Piastre per Defibrillatore
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Le piastre per defibrillatore sono elettrodi adesivi monouso che si applicano al torace del paziente per erogare la scarica o acquisire il ritmo cardiaco. In questa pagina trovi piastre adulto e pediatriche, per uso singolo o con connettore compatibile con diversi modelli di DAE, da tenere in dotazione nel dispositivo o come ricambio quando la coppia in uso è scaduta. Quali piastre servono dipende dal modello di defibrillatore a cui vanno collegate e dalla data di scadenza riportata sulla confezione, due dati da controllare prima di ogni acquisto.
Come scegliere le piastre giuste per il proprio defibrillatore
Ogni defibrillatore ha un connettore proprio, e le piastre non sono intercambiabili tra marche diverse: prima di ordinare va verificato il modello esatto del dispositivo installato, non solo il produttore. Chi ha in dotazione un apparecchio di una certa linea deve cercare gli elettrodi previsti per quel connettore, e lo stesso vale per ogni altro costruttore: l’attacco non si adatta e non si sostituisce con quello di un modello somigliante. Il codice minsan riportato in scheda prodotto è il riferimento più affidabile per confrontare articoli diversi ed evitare errori di compatibilità, più utile del solo nome commerciale perché resta stabile anche quando cambia il fornitore.
Un secondo elemento da controllare è la distinzione tra piastre adulto e piastre pediatriche: le seconde riducono l’energia erogata e hanno una superficie di contatto più piccola, pensata per il torace di un bambino. Se il defibrillatore installato non dispone di un set pediatrico dedicato, nella scelta va comunque privilegiata la coppia compatibile con l’apparecchio, verificando che il produttore preveda una versione per pazienti pediatrici nella stessa gamma.
Piastre defibrillatore scadute: perché la data conta più del prezzo
La domanda sul prezzo delle piastre per defibrillatore ha senso solo dopo aver risolto quella sulla scadenza: un elettrodo economico ma vicino alla data limite è un risparmio apparente. La durata dichiarata dai produttori varia da 1 a 5 anni a seconda del modello, con molti articoli che si attestano su un intervallo di 2-3 anni, e il gel conduttivo che ricopre la piastra perde efficacia mano a mano che si avvicina la scadenza, anche se la confezione resta integra. Superata quella data l’elettrodo può ancora aderire alla pelle ma la qualità del segnale acquisito o della scarica erogata non è più garantita dal produttore.
Un criterio pratico per verificare se una coppia di piastre è ancora idonea è controllare due cose insieme: l’integrità della confezione sigillata e lo stato dei cavi collegati, oltre alla data stampata sulla busta. Piastre con la confezione aperta o danneggiata vanno sostituite anche se la scadenza è lontana, perché l’esposizione all’aria secca il gel conduttivo. Chi gestisce più defibrillatori, ad esempio in un’azienda o in una struttura sportiva, trae vantaggio dal segnare la scadenza di ogni coppia su un registro, così da programmare il riordino prima che l’elettrodo scada durante un’emergenza.
Elettrodi per defibrillatore: piastre monouso e piastre riutilizzabili
Nel linguaggio comune elettrodi e piastre indicano lo stesso oggetto, ma la distinzione tecnica utile riguarda l’uso singolo o ripetuto. La maggior parte degli elettrodi in commercio è monouso: dopo l’impiego su un paziente vanno sostituiti, anche se la scarica non è stata erogata, perché il gel adesivo si deteriora al contatto con la pelle e con l’aria. Esistono anche piastre riutilizzabili rigide, tipicamente in dotazione a defibrillatori manuali in ambito ospedaliero, che si puliscono e si riapplicano dopo ogni uso: sono un prodotto diverso, pensato per un contesto clinico continuativo e non per un DAE destinato al primo soccorso.
Le specifiche tecniche degli elettrodi per defibrillazione fanno riferimento a norme come IEC/EN 60601-2-4 e IEC/EN 60601-1, che riguardano la sicurezza elettrica e le prestazioni del dispositivo medico nel suo complesso. Chi acquista piastre di ricambio per un apparecchio già installato in azienda o in un ambiente pubblico trova utile consultare anche la categoria defibrillatori, dove sono elencati i modelli con cui le piastre di questa pagina sono pensate per funzionare.
Posizione delle piastre defibrillatore: standard e casi particolari
La posizione più utilizzata è quella antero-laterale: una piastra si applica sotto la clavicola destra, a destra dello sterno, e l’altra sul torace sinistro, in zona apicale o ascellare media. È la disposizione che compare nelle istruzioni della maggior parte dei DAE e quella su cui è tarata la maggioranza dei training di primo soccorso.
Esiste una seconda disposizione, antero-posteriore, con una piastra sul torace anteriore e una sulla schiena, sotto la scapola sinistra o nella parte sinistra del dorso: le linee guida la indicano quando la posizione standard non è praticabile o quando il torace del paziente è troppo piccolo per ospitare due piastre senza che si tocchino. Proprio per questo motivo la posizione antero-posteriore è quella consigliata nei bambini quando si dispone solo di elettrodi per adulti, troppo grandi per il torace pediatrico: se il DAE ha invece piastre pediatriche dedicate, si può mantenere la posizione standard.
Un caso che genera spesso dubbi è la posizione delle piastre defibrillatore con pacemaker: l’elettrodo va posizionato ad almeno alcuni centimetri di distanza dal dispositivo impiantato, per non scaricare direttamente sopra di esso, spostando leggermente il punto di applicazione rispetto allo schema standard senza modificarne la logica generale. Chi soccorre una persona con pacemaker visibile o segnalato da un tesserino può riconoscere il dispositivo come un piccolo rilievo sotto la pelle, tipicamente nella zona pettorale superiore.
Ricambi e dotazione per l’emergenza
Le piastre non esauriscono la dotazione da tenere pronta accanto a un defibrillatore: rasoio per la preparazione del torace, forbici per liberare rapidamente l’area di applicazione e una borsa dedicata fanno parte del kit che accompagna l’apparecchio in caso di intervento. Chi allestisce da zero una postazione di primo soccorso, in azienda o in un punto di raccolta, trova il resto della dotazione nella categoria emergenza e rianimazione, organizzata per tipo di intervento.
Nella scelta finale tra le piastre disponibili in questa pagina, i tre riferimenti da incrociare restano gli stessi di sempre: il modello esatto di defibrillatore installato, la data di scadenza più lontana possibile al momento dell’acquisto e, quando serve, la disponibilità di una versione pediatrica nella stessa linea di prodotto. Verificati questi tre punti, la differenza tra un articolo e l’altro riguarda soprattutto il produttore del connettore e il formato della confezione, non la funzione dell’elettrodo.