Bis Posate
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I bis posate sono set già pronti per servizi in cui servono forchetta e coltello, spesso con tovagliolo inserito nella stessa confezione. Sono indicati per delivery, catering, tavole calde, mense aziendali, hotel breakfast, reparti sanitari e banchetti con coperto rapido. La differenza rispetto alla posata singola non è solo nella quantità di pezzi, ma nel controllo operativo: il personale prepara meno componenti separati, il cliente riceve un kit ordinato e la confezione protegge le posate fino al momento d’uso.
Quando scegliere un bis invece di posate sfuse
Il bis conviene quando il pasto prevede almeno una portata da taglio o una pietanza da consumare con forchetta e coltello. È una scelta pratica per secondi piatti, insalate complete, piatti freddi, gastronomia da asporto, menu di catering e lunch box. In questi casi, consegnare forchetta e coltello insieme riduce errori di composizione del vassoio e limita il tempo al banco.
Per primi piatti, dessert o consumazioni più semplici, può bastare una posata singola, mentre per menu più strutturati con cucchiaio incluso è preferibile passare ai tris di posate imbustati. Il bis resta la scelta più equilibrata quando il menu è standardizzato e non richiede accessori aggiuntivi.
Nei servizi con procedure HACCP rigide, la confezione singola aiuta a mantenere separato il kit dal resto del materiale di servizio. Questo aspetto pesa soprattutto in mense, RSA, camere d’albergo, catering esterni e punti vendita dove le posate vengono preparate in anticipo rispetto alla consegna del pasto.
Materiali e resa al servizio
La scelta del materiale incide su rigidità, percezione al tavolo, smaltimento e compatibilità con il tipo di pietanza. I bis in plastica riutilizzabile sono adatti quando serve una posata più robusta rispetto al monouso leggero, per esempio con carni morbide, piatti freddi compatti, preparazioni da gastronomia e vassoi catering. Il PP, quando presente nelle linee idonee al contatto alimentare, offre buona resistenza alla manipolazione e un peso contenuto.
Le varianti in legno naturale hanno un’impronta visiva più calda e si inseriscono bene in menu take away, eventi informali, box pranzo e servizi dove si preferisce un materiale di origine vegetale. In presenza di procedure di smaltimento dedicate, è utile distinguere tra materiale biodegradabile e compostabile, perché i due termini non coincidono sempre sul piano della gestione rifiuti. Per linee certificate compostabili, il riferimento tecnico più frequente è la EN 13432.
Per chi lavora con scelte ambientali più marcate, ha senso valutare anche le posate biodegradabili, senza confondere però la categoria: qui il punto centrale resta il formato bis, cioè il kit forchetta più coltello già pronto all’uso.
Confezionamento, tovagliolo e igiene percepita
Il valore operativo del bis sta soprattutto nella confezione. Un set imbustato evita che il personale debba toccare più volte le singole posate durante la preparazione del vassoio o del sacchetto delivery. Nei servizi ad alto flusso questo dettaglio fa la differenza, perché il kit passa dal magazzino alla postazione di servizio con meno passaggi intermedi.
Il tovagliolo incluso è utile quando il cliente consuma fuori sede, in camera, in area break o durante un evento. Meglio scegliere il bis con tovagliolo quando non si ha certezza che nel punto di consumo siano disponibili salviette separate. Nei servizi al tavolo già apparecchiati, invece, può essere sufficiente un bis senza accessori, se previsto dalla linea acquistata.
Il confezionamento deve essere integro, facile da aprire e coerente con il livello di servizio. Per un vassoio mensa conta la rapidità, per un catering conta anche l’ordine visivo, per un hotel breakfast pesa la pulizia percepita. In ogni caso, per i materiali destinati al contatto con alimenti è corretto verificare la conformità MOCA secondo il Regolamento CE 1935/2004 e le dichiarazioni previste dal fornitore.
Prodotti e marchi da considerare
Tra le linee più adatte al servizio professionale, Isap copre bene i bis in plastica riutilizzabile con tovagliolo. Il bis trasparente riutilizzabile con tovagliolo da 500 pezzi è indicato quando si cerca una presentazione neutra, adatta a vassoi, box pranzo e confezioni take away in cui il colore della posata non deve interferire con l’immagine del menu. La versione bianca riutilizzabile con tovagliolo da 500 pezzi dello stesso marchio è più classica e si abbina facilmente a packaging chiari, tovaglie monouso e mise en place essenziali.
SignorBio è invece una scelta coerente per chi preferisce il legno naturale. Il bis in legno naturale biodegradabile con tovagliolo da 250 pezzi si presta a catering, food truck, eventi all’aperto e somministrazione da asporto con posata a vista più curata. Il consiglio pratico è semplice: plastica riutilizzabile quando serve maggiore rigidità e uniformità di fornitura, legno quando il materiale contribuisce alla percezione del servizio e alla linea ambientale del locale.
