Le linee curve che prendono il posto delle pince
Le cuciture princess sono cuciture di modellatura continue e curve che corrono in verticale lungo un capo, dalla spalla oppure dal giro manica fino all’orlo, sul davanti e spesso anche sul dietro. Non uniscono due parti diverse dell’indumento, come fa una cucitura di fianco: tagliano in due lo stesso pannello, e nel farlo gli danno forma per tutta la loro lunghezza.
La descrizione tecnica corrente le presenta come cuciture di sagomatura che sostituiscono o inglobano le pince, così da adattare il capo alla forma del corpo senza una pince separata. Il punto è quel senza: la quantità di tessuto che serve a passare da una circonferenza a un’altra viene tolta lo stesso, ma non in un punto solo.
Come una pince diventa una cucitura princess
Una pince è un cuneo di tessuto ripiegato e cucito dentro un pezzo intero, che finisce a punta in un apice. Tutto il restringimento è concentrato lì, e da quell’apice partono le pieghe di tensione che si vedono sui tessuti lisci.
La cucitura princess prende lo stesso cuneo e lo sposta sul bordo. Il pannello viene tagliato in due pezzi, e il volume che la pince avrebbe eliminato viene eliminato dal profilo dei due bordi che poi si ricuciono. In modellistica il passaggio si fa spostando prima la pince del petto sulla linea di spalla, a due o tre centimetri dalla cucitura, e poi facendola assorbire dalla linea di taglio. Alla fine il tessuto tolto è lo stesso; cambia che è distribuito lungo una linea invece di stare tutto in un vertice.
Il taglio a spalla e il taglio a giro manica
Le due versioni principali si distinguono per il punto da cui partono. Nella prima la linea nasce sulla cucitura di spalla e scende in verticale. Nella seconda nasce dentro il giro manica e da lì curva sopra il petto verso la vita, per poi svasare verso l’orlo: nella modellistica di scuola è la linea viennese, e la sua curva è più morbida perché deve girare attorno al giro manica prima di riprendere la verticale.
Le due partenze non sono intercambiabili. Quella di spalla lascia una linea più lunga e più visibile, che divide il capo in due pannelli di larghezza simile; quella di giro manica nasce nascosta dentro la cucitura della manica e lascia sul davanti un pannello centrale più largo, dove trovano posto una tasca o un’apertura. Chi disegna sceglie fra le due anche in base a dove il capo deve reggere il taglio senza intralciare il movimento del braccio.
Sul dietro la linea esiste in entrambi i casi ma è meno curva, perché la forma da inseguire, la sporgenza della scapola e il rientro della vita, è meno pronunciata di quella davanti. Un capo con la linea sul solo davanti è modellato a metà: sagoma il torace e lascia dritto il dorso.
Concavo contro convesso: perché la cucitura princess è difficile
Dei due bordi che si uniscono, uno è convesso, quello del pezzo laterale, e l’altro è concavo, quello del pezzo centrale. Sulla linea di cucitura misurano uguale, ma curvano in senso opposto, e per farli combaciare bisogna che il tessuto si muova.
C’è una seconda ragione per cui la linea si costruisce con attenzione: passa sopra la parte più sporgente del torace, e il modello di scuola fa terminare la guida di curvatura un centimetro e mezzo sopra quel punto, invece di farla passare esattamente sopra. Un profilo che ci passa sopra preciso aderisce troppo e mostra ogni scarto fra la taglia e il corpo.
Il margine concavo si intaglia con piccoli tagli perpendicolari, che gli permettono di aprirsi e di seguire la curva contraria; il margine convesso si distribuisce a mano o si scarica con delle tacche. Una serie di tacche segnate sul cartamodello tiene i due bordi in registro, perché due curve opposte scivolano l’una sull’altra con una facilità che a occhio non si controlla. Il margine intagliato è anche il punto in cui la cucitura ha meno tessuto ai lati del punto, e per questo nei capi da lavoro la si chiude con un sopraggitto o la si impuntura, invece di lasciarla aperta e viva.
Cosa cambia nella vestibilità
Distribuire la sagomatura lungo una linea intera significa che il capo può stringere in più punti diversi con un unico taglio: il torace, la vita e il fianco stanno tutti sulla stessa cucitura, e la stessa linea può allargarsi verso l’orlo per fare posto al passo. Con le pince ci vorrebbero due o tre cunei separati, ciascuno con il suo apice.
Sparisce anche il vertice, e con lui la piega che si forma quando l’apice non cade esattamente dove cade il corpo. Su un tessuto tecnico liscio quell’apice si vede, ed è la ragione per cui le casacche sanitarie da donna adottano di regola questa costruzione, insieme a tasche a toppa e spacchi laterali. Nella taglia, infine, la linea è più docile della pince: per passare da una misura all’altra si sposta il profilo del taglio, senza rifare la posizione di un vertice.
Princess, pince e cucitura di fianco
La confusione più frequente è fra la cucitura princess e la pince, e nasce dal fatto che fanno lo stesso mestiere. Le due però non sono la stessa cosa nemmeno per un momento: la pince è una piega chiusa a un apice dentro un pezzo unico, il tessuto non viene tagliato e i due lati del cuneo appartengono alla stessa pezza. La cucitura princess è una cucitura vera fra due pezzi distinti, tagliati apposta con quel profilo.
Diversa ancora è la cucitura di fianco, che unisce davanti e dietro lungo il lato del capo: passa dove il corpo cambia direzione, ma non modella il davanti, lo chiude soltanto. E diverso è il carré, che sta in orizzontale sulla spalla e non toglie volume: sostiene il tessuto che gli sta sotto. Un capo può portarli tutti insieme, e sulle divise da lavoro spesso li porta.