espressa in mmHg: una classificazione comune distingue la compressione bassa sotto i 20 mmHg, la media fra 20 e 30, l’alta oltre i 30. Le guide cliniche collegano le classi alle condizioni: una guida del NHS indica la classe I per vene varicose lievi ed edema lieve, la classe II per varici moderate e severe e per la prevenzione della recidiva delle ulcere, la classe III per varici importanti, sindrome post-flebitica e linfedema. Sono indicazioni che disegnano un confine chiaro: le classi terapeutiche appartengono al percorso medico, e alcune linee guida raccomandano, prima di iniziare una terapia compressiva piena, di misurare con Doppler l’indice caviglia-braccio ABPI in entrambe le gambe, per escludere condizioni arteriose che la compressione aggraverebbe. Il collant terapeutico si compra dopo quella valutazione, non al posto suo.
I denari non sono mmHg: leggere l’etichetta giusta
L’equivoco classico della categoria riguarda i denari: indicano la pesantezza del filato, non la pressione terapeutica. Un collant da 70 o 140 denari può comprimere pochissimo, e uno tecnico apparentemente leggero può essere una classe seria: per la scelta contano la pressione espressa in mmHg, la classe di compressione e la corretta misurazione della gamba, i tre dati che la scheda di un prodotto compressivo vero dichiara sempre. Nei documenti tecnici le calze compressive destinate alla prevenzione o al trattamento di disturbi venosi o linfatici sono descritte come dispositivi medici, con marcatura CE e fabbricante in etichetta: è la differenza fra la calzetteria riposante da supermercato e il dispositivo con classi misurate, e l’etichetta la racconta a chi sa leggerla: fabbricante, marcatura, classe e mmHg sono le quattro voci da cercare, e la loro assenza è essa stessa un’informazione.
Materiali e misure del collant compressivo
I materiali influenzano comfort, traspirazione, calore, morbidezza e durata: nelle guide compaiono microfibra, cotone, lana ed elastan, e la scelta segue la stagione e la pelle, la microfibra fresca e liscia, il cotone per chi vuole fibra naturale a contatto, la lana per l’inverno e per chi soffre il freddo alle gambe. Le misure sono la metà tecnica dell’acquisto: circonferenze di caviglia, polpaccio e coscia prese con il metro al mattino, confrontate con la tabella del produttore, perché il gradiente promesso esiste solo sulla taglia giusta. Il collant compressivo è il fratello lungo dei gambaletti a compressione graduata, dentro la famiglia delle calze compressive del ramo ortopedia e compressione: stessa fisica, copertura diversa, e la scelta fra i formati segue l’indicazione clinica e le abitudini di chi li porta.
Come scegliere i collant a compressione graduata in assortimento
Davanti a un collant compressivo le domande da farsi sono poche e sempre le stesse. La classe: quella leggera di prevenzione si valuta da soli, quelle terapeutiche arrivano con l’indicazione del medico e con le verifiche del caso, e i mmHg restano l’unico linguaggio affidabile. Le misure: caviglia, polpaccio e coscia sul metro, mai la taglia dei vestiti, perché il gradiente vive di circonferenze giuste. Il materiale: microfibra, cotone e lana cambiano il modo in cui il collant si porta d’estate e d’inverno, con l’elastan a fare il lavoro elastico. Il ricambio: due paia in rotazione come minimo, perché il lavaggio quotidiano è parte integrante della terapia e il tessuto riposato mantiene la classe dichiarata. Il collant giusto si riconosce la sera, nel momento in cui si sfila: la gamba non è gonfia, lo slip rinforzato non ha segnato la vita e il gradiente ha lavorato dalla caviglia alla coscia per tutte le ore in cui è rimasto addosso, senza chiedere una sola volta di essere risistemato.
Domande frequenti
No: i denari misurano la pesantezza del filato, non la pressione terapeutica. Un collant compressivo vero dichiara la pressione in mmHg alla caviglia e la classe di compressione, ed è su quei numeri che si sceglie, insieme alla misurazione corretta della gamba. La calzetteria riposante generica e il dispositivo medico con classi misurate sono prodotti diversi, e l'etichetta li distingue.
Dipende da dove serve la compressione: se l'indicazione riguarda solo polpaccio e caviglia, il gambaletto basta e si indossa più facilmente; se il problema venoso risale alla coscia, serve il formato lungo, e il collant aggiunge una tenuta senza pensieri rispetto all'autoreggente. Nei percorsi terapeutici il formato lo suggerisce il medico insieme alla classe: la copertura segue la clinica.