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Glossario

Carré

Il pannello che porta il peso del capo sulle spalle

Il carré è un pezzo di tessuto tagliato a parte e cucito nella fascia alta di un indumento, a cavallo della linea delle spalle. Copre le spalle e la porzione superiore del dorso, e in diversi modelli scende anche sul petto. Non è un’applicazione decorativa posata sopra la stoffa: è un pannello portante, e davanti e dietro del capo spesso non si toccano affatto fra loro, perché si attaccano entrambi ai bordi del carré.

Da qui viene il suo lavoro. In un capo senza carré la stoffa del dorso sale fino allo scollo, e tutto il peso della schiena tira sulla linea del collo e sulla cucitura di spalla. Con un carré il peso si scarica su un pannello sagomato che appoggia sulla spalla, e ciò che sta sotto pende da quel pannello. È la ragione per cui sotto un carré si possono mettere pieghe, arricciature o abbondanza di tessuto senza che il capo si deformi al collo: quell’abbondanza è retta dall’alto.

La definizione inglese del pezzo, yoke, lo dice in modo asciutto: una parte sagomata del cartamodello che circonda collo e spalle, oppure i fianchi, e sostiene le porzioni più larghe dell’indumento. Il carré ai fianchi esiste ed è quello su cui si montano certe gonne; nella confezione dei capi da lavoro conta quello alto. La parola viene dal francese carré, quadrato, e ricorda la forma rettangolare da cui il pezzo è nato.

Come si taglia e si cuce un carré

Il carré è un pezzo autonomo del cartamodello, con una sua sagoma e un suo dritto filo. Si unisce al resto con cuciture orizzontali: il bordo inferiore va al dietro del capo, i bordi anteriori vanno ai due davanti, e la classica cucitura di spalla in molti casi sparisce, perché non c’è più un davanti che incontra un dietro.

Il taglio non segue per forza l’orientamento del corpo del capo. La pratica sartoriale taglia spesso il carré in obliquo rispetto al dritto filo mentre il resto dell’indumento resta sul filo. Il tessuto in sbieco cede un poco in tutte le direzioni, quindi si adagia sulla curva della spalla invece di opporsi; e su un rigato o su una diagonale il cambio di orientamento si legge come un disegno voluto.

La cucitura che chiude il carré attraversa il capo da parte a parte, in un punto sollecitato ogni volta che le braccia vanno in avanti. Nei capi costruiti bene quella cucitura non resta sola: la copre e la tiene il secondo strato del pannello.

Carré semplice, doppio e diviso

Il carré semplice è un pezzo unico di tessuto. Il carré doppio è formato da due pezzi identici, uno esterno e uno interno: i margini del davanti e del dietro finiscono cuciti fra i due strati, così all’interno del capo non restano bordi vivi in una zona che sta a contatto con il collo. Il doppio strato aggiunge peso e corpo, e il pannello cade disteso invece di increspare.

Il carré diviso, che nella camiceria classica prende il nome inglese di split yoke, è tagliato in due metà simmetriche unite da una cucitura al centro dietro. Le due metà si tagliano in sbieco e si possono inclinare una rispetto all’altra: è così che il pannello segue la pendenza reale delle spalle, che orizzontale non è quasi mai, ed è per questo che la camiceria su misura lo usa per correggere una spalla più bassa dell’altra. Un carré diviso e doppio si compone di quattro pezzi tagliati.

Le forme del carré e dove passa la sua linea

Per posizione si distinguono il carré di spalla, quello sotto il petto e quello ai fianchi. Per forma, il bordo inferiore può essere dritto, quadrato, arrotondato, a punta, ondulato o asimmetrico, e ogni scelta sposta la linea che l’occhio legge sul capo. Sotto quel bordo il tessuto arriva piatto oppure con abbondanza raccolta in pieghe o arricciature, e la quantità di abbondanza è la vera variabile del modello.

Il pezzo si diffonde nella confezione nell’Ottocento: i carré sul corpetto compaiono negli anni Ottanta di quel secolo, la gonna montata su uno sprone sagomato ai fianchi verso la fine. Da allora la geometria non è cambiata, perché non c’era molto da cambiare in un pannello che appoggia sulla spalla e regge quello che sta sotto.

Il carré su camici e casacche sanitarie

Nell’abbigliamento sanitario il carré compare sul dietro nei modelli da uomo e sul davanti in diversi modelli da donna, accanto a tasche a toppa, spacchi laterali e cuciture sagomate. La ragione è quella dei capi da lavoro in generale: la spalla è il punto in cui un indumento indossato per un turno intero scarica il proprio peso, ed è anche il punto che si afferra per infilarlo e per sfilarlo.

Su un camice il pannello ha una seconda funzione, geometrica. Divide il dorso in una parte alta aderente e una parte bassa più ampia, così il capo può essere largo sui fianchi senza essere largo sulle spalle. La cucitura orizzontale è poi il posto naturale dove inserire una piega d’agio al centro dietro: la piega si apre quando le braccia vanno avanti e restituisce ampiezza dove serve, senza lasciare tessuto in eccesso quando le braccia stanno ferme.

Carré, sprone e pince non sono la stessa cosa

In italiano il pezzo ha già un nome: sprone. Il vocabolario registra carré, come termine della moda, proprio nel senso dello sprone della camicia da uomo e degli abiti femminili: i due termini indicano la stessa cosa, e il primo è un prestito dal francese. Nel parlato della confezione convivono entrambi.

La stessa parola in italiano indica anche altro: la lombata di una bestia macellata, il taglio quadrato di una pietra preziosa, un’acconciatura. Il senso sartoriale è uno fra i tanti, e a deciderlo è il contesto.

Con la pince la differenza è invece di costruzione. Una pince è una piega a cuneo ripiegata e cucita dentro un pezzo unico, che finisce a punta e toglie volume in un punto solo; il carré è un pezzo separato unito da una cucitura, e volume non ne toglie, lo sostiene. Le due cose convivono senza contrasto sullo stesso capo. Diverso ancora il caso della cucitura di spalla: dove c’è un carré, quella cucitura di regola non esiste più, perché il suo compito lo ha preso il pannello.

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