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Aghi Ipodermici

4 prodotti
Ago Cannula Hemoflon Dispositivo di Prelievo a 2 Vie con Alette DM IIA 50 Pezzi
Rays

Ago Cannula Hemoflon Dispositivo di Prelievo a 2…

Fascia di prezzo: da €23,18 a €28,0619,0023,00 + IVA
18Gx32mm 18Gx45mm 20Gx32mm 22Gx25mm 24Gx19mm
Ago a Farfalla - Ago Epicranico in PVC DM IIA 100 Pezzi
Rays

Ago a Farfalla - Ago Epicranico in PVC…

Fascia di prezzo: da €10,08 a €11,108,269,10 + IVA 7 varianti
Ago Cannula Hemocath Dispositivo Prelievo ad 1 Via senza Alette DM IIA 50 Pezzi
Rays

Ago Cannula Hemocath Dispositivo Prelievo ad 1 Via…

Fascia di prezzo: da €21,25 a €27,4017,4222,46 + IVA
16Gx45mm 17Gx45mm 18Gx32mm 18Gx45mm 20Gx32mm 22Gx25mm +1
Ago a Farfalla - Ago Epicranico DEPH FREE DM IIA 100 Pezzi
Rays

Ago a Farfalla - Ago Epicranico DEPH FREE…

Fascia di prezzo: da €11,00 a €11,089,029,08 + IVA 6 varianti

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Gli aghi ipodermici sterili monouso servono a gestire procedure di prelievo, infusione e somministrazione in ambulatori, RSA, infermerie, reparti di degenza e presidi sanitari interni. La scelta corretta dipende da diametro, lunghezza, tipo di accesso, compatibilità con siringhe e dispositivi collegati, oltre che dal livello di controllo richiesto durante l’inserimento. In una scorta professionale conviene distinguere con precisione aghi standard, aghi a farfalla e ago cannula, evitando assortimenti generici che rallentano il lavoro degli operatori e aumentano gli errori di prelievo.

Tipologie di aghi ipodermici e uso operativo

La prima distinzione utile riguarda la procedura. Gli aghi per iniezioni sottocutanee sono scelti in base a profondità ridotta, controllo del gesto e comfort del paziente. Sono impiegati in protocolli che possono prevedere aree come addome, braccio o coscia, sempre secondo indicazione sanitaria. Per una iniezione sottocutanea in addome, ad esempio, la misura non si valuta solo dal diametro, ma anche dalla lunghezza dell’ago e dalla tecnica prevista dal personale formato.

Per procedure intramuscolari, invece, contano calibro e lunghezza in rapporto alla sede e alla corporatura del paziente. Un ago per intramuscolo sul gluteo richiede caratteristiche diverse rispetto a un ago per sottocutanea. Per questo la consultazione delle misure aghi per siringhe deve essere fatta prima dell’acquisto, non al momento dell’utilizzo. La classificazione più pratica resta quella per gauge, dove a un numero più alto corrisponde un diametro più sottile, con lunghezze espresse in millimetri secondo la scheda tecnica del prodotto.

Gli aghi a farfalla, o aghi epicranici, sono indicati per prelievi e accessi venosi in cui serve maggiore stabilità manuale. Le alette laterali aiutano a tenere fermo il dispositivo e sono particolarmente utili su vene sottili o poco mobili. L’ago cannula, invece, è pensato per lasciare in sede una cannula flessibile dopo la venipuntura, così da collegare successivamente linee di infusione o dispositivi compatibili. Per i collegamenti con linee e raccordi è utile verificare anche la disponibilità di deflussori e rubinetti medicali coerenti con il protocollo della struttura.

Come scegliere gauge, lunghezza e compatibilità

Il criterio più importante è l’abbinamento tra gauge e lunghezza dell’ago. La tabella gauge degli aghi non va letta come una semplice scala di grandezza, ma come uno strumento per scegliere il flusso, la delicatezza dell’inserimento e la compatibilità con il liquido o il campione da trattare. Aghi troppo sottili possono non essere adatti a determinate procedure di prelievo, mentre aghi troppo grandi possono risultare inutilmente invasivi se il protocollo richiede una somministrazione sottocutanea.

