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Detersivi Per Lavanderia Industriale

6 prodotti
Allegrini 3 Lav Detergente con Cloro Attivo per Lavanderia Industriale 25 Kg
Allegrini

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Allegrini 4 Lav PopFlower Ammorbidente per Lavanderia Industriale 20 Kg
Allegrini

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Il prezzo originale era: €61,98.Il prezzo attuale è: €49,58.50,80 40,64 + IVA
Allegrini 1 Lav Detergente Liquido Alcalino per Lavanderia Industriale 20 Kg
Allegrini

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Allegrini 2 Lav Detergente Liquido Tensioattivo per Lavanderia Industriale 20 Kg
Allegrini

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Spedizione gratuita Allegrini 2 Lav Extra Detergente Enzimatico per Lavanderia Industriale 20 Kg
Allegrini

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Allegrini 3 Lav Oxi Detergente a Base di Ossigeno Lavanderia Industriale 20 Kg
Allegrini

Allegrini 3 Lav Oxi Detergente a Base di…

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La biancheria di hotel, ristoranti, catering, mense e RSA richiede cicli di lavaggio continui, carichi omogenei e prodotti capaci di lavorare su sporchi diversi senza stressare i tessuti. I detersivi per lavanderia industriale servono proprio a questo: trattare lenzuola, tovaglie, asciugamani, divise, camici e panni tecnici con formule più concentrate rispetto ai comuni prodotti da bucato, spesso abbinate a sistemi di dosaggio e programmi macchina dedicati. La scelta non va fatta solo guardando il profumo o il formato, ma valutando tipo di sporco, fibra, temperatura di lavaggio, durezza dell’acqua e frequenza dei cicli.

Formule professionali per carichi intensivi

Una lavanderia interna o conto terzi lavora con sporchi ricorrenti: grassi alimentari su tovagliato e divise cucina, residui organici su biancheria sanitaria, sudore su lenzuola e asciugamani, macchie ossidabili su cotone bianco. Per questo conviene distinguere tra detergenti alcalini, tensioattivi, enzimatici, ossigenati, clorattivi e ammorbidenti.

Il detergente alcalino e tensioattivo è indicato per sciogliere grassi, unto e sporco pesante, tipici di ristorazione e catering. Le formule enzimatiche aiutano sullo sporco proteico e amidaceo, quindi risultano utili su divise, tovaglioli e tessili che arrivano al lavaggio con residui alimentari. I prodotti a base di cloro o ossigeno attivo sono invece scelti per il trattamento dei bianchi e per il recupero della luminosità del tessuto, con attenzione alla compatibilità con fibra e colore.

Per gli asciugamani, gli accappatoi e la biancheria camera, l’ammorbidente ha un ruolo pratico: riduce la ruvidità percepita, facilita la piega e lascia il tessile più gradevole al contatto. Nei reparti con tessili tecnici, panni in microfibra o capi funzionali, è preferibile controllare sempre le indicazioni del produttore del tessuto, perché alcuni additivi possono ridurre assorbenza o prestazioni della fibra.

Come scegliere il prodotto in base al reparto

Per hotel e strutture ricettive la priorità è mantenere costante il risultato su lenzuola, federe, asciugamani e tovaglie, con profumazione equilibrata e mano morbida. In cucina e ristorazione conta di più la forza sgrassante, perché tovaglie, grembiuli e giacche cuoco arrivano spesso con oli, sughi e macchie miste. In RSA, mense e ambienti regolati da procedure HACCP, la scelta deve integrarsi con istruzioni di lavaggio, separazione dei carichi, tracciabilità del trattamento e corretta gestione dello sporco potenzialmente critico.

La durezza dell’acqua incide sulla resa del lavaggio: acqua ricca di calcare può ridurre l’efficacia del detergente, irrigidire i tessuti e lasciare residui. In questi casi è meglio verificare il programma della macchina, il dosaggio consigliato e la presenza di eventuali sistemi di trattamento acqua. Per la manutenzione di bagni e zone tecniche collegate alla lavanderia, i prodotti specifici per anticalcare e disincrostanti per wc e bagno restano una categoria separata, da usare sulle superfici, non come sostituto del chimico da bucato.

