Un anello in rilievo all’apertura del guanto
Il polsino di un guanto monouso è l’estremità aperta del tubo che copre il polso, cioè il punto in cui il guanto finisce e comincia la manica. Chiamarlo polsino bordato significa che quel margine libero non è stato lasciato tagliato netto: è stato arrotolato all’indietro su sé stesso lungo tutta la circonferenza, fino a formare un cordoncino in rilievo.
La parola chiave è arrotolato. Non si tratta di una fascia aggiunta, di un elastico inserito o di un nastro cucito: il cordoncino è lo stesso film del guanto, ripiegato e quindi ispessito. Nella documentazione tecnica in lingua inglese il dettaglio si chiama beaded cuff, e nei capitolati di gara italiani compare come bordino o come sistema anti-arrotolamento.
Come nasce un polsino bordato in produzione
I guanti monouso si producono per immersione. Una forma di ceramica sagomata come una mano viene immersa nel bagno di lattice, ne esce coperta da un film di spessore uniforme, e da lì prosegue lungo la linea verso i forni.
La bordatura si esegue mentre il film è ancora tenero. La forma passa davanti a spazzole rotanti che agganciano il margine all’altezza del polso e lo rivoltano verso l’esterno, avvolgendolo su sé stesso; sulle linee semiautomatiche lo stesso gesto si fa a mano. Il rotolino così ottenuto reticola insieme al resto del guanto nel passaggio in forno, e diventa un corpo unico con la parete. Lo spessore che ne risulta è almeno il doppio di quello del film in quel punto, e nella pratica corrente arriva a circa dieci volte tanto.
Sulla forma stessa il tratto terminale può essere sagomato o testurizzato, perché il diametro e la finitura di quella zona decidono quanto largo verrà il rotolino e quanto bene resterà al suo posto.
A che cosa serve il rotolino
Le funzioni sono tre e sono tutte meccaniche. La prima riguarda la calzata: un film spesso poche decine di micrometri, appiattito contro il guanto successivo dentro la scatola, è difficile da prendere fra due dita. Un anello in rilievo dà alle dita qualcosa da agganciare, e la stessa cosa vale nel senso opposto quando il guanto va sfilato.
La seconda riguarda la tenuta in posizione. Un margine sottile e libero tende ad arrotolarsi verso il basso durante l’uso, e quel movimento accorcia il guanto sul polso proprio nel punto in cui dovrebbe sovrapporsi al camice. Il cordoncino, essendo già arrotolato e più rigido del resto, oppone resistenza a quel ripiegamento.
La terza riguarda la lacerazione. Un bordo tagliato netto è un margine libero, cioè il luogo geometrico in cui uno strappo trova il proprio innesco e da cui può propagarsi lungo la parete. Eliminando il margine libero si elimina l’innesco, e il tratto terminale diventa la parte più spessa del guanto anziché la più esposta.
Il polsino nelle norme sui guanti medicali
I guanti medicali monouso sono coperti dalla serie EN 455, divisa in quattro parti. La EN 455-1:2020 riguarda l’assenza di fori, verificata con la prova di tenuta d’acqua su campioni prelevati secondo la ISO 2859-1, e fissa per il lotto un livello di qualità accettabile non superiore a 1,5. La EN 455-2:2015 riguarda le proprietà fisiche, cioè le dimensioni e le forze, ed è la parte in cui rientra la lunghezza del guanto, quella che si misura fino al margine del polsino. Le parti 3 e 4 riguardano la valutazione biologica e la determinazione della durata di conservazione.
Nelle fonti tecniche consultate il bordino non compare invece come parametro normato a sé: è un dettaglio costruttivo che il fabbricante dichiara nella scheda, come dichiara la testurizzazione delle dita o il tenore di polvere residua. La norma stabilisce quanto lungo deve essere il guanto e quanto deve reggere, non come deve finire il suo bordo.
I materiali e il modo in cui il bordo si comporta
Il rotolino è fatto della stessa materia del guanto, perché nasce dal suo film: nitrile, cioè un copolimero di butadiene e acrilonitrile in emulsione, lattice di gomma naturale, oppure vinile ottenuto da plastisol di PVC. Non ci sono due materiali sovrapposti da separare, e non c’è un adesivo.
Il comportamento segue quello del film. Un materiale poco estensibile dà un anello rigido, che resta dov’è ma cede poco se il polso è largo; un materiale molto elastico dà un anello più docile, che si adatta e si arrotola con meno fatica. È la ragione per cui lo stesso dettaglio, descritto con la stessa formula su schede di guanti diversi, non si comporta allo stesso modo sotto le dita.
Bordino, polsino a maglia, gambale
La parola polsino porta con sé un secondo oggetto, del tutto diverso, e la confusione è frequente. Nell’abbigliamento il polsino è la finitura del fondo manica, e può essere una fascia di tessuto con abbottonatura oppure un cilindro di maglia a costa cucito all’estremità: nei camici quest’ultimo, il polsino a maglia, chiude la manica sul polso ed è un pezzo aggiunto, di un altro materiale. Nel guanto, invece, non si aggiunge niente.
All’interno del guanto stesso restano poi tre termini da tenere separati. Il gambale è tutto il tratto tubolare che sale dal polso verso l’avambraccio; il polsino è la sua porzione terminale; il bordino è il solo rotolino all’estremità. E un polsino bordato non è un polsino con elastico: quest’ultimo è un anello elastico distinto, inserito o cucito, che si trova sui guanti da lavoro e non sui monouso da esame.