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Glossario

Mentoniera

La sede anteriore su cui appoggia il mento

Nel vocabolario dei tutori la mentoniera è la parte anteriore del collare cervicale sagomata per ricevere il mento: una conca che segue il profilo della punta della mandibola e risale ai lati lungo i suoi rami. Non è il collare, è uno dei suoi due appoggi. L’altro sta dietro, sotto l’osso occipitale, e i due lavorano solo insieme: senza quello posteriore la sede anteriore spinge la testa all’indietro invece di sostenerla.

Nelle schede tecniche italiane compare anche come appoggio mentoniero o valva anteriore con appoggio mentoniero, ed è il segnale che si tratta di un componente e non di un dispositivo a sé. Vale la pena dirlo subito, perché il vocabolario italiano non registra affatto questo significato: alla voce mentoniera i dizionari danno l’appoggio del violino e la protezione del casco sportivo, e l’uso medico resta un uso tecnico di settore.

Come lavora una mentoniera: la colonna fra sterno e mandibola

Un collare rigido non stringe il collo, lo scavalca. Funziona come un distanziatore: due appoggi in basso, sullo sterno davanti e sulla parte alta del dorso dietro, e due appoggi in alto, la sede del mento davanti e quella occipitale dietro. Fra le due coppie corre una parete di altezza fissa, e il collo passa dentro senza essere compresso. Quello che sostiene la testa è la parete, non il tessuto attorno.

La mentoniera è l’appoggio superiore anteriore di questa colonna. Il mento vi si posa e il carico scende lungo la valva fino allo sterno, cioè su un piano osseo. Con la mandibola in sede l’escursione della testa verso il basso è limitata dalla geometria del pezzo, e non dalla forza con cui si chiude la fascia. Il bordo della sede è rilevato davanti e sui due lati proprio per questo: trattiene la mandibola dallo scivolare fuori lateralmente, che è il modo in cui un appoggio piatto perde il contatto senza che l’operatore se ne accorga.

Da qui discendono i due difetti che si riconoscono guardando. Se la parete è più bassa della distanza fra sterno e mandibola, la sede resta vuota e non tocca; se è più alta, spinge, e la testa si porta in estensione perché è l’unico modo che ha di fare spazio.

L’altezza e la misura

La grandezza che conta non è la circonferenza del collo ma l’altezza fra il piano di appoggio in basso e la base della mandibola. È il motivo per cui i collari rigidi si dichiarano per altezza, e per cui la stessa circonferenza esiste in altezze diverse.

Due costruzioni la risolvono in modo opposto. Nei modelli a taglia fissa l’altezza è quella e basta, e la misura si sceglie prima; nei modelli regolabili la valva anteriore è divisa in due parti che scorrono l’una sull’altra e si fermano su una serie di scatti, così l’altezza si imposta a incrementi discreti prima di applicare il collare. La regola di misurazione, cioè come si prende quella distanza sulla persona, la scrive il fabbricante nelle istruzioni d’uso e non è la stessa per tutti i modelli: è un dato del singolo dispositivo, non una convenzione generale.

Sotto la sede del mento le valve anteriori rigide portano quasi sempre un’apertura, che lascia scoperta la parte centrale del collo mentre il collare è in sede.

I materiali della mentoniera

La valva rigida è in materiale plastico stampato, in genere polietilene o polipropilene: sono materiali che si piegano fino a un certo punto e poi tornano, quindi la conca mantiene la sua forma sotto il peso della testa. La superficie di contatto è rivestita da una schiuma a celle chiuse, che si comprime e ridistribuisce l’appoggio senza assorbire liquidi, ed è il motivo per cui si usa quella e non una spugna aperta.

Esistono anche collari morbidi, dove non c’è una valva ma un cilindro di schiuma di poliuretano rivestito in tessuto, sagomato più alto davanti. Lì la mentoniera non è un pezzo distinto: è il profilo del bordo superiore, e il materiale cede sotto il carico invece di scaricarlo. La differenza costruttiva fra i due tipi si vede tutta in questo punto.

Le altre mentoniere, dentro e fuori la medicina

Lo stesso nome indica un pezzo diverso su altri apparecchi. Sugli strumenti oftalmici da tavolo la mentoniera è l’appoggio su cui la persona posa il mento per tenere la testa ferma e all’altezza dell’ottica, e lì il compito non è sostenere un carico ma togliere un movimento: viene alzata e abbassata con una vite e ha un riferimento per l’altezza degli occhi.

Fuori dalla medicina la parola è più vecchia di tutti questi usi. Indica il pezzo concavo fissato alla cassa del violino su cui si appoggia il mento suonando, e la protezione del mento nei caschi sportivi. In anatomia, infine, mentoniero è l’aggettivo che riguarda la regione del mento, come nella sinfisi mentoniera, e non ha niente a che vedere con un dispositivo: è il nome della parte del corpo, non di ciò che le si appoggia contro.

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