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Contenitori Feci

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Contenitore Sterile per Feci (Analisi Coprologiche) 60 Ml
Idrofil

Contenitore Sterile per Feci (Analisi Coprologiche) 60 Ml

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I contenitori feci sono articoli sterili monouso destinati alla raccolta, alla chiusura e al trasporto controllato del campione fecale verso laboratorio, ambulatorio o presidio sanitario interno. In RSA, cliniche, infermerie aziendali, strutture ricettive con assistenza sanitaria e servizi di medicina del lavoro, la scelta del contenitore incide sulla praticità di prelievo, sulla tenuta durante il trasporto e sulla corretta identificazione del campione. Per analisi coprologiche, ricerca di sangue occulto, calprotectina o indagini su Helicobacter, è preferibile attenersi sempre alle istruzioni del laboratorio, scegliendo un formato coerente con il protocollo richiesto.

Formato, materiale e chiusura del contenitore

Il formato più diffuso per la raccolta standard è il vasetto sterile con tappo a vite e paletta integrata. Una capacità intorno ai 60 ml è adatta alla maggior parte degli esami di routine, perché consente di raccogliere una quantità sufficiente senza rendere il contenitore ingombrante per lo stoccaggio o la consegna al punto di raccolta. Il corpo trasparente o semitrasparente aiuta il controllo visivo, mentre la superficie esterna deve restare pulita e facilmente etichettabile.

Il materiale più comune è il PP, polipropilene rigido, scelto per resistenza, leggerezza e buona compatibilità con l’uso monouso sanitario. Il tappo deve avvitarsi in modo stabile, senza giochi, per limitare fuoriuscite accidentali nel sacchetto di trasporto o nel contenitore secondario. La paletta integrata nel tappo è un dettaglio pratico importante: evita l’impiego di strumenti non idonei e rende più ordinata la procedura di raccolta, soprattutto quando il campione viene preparato a domicilio e poi consegnato in struttura.

Raccolta per analisi diverse: cosa valutare prima dell’acquisto

Non tutti gli esami richiedono lo stesso tipo di contenitore. Per le analisi coprologiche di base, un contenitore sterile asciutto è spesso la scelta corretta. Per la ricerca del sangue occulto nelle feci, in particolare nei protocolli a tre campioni, possono essere richiesti kit dedicati o provette specifiche indicate dal laboratorio. In questi casi conviene verificare se serve un contenitore per feci con liquido, un dispositivo con reagente o un sistema di campionamento separato, invece di usare un vasetto standard.

Per calprotectina, Helicobacter e altri test specialistici, la compatibilità non va data per scontata. Il buyer professionale dovrebbe controllare tre elementi: indicazione d’uso riportata dal produttore, sterilità del confezionamento e istruzioni del laboratorio che processerà il campione. Meglio evitare acquisti generici quando il protocollo parla di contenitore dedicato, conservante o raccolta frazionata. Una piccola differenza nel dispositivo può incidere sulla gestione amministrativa del campione e sulla sua accettazione al banco prelievi.

Prodotti indicati per ambulatori, RSA e presidi sanitari interni

Tra gli articoli rappresentativi della categoria rientra il contenitore sterile per feci per analisi coprologiche da 60 ml di Idrofil, con formato compatto e impostazione adatta all’uso sanitario quotidiano. È una scelta lineare per strutture che devono tenere a scorta contenitori singoli per raccolte occasionali, controlli programmati o consegne da parte degli assistiti. Il formato da 60 ml è pratico anche per reception sanitarie, ambulatori infermieristici e reparti che preparano kit di raccolta da consegnare con istruzioni separate.

Per organizzare il punto di raccolta conviene separare i contenitori per campioni fecali da quelli destinati ad altri campioni biologici. Se la struttura gestisce anche prelievi urinari, la categoria contenitori per urine sterili permette di mantenere codifica e scorte distinte, riducendo errori al momento della consegna. Nelle aree infermieristiche è utile affiancare materiali di consumo per piccole procedure, come garze sterili per medicazione e cerotti assortiti, senza mescolare funzioni e destinazioni d’uso.

Conservazione, igiene e tracciabilità del campione

Il contenitore deve arrivare integro all’utilizzatore, con confezione pulita e tappo non danneggiato. Dopo la raccolta, tempi e modalità di conservazione dipendono dall’esame richiesto e dalle istruzioni del laboratorio: alcuni campioni devono essere consegnati rapidamente, altri seguono indicazioni diverse se sono previsti più prelievi in giorni separati. Per questo è preferibile consegnare il contenitore insieme a istruzioni operative già validate dal personale sanitario, evitando indicazioni verbali incomplete.

In ambito assistenziale e HoReCa con presidio sanitario interno, la manipolazione del campione biologico deve essere gestita con dispositivi e procedure coerenti con il rischio. L’uso di guanti ambidestri, superfici lavabili e contenitori secondari puliti aiuta a mantenere ordine nella fase di consegna. Dove sono presenti cucine, mense o reparti alimentari, il sistema HACCP resta separato dalle procedure sanitarie, ma la logica di tracciabilità, pulizia e prevenzione delle contaminazioni deve essere altrettanto rigorosa.

Conformità e indicazioni da controllare in scheda prodotto

Per i contenitori destinati alla raccolta di campioni per analisi, è importante controllare la marcatura CE quando prevista, la dicitura di sterilità, la capacità nominale, il tipo di tappo e l’eventuale destinazione come dispositivo medico diagnostico in vitro. Il Regolamento UE 2017/746 disciplina i dispositivi medico-diagnostici in vitro, mentre la responsabilità d’uso resta legata alle indicazioni del fabbricante e al protocollo del laboratorio. Se il campione deve essere inviato all’esterno, meglio scegliere contenitori con chiusura salda e superficie idonea all’etichetta identificativa.

Per una scorta professionale conviene partire dal tipo di esami più frequenti, poi distinguere i contenitori standard dai kit dedicati per sangue occulto o test specialistici. Se l’uso è generico e l’indicazione del laboratorio richiede un vasetto sterile asciutto, il formato da 60 ml con tappo a vite e paletta è la scelta più pratica. Se invece il protocollo parla di tre campioni, reagente o liquido conservante, meglio non sostituire il kit richiesto con un contenitore comune: la compatibilità operativa viene prima del prezzo unitario.

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