L’ordito sta sul telaio, la trama ci passa dentro
In un tessuto i fili non sono tutti uguali di ruolo. L’ordito e la trama sono i due sistemi che si incrociano ad angolo retto: l’ordito è l’insieme dei fili disposti per lungo e tenuti in tensione sul telaio, la trama è l’insieme dei fili inseriti per traverso, uno dopo l’altro, negli spazi che l’ordito apre.
La differenza è di direzione e di ruolo, non di materiale: lo stesso filato può fare da ordito in un tessuto e da trama in un altro. Su una pezza finita i due si riconoscono dalla cimosa, il bordo compatto che corre lungo i lati e che si forma dove la trama inverte la marcia: la cimosa è sempre parallela all’ordito. È il modo più rapido per orientare un pezzo di stoffa senza avere davanti la macchina che lo ha fatto.
Il ciclo del telaio: passo, inserimento, battuta
La tessitura è la ripetizione di tre movimenti. Nell’apertura del passo una parte dei fili di ordito viene sollevata e una parte abbassata, e fra i due gruppi si apre un varco a forma di cuneo. Nell’inserimento il filo trasversale viene portato da un capo all’altro dentro quel varco. Nella battuta un pettine spinge il filo appena inserito contro il tessuto già formato, serrandolo.
Poi i fili si scambiano di posizione e il ciclo ricomincia. Quali fili salgono a ogni passaggio è la sola cosa che davvero si progetta, e si chiama armatura: da lì dipendono aspetto, spessore, cedevolezza e resistenza del tessuto, a parità di filato.
Tela, saia e raso: come si incrociano ordito e trama
Le armature fondamentali sono tre, e tutte le altre ne discendono.
- Tela: ogni filo trasversale passa alternativamente sopra e sotto un filo per volta. È il massimo numero possibile di incroci, quindi il tessuto più stabile, il più opaco e quello che si sfila meno. La garza da medicazione è una tela molto rada.
- Saia: il filo trasversale scavalca due o più fili e a ogni passaggio lo scavalcamento si sposta di uno, disegnando una diagonale in superficie. Gli incroci sono meno numerosi, e un tessuto con meno incroci è più morbido e cade meglio.
- Raso: gli incroci vengono distribuiti in modo che non si tocchino mai, così un solo sistema di fili resta in vista e forma una superficie continua. Ne viene lucentezza e scorrevolezza, e la minore stabilità delle tre.
Perché ordito e trama non reggono allo stesso modo
I due sistemi arrivano al tessuto dopo storie diverse. I fili di ordito restano in tensione per tutta la lavorazione e strisciano di continuo contro i licci e il pettine, quindi si preparano più torti e spesso imbozzimati, cioè rivestiti di un appretto che poi verrà lavato via. La trama non subisce niente di tutto questo e resta di regola più soffice e meno torta. Anche il numero di fili per centimetro è quasi sempre diverso nelle due direzioni.
Le conseguenze si toccano con mano. Un tessuto tirato per lungo e tirato per traverso non dà la stessa resistenza e non cede della stessa quantità; il ritiro dopo il lavaggio è diverso nei due versi; e una specifica tecnica deve dichiarare due numeri, non uno. La garza di cotone è l’esempio più netto: una garza detta dodici barra otto ha dodici fili di ordito e otto di trama per centimetro quadrato, venti in tutto, e senza le due parole quella specifica non si può nemmeno scrivere. La stessa logica arriva fino all’etichetta, perché il regolamento europeo sulle denominazioni tessili ammette che la composizione sia dichiarata separatamente per i due sistemi, con formule come ordito puro cotone e trama puro lino.
Lo sbieco, cioè la diagonale a quarantacinque gradi
C’è una terza direzione che non ha fili propri ed è quella in cui il tessuto si deforma di più: la diagonale a quarantacinque gradi rispetto ai due sistemi, che in sartoria si chiama sbieco.
La ragione è geometrica. Tirando per lungo o per traverso si mette sotto sforzo il filo stesso, che è poco estensibile e oppone subito resistenza. Tirando in diagonale nessuno dei due sistemi viene tirato nel senso della propria lunghezza: quello che si muove sono gli angoli agli incroci, che ruotano come un graticcio che si chiude. Il tessuto si allunga parecchio, si stringe di traverso e si adatta alle superfici curve.
Da qui si spiegano cose molto pratiche. Una benda di garza tessuta si strappa a mano con un taglio netto quando si segue una delle due direzioni, e sfilaccia se si prova ad andare in diagonale. E una striscia tagliata di sbieco si avvolge su un arto senza fare pieghe, cosa che la stessa striscia tagliata dritta non fa.
I tessuti che ordito e trama non ce li hanno
Non tutte le stoffe hanno due sistemi di fili, e chiamarne le parti con queste parole quando non ci sono porta fuori strada.
La maglia è fatta da un filo solo che forma anelli, e ogni anello si aggancia a quello della fila precedente: non c’è nessun incrocio fra due sistemi, il vocabolario cambia in ranghi e colonne, e il tessuto si allunga in tutte le direzioni perché a cedere sono gli anelli e non i fili. Il tessuto non tessuto non ha nemmeno il filato: le fibre vengono deposte e unite fra loro senza passare da un telaio, quindi ha comunque un verso privilegiato, quello di marcia della macchina, ma non ha né ordito né trama.
Un’ultima nota sul nome garza, che nel lessico tessile indica una struttura precisa, quella in cui alcuni fili di ordito, detti fili di giro, si avvolgono attorno ai vicini e bloccano un tessuto molto rado impedendogli di scorrere. La garza da medicazione ha ereditato il nome ma non sempre la struttura: nella maggior parte dei casi è semplicemente una tela poco fitta di cotone sgrassato.