Cateteri per Aspirazione
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I cateteri per aspirazione sono i sondini che tengono libere le vie respiratorie quando il paziente non riesce a liberarle da solo: collegati a una fonte aspirante, rimuovono meccanicamente le secrezioni dall’albero bronchiale, entrando per via orale, nasale o attraverso una cannula tracheostomica. In questa categoria trovi cateteri per aspirazione sterili monouso per rianimazioni, reparti, RSA e assistenza domiciliare di pazienti tracheostomizzati: il calibro si legge in scala French, la lunghezza in centimetri, e sono i due numeri con cui si compila la riga d’ordine. È un consumabile che lavora nei momenti delicati della cura respiratoria, e la sua scelta ha regole precise: misura, morbidezza e gestione del pezzo sono scritte nei protocolli, non lasciate al caso. Vale la pena percorrerle nell’ordine in cui servono a chi compra: a cosa serve il sondino, come è fatto, come si misura e come si usa, perché nella cura respiratoria il materiale giusto è metà della procedura.
A cosa servono i cateteri per aspirazione
La broncoaspirazione è la procedura che mantiene pervie le vie aeree e riduce la ritenzione di secrezioni, soprattutto nei pazienti che non riescono a espellerle autonomamente: chi è intubato o tracheostomizzato, chi ha una tosse inefficace per debolezza o malattia neurologica, chi è troppo compromesso per liberarsi da solo. Le secrezioni che ristagnano ostruiscono, si infettano e peggiorano gli scambi respiratori: il sondino le porta via prima che diventino un problema più grande. È un gesto infermieristico frequente nelle terapie intensive e quotidiano nelle case dei pazienti con cannula: per questo il catetere da aspirazione è a tutti gli effetti un consumabile da scorta, non un presidio occasionale. La frequenza la detta il paziente, non l’orologio: si aspira quando le secrezioni ci sono, con l’ascolto e l’osservazione che precedono il gesto, e questo rende il consumo variabile per natura, con giornate da un sondino e giornate da dieci.
Sterile, morbido, monouso: come è fatto il sondino
Per l’aspirazione tracheobronchiale si usano sondini sterili monouso, in genere morbidi e flessibili: la procedura richiede materiale sterile e tecnica asettica, perché il sondino scende in un distretto che ogni contaminazione può trasformare in polmonite. La morbidezza non è comfort ma protezione: la mucosa respiratoria è delicata, e un tubo rigido la segnerebbe a ogni passaggio. Il formato tipico è il singolo sondino in busta sterile, con il controllo dell’aspirazione integrato: si apre al momento, si usa una volta, si smaltisce. Nella famiglia dei cateteri e sonde è il ramo respiratorio, cugino dei cateteri urinari come il catetere Foley solo nel nome e nella logica monouso: i distretti sono diversi, le tecniche pure, ma il principio del pezzo sterile che vive una sola procedura è lo stesso.
La misura giusta: età, calibro e regola del lume
I diametri si scelgono in base all’età e al tipo di paziente: misure più piccole in ambito pediatrico e neonatale, mentre per gli adulti sono riportate misure intorno a 12-18 French. Quando c’è una protesi respiratoria o una cannula tracheostomica vale una regola geometrica precisa: il sondino non deve occupare una quota eccessiva del lume, meno del 50% negli assistiti pediatrici e adulti e meno del 70% nei neonati secondo le fonti tecniche. Il motivo è respiratorio: mentre il sondino aspira, il paziente deve continuare a ricevere aria attorno al tubo, e un catetere che riempie la cannula trasforma l’aspirazione in un soffocamento temporaneo. La misura si calcola quindi sulla cannula in uso, non solo sul paziente. È un calcolo che chi gestisce un domicilio impara una volta e applica per sempre: si annota la misura della cannula, si deriva il calibro massimo del sondino, e ogni riordino ripete quella coppia di numeri senza doverla ripensare.
La tecnica in breve: aspirare solo in ritirata
Il gesto ha una coreografia scritta nelle linee guida: il sondino si introduce senza aspirare, e l’aspirazione si attiva solo in fase di ritiro, con una durata breve, in genere non oltre 10-15 secondi. Aspirare durante la discesa significherebbe attaccarsi alla mucosa e togliere aria al paziente per tutto il percorso; aspirare in risalita raccoglie le secrezioni con il minimo trauma e il minimo debito di ossigeno. Dopo la procedura, l’aspirazione si ripete solo se necessario, e il materiale va gestito evitando ristagni di secrezioni e contaminazioni: circuito sciacquato, sondino smaltito, tutto pronto e pulito per la volta successiva. Chi assiste a domicilio impara questa sequenza dai professionisti, e il materiale ben scelto la rende più semplice: un sondino che scorre bene e una valvola che risponde al dito tolgono ansia a un gesto che all’inizio fa paura, e la sicurezza di chi assiste si trasmette a chi è assistito.
Come scegliere un catetere per aspirazione
L’ordine parte dal numero scritto sulla cannula del paziente, non dal catalogo. Da quel diametro si ricava il calibro French massimo che rispetta la regola del lume, e solo dopo si sceglie fra sondino corto e sondino lungo, secondo che l’accesso sia orale, nasale o attraverso lo stoma. La punta va guardata da vicino: bordi arrotondati e fori laterali, perché la mucosa respiratoria si segna al primo passaggio ruvido. Il raccordo va provato con il pollice, perché è lì che il vuoto si apre in risalita e si chiude senza staccare il tubo. La scorta si conta in passaggi e non in giornate: una notte difficile ne brucia quanti una settimana tranquilla. E accanto ai sondini flessibili resta la cannula rigida per il cavo orale, che è un altro strumento e serve quando in bocca c’è da raccogliere in fretta quello che un sondino sottile non porta via. Il gesto poi dura una manciata di secondi, e li decide tutti il materiale che si ha in mano.
Domande frequenti
Quella che rispetta la regola del lume: il sondino deve occludere meno della metà del lume della cannula negli adulti e nei bambini, e meno del 70% nei neonati, così il paziente continua a ricevere aria attorno al tubo durante l'aspirazione. Si parte quindi dal diametro della cannula in uso, non solo dall'età: per gli adulti le fonti riportano in genere misure intorno a 12-18 French.
Perché aspirare in discesa attaccherebbe il sondino alla mucosa, traumatizzandola, e sottrarrebbe aria al paziente per tutto il percorso. La tecnica corretta introduce il catetere senza vuoto e attiva l'aspirazione solo in risalita, per non più di 10-15 secondi: si raccolgono le secrezioni con il minimo trauma e il minimo debito di ossigeno, ripetendo solo se davvero necessario.