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Glossario

Doppio incrocio

Due incroci a forbice fra le fiancate della carrozzina

Una carrozzina pieghevole non è un telaio solo. È fatta di due fiancate indipendenti, ciascuna con la sua ruota posteriore, la sua ruota piroettante, il suo bracciolo, tenute insieme sotto la seduta da una struttura a forbice chiamata crociera: due tubi incrociati e imperniati nel punto in cui si attraversano, con un capo vincolato alla fiancata vicina e l’altro alla fiancata opposta. Il doppio incrocio è la soluzione con due crociere di questo tipo, una davanti e una dietro, al posto di una sola.

Il nome descrive la vista da sotto: due X invece di una. Sulle schede tecniche compare accanto alle misure di seduta e alla portata, e non è un dettaglio di finitura, perché la crociera è l’organo che regge la seduta, che tiene in squadra le due fiancate e che permette alla carrozzina di chiudersi.

Come la seduta chiude il telaio

Seduta e schienale sono teli in tessuto, cioè elementi che lavorano solo a trazione: tirati reggono, compressi si accartocciano. Con la carrozzina aperta la crociera stabilisce la distanza fra le due fiancate e il telo si tende fra i due tubi di seduta. Il peso della persona scarica sul telo, dal telo passa ai tubi di seduta, dai tubi scende lungo i bracci della crociera fino alle ruote.

Per chiudere basta afferrare il telo al centro e sollevarlo. I due tubi di seduta salgono, i bracci ruotano attorno al perno centrale, le fiancate si avvicinano. Non c’è niente da svitare e non si stacca nessun pezzo. Ne discende una conseguenza poco intuitiva: è la geometria della crociera a fissare la larghezza di seduta, non il telo. Un telo di misura sbagliata lascia la carrozzina o non del tutto aperta o incapace di chiudersi.

Che cosa cambia con il doppio incrocio rispetto al singolo

Due crociere raddoppiano i percorsi di carico fra una fiancata e l’altra e dimezzano la campata libera dei tubi di seduta fra un attacco e il successivo. Il guadagno maggiore però è sulla torsione, cioè sulla tendenza delle due fiancate a ruotare l’una rispetto all’altra attorno all’asse lungo della carrozzina. Con una crociera sola quella rotazione è contrastata solo dalla rigidezza dei suoi snodi. Con due crociere distanziate fra loro nel senso della marcia, la coppia che si oppone nasce dalla distanza fra le due, ed è molto maggiore a parità di robustezza dei singoli tubi.

Il prezzo si paga in massa e in ingombro: più tubi, più snodi, un pacchetto chiuso più spesso. È la ragione per cui la doppia crociera compare sui modelli di portata elevata e sulle sedute larghe, dove la campata da coprire è maggiore, e non sulle carrozzine leggere da autospinta.

Le prove che il telaio deve superare

Le carrozzine manuali hanno una norma europea di requisiti e metodi di prova, la EN 12183, e una serie internazionale che descrive le prove una per una, la ISO 7176. La parte 8 riguarda la resistenza statica, agli urti e a fatica.

La prova di fatica si fa su una macchina a due tamburi: due cilindri metallici paralleli di 250 millimetri di diametro, ciascuno con due listelli sporgenti, il tamburo di riferimento fatto girare a una velocità superficiale media di un metro al secondo mentre l’altro corre dal due al sette per cento più veloce. La carrozzina, caricata con un manichino di prova, è trattenuta longitudinalmente ma libera di muoversi in verticale, e i listelli la scuotono a ogni giro.

Interessanti, per un telaio pieghevole, sono i criteri di superamento. Al termine di tutte le prove nessun componente deve essere fratturato o presentare cricche visibili, nessun bullone o perno deve essersi staccato dopo essere stato riserrato una sola volta, e ogni parte destinata a essere rimossa, ripiegata o regolata deve funzionare ancora come il fabbricante la descrive. Detto altrimenti: dopo il programma di fatica, la carrozzina deve continuare a chiudersi.

Le misure che il doppio incrocio decide

Tre numeri di una scheda dipendono direttamente dalla crociera. La larghezza di seduta ad aperto, che la geometria della forbice fissa una volta per tutte. La larghezza da chiusa, perché a telaio ripiegato i bracci incrociati si sovrappongono e formano la parte più spessa del pacchetto: con due crociere il pacchetto è più spesso che con una. E la massa, per il semplice conto dei tubi in più.

Nessuno dei tre è un numero dichiarato a piacere. La ISO 7176 dedica una parte alla determinazione delle dimensioni di ingombro, della massa e dello spazio di manovra, e un’altra alla misura delle dimensioni di seduta e delle ruote: esiste cioè un modo definito di prendere quelle misure, ed è la condizione perché due modelli si possano confrontare.

Telaio a incrocio, telaio rigido e carrozzina da transito

Il telaio rigido è l’alternativa opposta: una struttura saldata in un pezzo, senza crociera e senza snodi, che si riduce di ingombro togliendo le ruote a sgancio rapido e ribaltando lo schienale. A parità di rigidezza pesa meno, perché non deve portare gli accoppiamenti mobili che la piegatura richiede, ed è la scelta tipica delle carrozzine da autospinta attiva.

La carrozzina da transito è invece una variante di allestimento, non di telaio: ruote posteriori piccole, niente corrimani, spinta da un accompagnatore. Anche lei si piega, e anche lei può avere il doppio incrocio.

Un’ultima precisazione la merita la parola. In segnaletica stradale incrocio indica l’intersezione fra due strade, ed è il significato che domina i risultati di ricerca; qui il termine descrive la geometria dei bracci di un telaio, e i due usi non hanno rapporto fra loro.

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