Reti Tubolari Elastiche
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La rete tubolare elastica è il fissaggio che non incolla: un tubo continuo di maglia elastica che si infila sull’arto o sulla parte da medicare e tiene garze e medicazioni in sede senza mettere adesivi sulla pelle. In questa categoria trovi reti tubolari elastiche nei calibri per ogni distretto, dal dito al tronco, in rotoli compressi da tagliare a misura al momento, per ambulatori, reparti di degenza, assistenza domiciliare, RSA e kit di medicazione aziendali. È la soluzione pratica dei punti dove il cerotto non arriva o non deve arrivare: pelli fragili, zone mobili, forme che nessun nastro adesivo riesce ad abbracciare bene. La confezione è un rotolo compresso che occupa pochissimo spazio e rende decine di applicazioni: uno dei rapporti fra ingombro di scorta e servizio reso più favorevoli di tutto il materiale di medicazione.
Come funziona la rete tubolare
Il principio è la contensione elastica: la maglia tubolare si sceglie nel calibro adatto alla circonferenza della parte, si taglia con le forbici alla lunghezza necessaria per coprire la zona, si infila sull’arto o sulla parte e avvolge la medicazione tenendola ferma con una pressione leggera, uniforme e distribuita su tutta la superficie. L’uso corretto prevede di tagliare la lunghezza che serve, applicare sull’area interessata e controllare che la rete non scivoli e non sia sottoposta a trazioni eccessive: la tenuta giusta è quella che blocca la garza senza stringere la parte, e le dita a valle che restano calde e colorite sono il controllo di sempre. Niente colla sulla pelle significa niente strappi alla rimozione, niente residui appiccicosi e nessuna irritazione da adesivo, un vantaggio che cresce sulle pelli anziane e fragili: il cambio di medicazione diventa un gesto in tre tempi, sfilare, sostituire e rinfilare, anche più volte al giorno sulla stessa pelle, che è la condizione normale delle medicazioni domiciliari e delle lesioni da controllare spesso.
Dove la rete batte il cerotto
La rete tubolare è indicata per le parti anatomiche difficili da bendare con i cerotti: dita, testa, tronco, estremità, braccia, gambe e piede. Sono i distretti dove l’adesivo lavora male, perché la superficie è piccola, curva, mobile o coperta di capelli e peli: la medicazione su un polpastrello, la garza sul cuoio capelluto dove i capelli rendono inutile ogni adesivo, la copertura di un gomito o di un tallone che si piegano cento volte al giorno. Il calibro della rete fa il lavoro che altrove fa la misura del cerotto: la maglia più sottile veste un dito, i calibri medi seguono mani, polsi, piedi e braccia, i grandi abbracciano gambe, bacino, testa e tronco. Accanto alle medicazioni c’è l’altro impiego dichiarato dalle schede, il fissaggio di aghi e piccoli presidi sulla cute, dove la maglia tiene fermo senza comprimere e senza nastro adesivo attorno. Una dotazione con tre o quattro calibri copre praticamente ogni medicazione che un ambulatorio incontra nella settimana tipo.
La rete tubolare sulle pelli fragili
Il secondo mestiere della maglia è il comfort di chi la porta per giorni. Le versioni per medicazione sono descritte come leggere, morbide e traspiranti: caratteristiche che valgono per il paziente e per la stabilità della medicazione, perché una rete che respira lascia la pelle asciutta sotto la maglia e una rete morbida si fa dimenticare in fretta, che per un presidio indossato giorno e notte è la qualità che conta di più. La maglia non va a contatto diretto della ferita: sotto resta sempre la garza sterile, e la rete lavora sopra, distribuendo il contatto e assorbendo lo sfregamento invece di lasciarlo alla cute. È anche il motivo per cui funziona bene dove la pelle è sottile e reagisce male agli adesivi, dai pazienti anziani a chi ha la cute già segnata da medicazioni ripetute: nessuna colla da staccare, nessuna trazione al momento di togliere. Un dato da verificare in scheda è il lattice: la maglia esiste sia in composizioni che lo contengono, dove il lattice porta la sua elasticità, sia in versioni dichiarate senza lattice, costruite con poliammide ed elastomeri, e sui pazienti allergici quella riga decide da sola quale rotolo ordinare.