Il formato è un altro criterio operativo. Le taniche da 20 o 25 kg sono adatte a impianti con consumi costanti e dosatori automatici, perché riducono cambi frequenti e rendono più ordinata la gestione del magazzino. Per piccoli laboratori, B&B con lavanderia interna o attività con carichi meno continui, può essere più pratico valutare anche i detersivi lavatrice professionali, più semplici da gestire quando non servono linee di dosaggio industriale.

Prodotti e cicli: alcalino, cloro, ossigeno, ammorbidente

Tra le linee presenti in categoria, Allegrini copre le principali fasi del ciclo professionale con detergenti e additivi pensati per lavanderia industriale. Il detergente liquido alcalino Allegrini 1 Lav da 20 kg è indicato per sporco pesante e lavaggi dove serve potere sgrassante. Il detergente liquido tensioattivo Allegrini 2 Lav da 20 kg lavora invece sulla rimozione dello sporco più diffuso e può inserirsi in cicli combinati con altri additivi.

Per il trattamento dei bianchi, il detergente con cloro attivo Allegrini 3 Lav da 25 kg va usato con attenzione a fibre e colori, perché è adatto a contesti in cui servono azione candeggiante e igiene visiva del tessile. In alternativa, il detergente a base di ossigeno Allegrini 3 Lav Oxi da 20 kg è utile quando si preferisce una linea ossidante diversa dal cloro, sempre nel rispetto delle istruzioni di lavaggio. L’ammorbidente Allegrini 4 Lav PopFlower da 20 kg completa il ciclo su spugne e biancheria camera, dove morbidezza e profumo controllato incidono sulla percezione del servizio.

La raccomandazione più netta è evitare miscelazioni improvvisate. Alcalini, clorattivi, ossigenati ed enzimi non sono intercambiabili: vanno dosati secondo scheda tecnica, programma lavatrice e tipo di carico. Se il personale manipola taniche concentrate, è preferibile predisporre dispositivi idonei e guanti conformi alla norma EN 374; per accessori di supporto, sono disponibili anche guanti, spugne e retine per uso professionale.

Compatibilità con tessuti, macchine e procedure

Un buon risultato dipende dall’abbinamento fra prodotto, macchina e tessile. Il cotone bianco tollera trattamenti più energici rispetto a capi colorati o misti. Le spugne richiedono risciacqui adeguati per non trattenere residui. Le divise cucina hanno bisogno di azione sgrassante, ma anche di cicli che non irrigidiscano troppo il tessuto. I panni tecnici usati per pulizie e sale ristorazione vanno separati dalla biancheria ospite, perché possono contenere residui di detergenti, grassi o particelle abrasive.

Nei sistemi con dosaggio automatico, la viscosità del prodotto, la compatibilità con pompe e tubazioni e la stabilità della formula sono aspetti da controllare prima dell’inserimento in linea. Nei lavaggi manualmente dosati, invece, pesa molto la formazione del personale: sovradosare non significa lavare meglio, può aumentare residui, schiuma e tempi di risciacquo. Anche il locale lavanderia va mantenuto separato da prodotti non pertinenti, come detergenti per pavimenti, sgrassatori cucina o multiuso, così da ridurre errori di prelievo e contaminazioni.

Norme, etichette e sicurezza di impiego

I detergenti professionali rientrano in un quadro regolatorio preciso. Il Regolamento CE 648/2004 disciplina i detergenti e le informazioni sugli ingredienti; il Regolamento CE 1272/2008, noto come CLP, riguarda classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele; il Regolamento CE 1907/2006, REACH, regola registrazione e gestione delle sostanze chimiche. Per alcune referenze possono essere presenti criteri ambientali o marchi come Ecolabel, utili quando la struttura segue capitolati con requisiti ecologici.

La scheda di sicurezza va tenuta disponibile per chi usa il prodotto e per chi gestisce magazzino e dosatori. Taniche ben etichettate, vasche di contenimento, aerazione del locale e separazione dei prodotti incompatibili sono accorgimenti semplici, ma decisivi. Meglio scegliere pochi prodotti coerenti con i cicli reali della lavanderia, piuttosto che accumulare chimici simili senza una procedura chiara: il bucato risulta più costante, il personale lavora con meno incertezza e il reparto mantiene ordine operativo.

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