Se il kit viene inserito in un menu completo da asporto, conviene coordinare posate, bicchieri e contenitori. Per bevande fredde e bibite, i bicchieri in plastica per servizio professionale mantengono coerenza con i bis riutilizzabili, mentre per linee più attente ai materiali di origine vegetale si possono abbinare contenitori e bicchieri della stessa impostazione merceologica.
Come decidere il formato corretto
Prima di acquistare, è utile partire dal menu reale. Un bis troppo leggero su piatti consistenti crea reclami, un bis sovradimensionato su snack e pasti freddi aumenta ingombro e costo del coperto. Per gastronomie, self service e mense conviene puntare su kit resistenti, facili da distribuire e con confezione compatta. Per catering ed eventi è preferibile una posata più gradevole alla vista, soprattutto se il kit viene consegnato direttamente al commensale.
Conta anche il flusso di lavoro. Se il personale prepara centinaia di sacchetti o vassoi in fascia pranzo, il bis imbustato riduce il rischio di dimenticare coltello o tovagliolo. Se invece il servizio è assistito e il cliente ritira le posate da un dispenser o da un banco presidiato, possono bastare confezioni meno articolate. Nei reparti sanitari e nelle RSA, meglio scegliere kit chiusi e facilmente tracciabili a livello di gestione interna.
Per delivery e mense è preferibile un bis con tovagliolo già incluso. Per catering ed eventi conta di più la resa estetica del materiale. Per menu con più portate evita il bis se manca il cucchiaio, in quel caso il tris è più adatto. La scelta corretta nasce dal piatto servito, dal luogo di consumo e dal tempo che il personale può dedicare alla preparazione del coperto.
Domande frequenti
La scelta dipende dalla percezione che si vuole dare al vassoio o al sacchetto consegnato. Il trasparente lascia intravedere le posate e si adatta a packaging colorati o con stampe, perché non aggiunge un colore proprio che possa contrastare con il resto della confezione. Il bianco ha una resa più classica e uniforme, utile quando il servizio punta su un'immagine pulita e ordinata, per esempio in box pranzo o menu con contenitori chiari. Dal punto di vista funzionale i due bis sono equivalenti: stessa plastica riutilizzabile, stesso tovagliolo incluso, stesso formato confezione. La differenza resta quindi estetica, da abbinare al resto del materiale di servizio scelto per il locale.
Indica che la plastica usata è più rigida rispetto ai bis più leggeri ed economici, pensati per un solo utilizzo e poi smaltiti senza alcuna resistenza aggiuntiva. Un bis riutilizzabile regge meglio la flessione, non si piega con piatti consistenti e può eventualmente essere lavato e riproposto in contesti dove il cliente non porta via le posate, per esempio in un servizio interno o in un self service controllato. Non significa che il prodotto sia pensato per cicli di lavaggio ripetuti come una posata da tavola vera e propria: resta un articolo per servizio rapido, solo più resistente della versione più economica. La scelta va fatta in base al tipo di pietanza e al contesto di consegna.
La confezione da 500 pezzi conviene quando il consumo è regolare e prevedibile, perché riduce il costo per singolo kit e il numero di riordini durante il mese. La confezione da 250 è più adatta a chi ha un consumo minore o vuole testare un materiale nuovo, per esempio il bis in legno, prima di impegnare più spazio di magazzino su un solo formato. Conta anche lo spazio di stoccaggio disponibile: una confezione più grande occupa più volume e va tenuta in un punto asciutto, lontano da fonti di calore. Per attività con più punti vendita o servizi diversi può convenire mantenere entrambi i formati, scegliendo il taglio in base al punto di consegna.
Dipende dalla rigidità e dal profilo della lama, non solo dal materiale dichiarato. Un coltello inserito in un bis riutilizzabile in plastica tiene meglio il taglio rispetto a una versione più sottile, ma resta comunque un utensile monouso, pensato per porzioni già tagliate o pietanze morbide più che per carni con nervature o cotture al sangue poco lavorate. Per piatti con carne consistente conviene servire porzioni già predisposte in cucina, così il coltello serve solo a rifinire il taglio e non a lavorare l'intera porzione. Se il menu prevede regolarmente secondi di carne più impegnativi, meglio testare il coltello su un campione prima di ordinare grandi quantità.
La confezione in plastica o carta protegge le posate dalla polvere, ma non isola del tutto da calore e umidità elevati per periodi lunghi. Temperature alte possono ammorbidire leggermente la plastica del bis riutilizzabile, mentre l'umidità può indebolire la busta esterna o il tovagliolo incluso, soprattutto nelle versioni in legno naturale più sensibili ai liquidi. Conviene conservare le scorte in un magazzino asciutto, lontano da tubazioni calde, finestre esposte al sole diretto o zone vicine a lavelli e lavastoviglie. Ruotare le scorte, usando prima le confezioni arrivate da più tempo, aiuta a evitare che restino ferme troppo a lungo in condizioni non ideali prima del servizio.