Dispositivo medico: cosa dichiara la scheda
Anche la rete tubolare, nella sua semplicità, è un presidio sanitario: per l’uso in ambito professionale almeno alcuni modelli sono classificati come dispositivi medici e dichiarati conformi al Regolamento (UE) 2017/745. È l’informazione da cercare in scheda per gli acquisti di struttura, insieme al calibro, alla composizione della maglia e alla lunghezza del rotolo. Sul piano pratico contano poi i dettagli d’uso: una maglia che si taglia netto senza sfilacciarsi, un’elasticità che torna e non si sforma dopo i primi utilizzi, e la resa del rotolo, perché la rete si consuma a spanne generose e il rotolo lungo nei calibri giusti è l’ordine che dura mesi. Il resto del kit di fissaggio vive nelle pagine accanto, dalle bende elastiche coesive ai cerotti della famiglia medicazione.
Come scegliere le reti tubolari in assortimento
Il riordino della rete tubolare si fa sui calibri, e il resto viene dietro da solo. I calibri della maglia: si scelgono sulle parti anatomiche che si medicano davvero nella propria pratica, e una gamma di tre o quattro misure copre dal dito al tronco. Attenzione alla scala, perché non è una sola: i calibri corrono sia in numeri sia in lettere, e il riferimento sicuro resta la parte del corpo indicata accanto alla misura, non il numero preso da solo. Il lattice: la versione senza lattice per i pazienti allergici e per le strutture che lo hanno messo a protocollo. La qualità della maglia: elasticità che dura nel tempo, taglio pulito senza sfilacciature, morbidezza e traspirabilità per i porti prolungati giorno e notte. Il formato: rotoli con metrature adeguate al consumo, perché la rete si usa generosamente e restare senza il calibro giusto a metà medicazione è il classico contrattempo che un riordino attento evita. Un tratto di maglia tagliato della lunghezza giusta tiene la garza ferma dal polpastrello alla testa senza posare un millimetro di adesivo sulla pelle, si sfila la volta dopo come se non ci fosse mai stato, e non lascia in cambio nessun bordo arrossato da spiegare al paziente.
Domande frequenti
Sulla circonferenza della parte da medicare: i calibri piccoli vestono dita e mani, i medi polsi, piedi e braccia, i grandi gambe, bacino, testa e tronco. La prova è la tenuta: la rete giusta blocca la medicazione con una pressione leggera e uniforme, senza stringere e senza scivolare. Se serve tirarla molto per farla stare, il calibro è troppo grande; se segna la pelle, è troppo piccolo. Le misure corrono in numeri e in lettere, quindi il riferimento sicuro resta la parte del corpo indicata accanto al calibro.
No: sotto la rete resta sempre la garza o la medicazione, e la maglia serve a tenerla in sede. È un fissaggio, non una medicazione, e questo spiega anche perché si possa cambiare la garza più volte lasciando lo stesso tratto di rete al suo posto. Per chi ha la pelle sottile o ha già reagito agli adesivi, è il modo di medicare senza appoggiare colla sulla cute.
Nel cambio di medicazione a domicilio la stessa rete viene spesso sfilata e rinfilata più volte finché mantiene elasticità e pulizia, ed è uno dei suoi vantaggi pratici. La sostituzione scatta quando la maglia si sforma, si sporca o perde tenuta: a quel punto si taglia semplicemente un tratto nuovo dal rotolo. In ambito professionale valgono le regole di igiene della struttura, e fra pazienti diversi la rete non si condivide mai.