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Glossario

Sedia portantina

Portare una persona seduta dove una barella non gira

La sedia portantina è una sedia pieghevole con maniglie, usata per spostare una persona in posizione seduta lungo scale, pianerottoli, corridoi stretti e ascensori in cui una barella orizzontale non entra o non ruota. Il vincolo che la fa esistere è geometrico: una barella occupa quasi due metri in linea retta e per girare su un pianerottolo ne chiede altrettanti, mentre una persona seduta sta dentro un ingombro di poco più di mezzo metro per lato.

Il contrappeso di quella compattezza è la postura. La persona deve poter stare seduta e mantenere il tronco, quindi il presidio non copre chi va tenuto disteso. Sui mezzi di soccorso convive con la barella principale e non la sostituisce.

Come è fatta una sedia portantina

Il telaio è quasi sempre in lega di alluminio, tubolare, con un cinematismo che chiude la sedia su sé stessa fino a uno spessore di pochi centimetri, così che stia appesa a una parete o dentro un vano dell’ambulanza. Seduta e schienale sono in tessuto tecnico teso oppure in materiale plastico stampato. Il peso a vuoto sta di norma fra i 10 e i 16 kg.

Le maniglie sono quattro, due alla testa e due ai piedi, e nella maggior parte dei modelli sono telescopiche: sfilate, allontanano l’operatore dal carico e gli permettono di tenere la schiena eretta invece di piegarsi in avanti. Le ruote posteriori sono più grandi delle anteriori e servono al trascinamento in piano; la persona è trattenuta da cinture a sgancio rapido, e i modelli più attrezzati aggiungono un poggiapiedi ribaltabile e un appoggio per il capo.

Cingoli, pattini e la discesa delle scale

Sulle scale si separano due famiglie. Le sedie a cingoli hanno due nastri continui che appoggiano sullo spigolo dei gradini e scorrono su rulli: il peso resta sul nastro, la discesa avanza gradino dopo gradino e il sistema frena in proporzione al carico, per cui l’operatore accompagna invece di sostenere. Le sedie a pattini, o a slitte, hanno guide rigide che strisciano sugli spigoli: costruzione più semplice, controllo affidato per intero alla presa e alla forza di chi manovra.

Da questo dipende il numero di operatori. Prove condotte con un manichino su rampe di scale hanno rilevato che il modello a cingoli può essere manovrato da una sola persona, mentre quello da trasporto a braccia ne richiede tre o quattro. Un fabbricante dichiara la discesa con un operatore solo fino a 90 kg di passeggero e prevede le maniglie del piede per un secondo operatore nel superare un ostacolo o nel salire una rampa.

Le stesse prove hanno misurato una velocità di discesa lungo le scale attorno agli 0,81 metri al secondo con la sedia a cingoli, e hanno osservato che il tratto lento non è la rampa ma il pianerottolo, dove il dispositivo va ruotato di mezzo giro in uno spazio fissato dalle norme edilizie. Con i modelli a cingoli l’operatore non sostiene mai il peso della persona, e le maniglie regolabili gli permettono di restare in postura eretta.

Freni, cinture e portata della sedia

I freni sono blocchi sulle ruote, spesso doppi, e servono al momento del trasferimento: la sedia ferma è la condizione perché la persona vi si sposti sopra o ne scenda. Non frenano la discesa delle scale, che è compito del cingolo o della presa degli operatori.

Le cinture di ritenuta si chiudono prima di muovere la sedia, e non sono un dettaglio di comfort: su una rampa la seduta si inclina in avanti, e senza ritenuta il corpo scivolerebbe verso il bordo anteriore proprio mentre gli operatori hanno le mani sulle maniglie. Per lo stesso motivo i modelli destinati a chi ha poco controllo del capo prevedono un appoggio dedicato e un poggiapiedi che impedisca alle gambe di scendere sotto il telaio.

La portata dichiarata varia molto. Fra i modelli da ambulanza si trovano valori attorno ai 180 kg, mentre una sedia da evacuazione ne dichiara 227. Il riferimento normativo minimo sta più in basso: per un dispositivo conforme alla norma di settore la portata nominale minima è 159 kg. Il valore utile resta quello dichiarato per il singolo modello, e va letto tenendo conto che comprende anche l’attrezzatura caricata insieme al paziente.

Due norme per due contesti

Trasporto sanitario ed evacuazione da edifici hanno normative distinte. La EN 1865-4, del 2012, appartiene alla serie sulle attrezzature per la movimentazione del paziente nelle ambulanze stradali e riguarda la sedia pieghevole per il trasferimento: fissa i requisiti minimi di progetto e prestazione. Alla stessa serie appartiene la parte 1 sui sistemi di barelle, mentre la EN 1789 riguarda le ambulanze e i loro sistemi di ancoraggio.

Per l’evacuazione degli edifici il riferimento è la ANSI/RESNA ED-1, che tratta terminologia, progetto, prestazione, ispezione e manutenzione dei dispositivi per il transito sulle scale durante un’evacuazione. Chiede una portata nominale minima di 159 kg, una prova di manovrabilità con rotazione di centottanta gradi su un pianerottolo intermedio e prove di stabilità in avanti e di lato con il dispositivo carico su piano inclinato. Restano fuori i montascale, le piattaforme inclinate e i servoscala.

Dove finisce la portantina e comincia la carrozzina

La carrozzina è fatta per essere mossa da chi ci sta seduto: ruote grandi con corrimano, assetto stabile, uso continuativo. La portantina la muovono solo gli operatori, ha ruote piccole, si piega e non è pensata per starci ore. La barella tiene la persona distesa e chiede spazio di manovra. La sedia comoda, che pure ha ruote piccole, serve all’igiene e non al trasporto.

Il nome ha anche un passato che confonde: in italiano la portantina è stata per secoli la cabina chiusa portata a spalla da due uomini. Il presidio sanitario ne ha ereditato solo il principio, cioè trasportare qualcuno seduto quando il terreno non permette altro.

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