La compatibilità con le siringhe riguarda l’attacco e la stabilità durante la pressione sul pistone. Nei contesti in cui si usano carpule o siringhe dedicate, l’ago deve essere coerente con il sistema previsto. La categoria delle siringhe resta separata, ma la selezione dell’ago non può essere fatta senza considerare volume, viscosità del farmaco, tipo di attacco e manualità dell’operatore. Per attività complementari alla somministrazione, come protezione e copertura del punto di accesso, è utile mantenere disponibile anche materiale di medicazione sterile e non sterile.

Per ridurre il rischio di una iniezione sottocutanea sbagliata non basta scegliere un ago “piccolo”. Serve coerenza tra dispositivo, tecnica, sede anatomica e formazione dell’operatore. In acquisto B2B conviene quindi separare le referenze per uso sottocutaneo, intramuscolare, prelievo venoso e accesso periferico, così il magazzino non costringe a sostituzioni improvvisate.

Ago cannula e ago a farfalla: cosa valutare in reparto

Tra i dispositivi più richiesti rientrano gli ago cannula per accesso venoso periferico. Il dispositivo di prelievo Hemoflon a due vie con alette, in confezione da 50 pezzi, è una scelta adatta quando serve una presa stabile e un collegamento più gestibile durante la procedura. La presenza delle alette facilita il controllo manuale, soprattutto nei passaggi in cui l’operatore deve fissare il dispositivo prima di procedere con il collegamento.

Per chi preferisce un dispositivo più essenziale, l’ago cannula Hemocath a una via senza alette, sempre in confezione da 50 pezzi, risponde a contesti in cui serve un accesso venoso periferico con minore ingombro laterale. Gli aghi a farfalla epicranici in PVC, disponibili in confezioni da 100 pezzi, sono invece pratici per prelievi e procedure brevi in cui la stabilità delle alette è un vantaggio concreto. La versione ago a farfalla DEHP free è preferibile quando il protocollo della struttura richiede attenzione specifica ai materiali plastici utilizzati.

Le referenze Rays coprono proprio queste situazioni: ago cannula, dispositivo di prelievo a una o due vie, ago epicranico in PVC e variante DEHP free. La scelta non va fatta solo sul formato della confezione, ma sulla frequenza d’uso, sul tipo di paziente e sulla compatibilità con il resto del set procedurale. Per preparazione della cute o gestione del punto di accesso può essere utile affiancare anche cotone idrofilo per uso sanitario, secondo le procedure interne.

Materiali, sterilità e conformità dei dispositivi

Gli aghi ipodermici destinati ad attività sanitarie devono essere sterili, monouso e confezionati in modo da mantenere l’integrità fino all’apertura. Il confezionamento singolo aiuta a ridurre manipolazioni non necessarie e rende più semplice il controllo visivo prima dell’uso. Acciaio dell’ago, componenti plastici, alette, raccordi e cappucci protettivi devono essere valutati in base alla scheda tecnica e alla destinazione d’uso dichiarata.

Molti aghi cannula e aghi a farfalla rientrano tra i dispositivi medici secondo il Regolamento UE 2017/745. La classificazione DM IIA identifica dispositivi con un livello di controllo superiore rispetto ai dispositivi a rischio più basso, in coerenza con destinazione d’uso e invasività. Per un buyer professionale è importante verificare marcatura CE, lotto, data di scadenza, istruzioni d’uso, sterilizzazione e modalità di conservazione. La gestione dopo l’uso deve seguire le regole previste per taglienti e pungenti, con contenitori idonei e procedure interne di smaltimento del rischio biologico.

Scorta corretta e riduzione degli errori di scelta

Una scorta ben costruita separa gli aghi per sottocutanea dagli aghi per intramuscolare, dagli aghi a farfalla e dagli ago cannula. Questa distinzione riduce i tempi di ricerca in ambulatorio e rende più chiaro il riordino. Meglio scegliere poche referenze coerenti con i protocolli reali della struttura, piuttosto che molte misure simili difficili da distinguere durante il turno.

Per reparti, RSA e ambulatori con consumo regolare, conviene partire dalle procedure più frequenti: prelievo venoso, accesso periferico, somministrazioni sottocutanee e intramuscolari. Da qui si definiscono diametri, lunghezze, presenza di alette, una o due vie, materiali DEHP free e confezionamenti. Gli aghi ipodermici vanno acquistati come dispositivi tecnici, non come accessori intercambiabili: la scelta giusta nasce dall’abbinamento tra procedura, paziente, siringa o linea collegata e livello di controllo richiesto dall’operatore.

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