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Glossario

Portalame

Il manico riutilizzabile del bisturi

Il portalame è l’impugnatura su cui si monta la lama da bisturi. I due pezzi insieme formano lo strumento da taglio, ma hanno vite diverse: il manico è un pezzo unico di acciaio inossidabile che si lava, si sterilizza e torna in servizio molte volte, la lama è un consumabile che si sostituisce e finisce fra i taglienti. Nei cataloghi compare anche come manico per bisturi, e le due diciture indicano lo stesso oggetto.

La forma abituale è un corpo piatto, rigato o zigrinato nel tratto che sta fra le dita perché non ruoti quando la mano preme, che si assottiglia verso l’estremità anteriore. Li’ non c’è nessuna parte mobile: c’è una piattaforma sagomata, e tutto il funzionamento sta nel suo profilo.

Come è fatto l’attacco del portalame

La lama porta un’asola longitudinale che a un’estremità si allarga. Il manico porta una piattaforma sottile, delimitata da due guide laterali rilevate, con uno scalino trasversale a metà corsa. Il montaggio sfrutta la differenza fra le due larghezze dell’asola: si presenta la lama inclinata, si fa scendere l’allargamento sopra lo scalino, poi si spinge in avanti finché la parte stretta dell’asola arriva sullo scalino stesso. A quel punto la lama è trattenuta lateralmente dalle guide e verticalmente dallo scalino, e non può più essere sollevata senza tornare indietro. I fabbricanti chiamano questo accoppiamento innesto a baionetta.

Il gioco residuo deve essere quasi nullo, e non è un dettaglio di finitura: il taglio avviene all’estremità opposta rispetto alla mano, e qualunque oscillazione dell’incastro si amplifica esattamente lì. Una lama che si sente muovere sul manico si toglie invece di essere usata.

Numero 3 e numero 4: due misure di attacco

Le dimensioni di accoppiamento non sono lasciate al fabbricante. La ISO 7740:1985, intitolata Instruments for surgery, Scalpels with detachable blades, Fitting dimensions, fissa le quote di due misure di attacco, una piccola e una grande, per le lame staccabili e per i manici corrispondenti; lo scopo dichiarato nel testo è che lame e manici prodotti in paesi diversi e da fabbricanti diversi si montino comunque fra loro. Il periodo transitorio previsto per adottarla si è chiuso alla fine del 1990, e in Europa la stessa norma è stata ripresa come EN 27740.

Il numero stampigliato sul manico indica quale delle due misure porta, non quanto è lungo. Il numero 3 monta l’attacco piccolo, il numero 4 il grande, e i due non sono intercambiabili in nessun verso. Dello stesso numero esistono varianti di corpo, per esempio una versione allungata indicata da una lettera dopo la cifra, che conserva l’attacco della sua misura e cambia soltanto la distanza fra la mano e il tagliente.

Quali lame monta ogni portalame

Alla misura piccola corrispondono le lame della serie bassa, quelle che nell’uso corrente vanno dal numero 10 al numero 16, con i numeri 10, 11, 12 e 15 come i più frequenti. Alla misura grande corrispondono le lame della serie alta, che coprono all’incirca dal 18 al 27, con i numeri 20, 21, 22, 23 e 24 in testa per diffusione.

Le due serie descrivono la geometria del tagliente, non la sua misura di attacco, e vanno lette in quest’ordine: prima si guarda quale profilo di lama serve, poi si prende il manico che monta quella serie. Va aggiunto che gli elenchi completi dei fabbricanti contengono qualche numero fuori dalla sequenza principale, quindi la corrispondenza si chiude sulla lista del fabbricante e non sull’intervallo a memoria. Sulla regola generale, invece, le fonti concordano senza eccezioni: serie bassa sul manico piccolo, serie alta sul manico grande.

Montare e togliere la lama senza toccarla con le dita

Nessuna delle due manovre si fa a mani nude. La lama si afferra con uno strumento, di regola un porta-aghi o una pinza a dentiera, e la si prende sul dorso, cioè sul lato opposto al filo, stringendo abbastanza perché non ruoti. Per montarla si tiene il manico con la piattaforma rivolta verso l’alto, si inclina leggermente la lama e la si fa scorrere in avanti finché non si sente lo scatto dell’incastro, con il filo rivolto lontano dalla mano.

Per toglierla si solleva il fondo dell’asola oltre lo scalino e si spinge la lama in avanti, sempre tenendola per il dorso e sempre con il tagliente orientato verso il basso e lontano dal corpo. Esistono manici che incorporano un dispositivo di sgancio: una linguetta o un cursore che spinge fuori la lama e la lascia cadere nel contenitore rigido, così che nessuna mano e nessuno strumento debbano avvicinarsi al filo. Il particolare che li distingue è proprio questo, e nei nomi commerciali compare come rimozione a mani libere.

Portalame, bisturi monouso e altri manici

Il bisturi monouso è l’oggetto che sostituisce l’insieme: lama e impugnatura sono solidali, il corpo è in materiale plastico, e dopo l’uso si elimina tutto. Non ha attacco, quindi non ha numerazione di manico, e il numero che porta è quello della lama. Non c’è un montaggio da fare, e non c’è un ricondizionamento da programmare.

Fra i manici riutilizzabili esistono poi varianti che cambiano il corpo e non l’attacco: profili ottagonali, corpi tondi, e manici graduati che portano incisa lungo il fianco una scala millimetrata, così che lo stesso strumento serva anche a misurare. Ultima avvertenza sul nome: portalame si usa anche fuori dalla chirurgia, per i manici di raschietti, taglierine e rasoi, e su un ordine scritto la parola da sola non individua nulla se non è accompagnata dal numero e dalla destinazione.

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